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Cari lettori del Corriere della Rossello, abbiamo deciso di partecipare al concorso: “Giovani cittadinINeuropa” indetto dal sito del  senato. In fondo alla pagina trovate il nostro sondaggio per votare i disegni migliori! VOTATE VOTATE VOTATE

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Una costituzione per il web

In questi anni si è proposto di realizzare una costituzione per il web, una Netiquette reale e condivisa da tutti i paesi. Questa costituzione ci fa pensare ad una delle frasi del discorso di Calamandrei che abbiamo letto e ascoltato in classe:” “La costituzione è un pezzo di carta , la lascio cadere non si muove: perchè si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile”.

Sembra davvero che questa web-costituzione sia scomparsa ancora prima di esser nata, infatti non è stato messo il carburante per farla andare avanti.

“Nessuno infatti oggi proporrebbe la sostituzione del Parlamento con un congresso virtuale come fece un politico nel 1994, un politico americano che annunciava che sarebbero stati direttamente i cittadini a prendere queste decisioni. Oggi invece quando si parla di democrazia elettronica l’attenzione non è rivolta verso continue consultazioni dei cittadini e non si esaurisce nel prospettare referendum elettronici, nel progettare una democrazia”casalinga”. Sono scomparse le promesse di una democrazia rinnovata o comunque trasformata dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, però ci si è resi conto del fatto che non stavamo passando dalla democrazia rappresentativa alla democrazia diretta e vivevamo l’insinuarsi delle nostre società di una democrazia continua con la diffusione della informazioni e all’accesso planetario alla conoscenza con la progressiva trasformazione dei rapporti tra politica e cittadini. Quello che sta nascendo è un nuovo spazio pubblico: globale e locale trovano forme nuove di manifestazione ed d’incontro” (Le regole democratiche che servono a Internet Stefano Rodotà su la Repubblica)

Luca e Chiara

La radio fascista

Il fascismo seppe fare un abile uso di tutti gli strumenti di propaganda. A questo scopo non poteva sfuggire uno strumento innovativo e potente come la radio. Il fascismo si rese conto progressivamente delle potenzialità della radio e delle possibilità di sfruttarla.

I fascisti tramite la radio e gli altri mezzi di propaganda (istituto Luce) volevano plasmare le menti di milioni e milioni di persone, conquistando il consenso di massa. A poco a poco personalità fasciste di primo piano divennero frequentatori della radio; i programmi letterari erano preceduti da introduzioni che fornivano una interpretazione fascista dei brani letti, i notiziari giornalieri si attenevano alle direttive del regime.

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Un grande scrittore, giurista e politico italiano fu Piero Calamandrei.

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Egli era un antifascista e politico di sinistra, fondatore della Costituzione Italiana. Aveva il bisogno di circoscrivere il potere dello Stato e limitarlo nei confronti dei cittadini. Nell’ articolo numero 1. della Costituzione Calamandrei vuole sottolineare che l’ Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, e che quindi la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Nell’ articolo 2. si dice che la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’ adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale

Nell’ articolo 13. (quello che ci riguarda maggiormente) dice che la libertà è inviolabile.

A scuola abbiamo letto uno dei suoi discorsi più importanti,e questa è una delle frasi che ci ha colpito di più……

“La libertà è come l’aria è importante solo quando manca”

Anche noi siamo d’accordo con questa frase, perchè la libertà è indispensabile e senza questa l’uomo non può essere definito tale, perchè non è libero di pensare e agire. Infatti molte volte ci scordiamo della Costituzione e abbiamo bisogno di discorsi come questi per andare avanti e per credere in noi stessi.

Un’ altra frase che ci ha colpito molto è stata:

“La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sè”

Questa frase ci ha colpito perchè spiega che tutte le persone devono collaborare a far funzionare la Costituzione, tutti dobbiamo spingere questa macchina in modo tale da far girare le ruote e arrivare al traguardo desiderato.

IL DISCORSO DI CALAMANDREI

Michela, Matilde, Costanza,Sveva

Senato in un click!

Il Senato della Repubblica  è una delle due  camere che costituiscono il  Parlamento Italiano, insieme alla Camera dei Deputati.

