Blue Whale: parliamone

“Dopo il servizio de Le Iene su molte pagine web italiane si è ritornati a parlare del caso «Blue Whale». Con quale grado di correttezza di informazioni cercheremo di scoprirlo con questo servizio. Intanto le basi: con il nome «Blue Whale» si identifica una sorta di assurdo rituale che ha lo scopo di condurre qualcuno