La Costituzione Italiana prevede che il Senato della Repubblica sia eletto per regione, tranne i posti assegnati alla circoscrizione Estera. I senatori devono avere compiuto più di 40 anni per avere l’incarico. Fanno parte del Senato anche alcuni senatori a vita. Il Presidente della Republica, può nominare “senatore a vita” persone che hanno onorato la Nazione per meriti

Sede del Senato della Repubblica è Palazzo Madama, a Roma, dove si riunisce sin dalla sua nascita (1989). I posti vengono divisi tra le regioni in base alla popolazione. Diventano senatori a vita tutti i Presidenti della Repubblica Italiana.

L’attuale Presidente del Senato e’ il Senatore Pietro GRASSO ex Procuratore Nazionale Antimafia. In questi ultimi giorni seguendo le notizie in TV apprendiamo che è in atto una modifica del Senato che dovrebbe perdere gli attuali poteri e diventare solamente un organo consultivo.

Dal sito (www.senato.it) si possono vedere le attualità sul Senato che é in continuo cambiamento per delle modifiche (come già detto prima). Da poco,Palazzo Madama é visitabile con visite giudate. Un’iniziativa molto recente! Ultimamente anche il sito del Senato é stato in continua modifica, con l’aggiunta di una parte dedicata tutta a noi ragazzi. Il “Senato dei Ragazzi” è adatto a giovani interessati su l’attualità del Senato.

Noi  parteciperemo ad un concorso!

 

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Cinema nel regime Fascista

Mussolini capi da subito l’importanza dei media per comunicare le idee fasciste in tutta l’Italia. Il regime fascista fece censurare ogni tipo di divulgazione di idee contro il fascismo. Nel 1925 nasce l‘Istituto Luce (L’Unione Cinematografica Educativa), questa istituzione servira’ per diffondere il cinema anche come istituzione didattica e informativa riguardo al mondo e in particolare la vita del duce. Nel 1927 nasce il cine-giornale, cioe’ l’antenato del telegiornale. Negli anni 30 incomincio’ una vera politica per il cinema. Grazie alla legge “Alfieri” del 1938 vengono emanati  grandi finanziamenti per produzione cimatografica che migliorera’ la quantita’ e la qualita’.Inoltre nel 1937 nasce Cinecittà.

Il cinema divenne uno dei principali mezzi per la propaganda fascista:

la “fabbrica del consenso”

Il fascismo e il cinema

Come ogni regime totalitario che si rispetti, il Fascismo pose grande attenzione al controllo della cultura e in particolar modo del cinema, considerato un ottimo mezzo di propaganda e un efficace mezzo per il controllo delle masse. Il motto “il cinema è l’arte più forte”, che ben riassume l’interesse dimostrato da Mussolini per la settima arte, è parente prossimo di quello di Lenin secondo il quale “il cinema è, tra tutte le arti, la più importante”.

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Per giungere ad influire sulla popolazione era però necessario che in Italia, il cinematografo si sviluppasse come industria attraverso tutta una serie di enti appositamente creati. Per tale motivo durante il Ventennio nacquero rispettivamente il Centro Sperimentale di Cinematografia, il LUCE (L’Unione Cinematografica Educativa) e la Mostra del Cinema di Venezia. Con queste tre istituzioni, ancor oggi funzionanti, il regime tese a gestire politicamente e culturalmente il cinema nostrano, premurandosi da una parte della formazione delle nuove leve, attraverso il Centro Sperimentale, e dall’altra di pubblicizzare i propri prodotti, quindi le proprie idee, per il tramite dei cinegiornali del Luce e di una Mostra principalmente intesa come vetrina dell’Italia fascista all’estero.

Nell’intento, poi, di rinverdire i fasti della cinematografia italiana antecedente al primo conflitto, e di contrastare lo strapotere di Hollywood, nel 1937 furono creati gli stabilimenti di Cinecittà, vero fiore all’occhiello del regime. Luogo non solo di lavoro, ma anche di mondanità frequentato dai figli del Duce, dalle dive del momento e dai gerarchi con le loro amanti; a Cinecittà si girano 79 film nel 1939 e 85 pellicole nel 1940.

Persino durante i primi anni di guerra, mentre cominciano già a scarseggiare il pane e i generi di prima necessità, Cinecittà non smette di inondare di film e di ottimismo la nazione: 89 pellicole nel 1941, 119 nel 1942. Solo dopo il 25 luglio 1943 (arresto di Mussolini) le cose cambiano e le sorti degli stabilimenti voluti da Carlo Roncoroni si confondono con quelli di un paese già sull’orlo del baratro. In pratica negli anni che vanno dalla sua costituzione ai tragici eventi del 1943 Cinecittà rappresenta il più grande e importante centro di produzione cinematografica d’Europa.

 A livello estetico e tematico il cinema del Ventennio è virile, eroico, rivoluzionario, secondo i canoni fascisti,e celebrativo.

Gli artisti erano tollerati se affiancavano l’estetica fascista o se si disinteressavano della realtà.

Il cinema si rivolse a due forme tradizionali dello spettacolo nostrano:
a) il teatro dialettale, da cui in parte scaturiscono i film di M.Camerini col loro mondo piccolo borghese;
b) il melodramma, dal quale discende il filone celebrativo dei film pseudostorici di massa e in costume, il cui sommo interprete e C.Gallone col suo Scipione l’Africano (1937).

Teresa terza media

La nostra idea di calamandrei

Il grande padre costituente PIERO CALAMANDREI nel 1955 scrisse un testo chiamato ” far vivere la costituzione” . Calamandrei dice che la costituzione non si muove da sola ,ma serve sacrificio e forza di volontá per mandarla avanti.Egli dice che i giovani pensano che la politica è una cosa inutile. Infondo dietro la costituzione ci sono persone che danno l’anima per farla  andare avanti , ma ci sono dei politici che usano la costituzione (un bene cittadino ) per scopi  come la carriera. Diceva Clamandrei:

“MA CI SONO UMILI NOMI , VOCI RECENTI! QUANTO SANGUE , QUANTO DOLORE PER ARRIVARE A QUESTA COSTITUZIONE ! DIETRO OGNI ARTICOLO DI ESSA ,O GIOVANI VOI DOVETE VEDERE GIOVANI COME VOI CADUTI COMBATTENDO , FUCILATI , IMPICCATI, TORTURATI , MORTI DI FAME NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO ” 

Anche la costituzione si possono vedere feriti . Poi ć è anche la sofferenza come diceva questa frase . La parola “UMILI NOMI” vuol dire persone che rispettano la costituzione nel senso che per loro non esiste sangue , cioè uccidere , ma che lo rispettano molto . Ci sono tanti modi per dire questa frase perché la cosa più importante della costituzione é rispettarla con cura e sapere a che serve.

 

 

Fascismo e stampa

“In un regime totalitario, come dev’essere necessariamente un regime sorto da una rivoluzione trionfante, la stampa è un elemento di questo regime, una forza al servizio di questo regime. In un regime unitario, la stampa non può essere estranea a questa unità”. Questo disse Mussolini ai giornalisti presenti a Palazzo Chigi il 10 ottobre 1928. Una frase che rappresenta a pieno la filosofia propagandistica del regime fascista (e in generale di tutti i regimi totalitari): la stampa deve essere uno strumento per mettere in buona luce il regime davanti al popolo, e quindi per fabbricare consensi. I giornali diventano liberi di servire solo il fascismo, ma in cambio vengono aiutati da quest’ ultimo. Mussolini rivela di voler salvaguardare la stampa, se questa si fosse dimostrata “‍degna‍” di essere aiutata. Coloro che si oppongono, o in qualche modo esprimono i loro dubbi sulle scelte operate dal governo o sugli ideali fascisti, sono costretti a chiudere, vendere o cambiare direttore, sostituendolo con uno scelto ovviamente tra la borghesia simpatizzante del regime.Giornale fascista
I giornali del Ventennio fascista erano:
Il Popolo d’Italia
La Fiamma Nazionale
Idea Nazionale
Il Popolo di Trieste
Le Fiamme
Italia nuova
L’assalto
Giovinezza
L’idea fascista
La Scure
Sassaiola fiorentina
Audacia
Nuovo Araldo
Cremona nuova
L’Impero
Il Mezzogiorno
Giovinezza
Il Pattuglione
Il Tevere
Ottobre
Il secolo fascista
La vita italiana
Il Popolo di Sicilia
Popolo di Roma

A questi si aggiungevano le riviste:
Augustea
Il Pettine
Gerarchia
Critica fascista
Il Selvaggio
L’Italiano
Lo Stato
La Squilla.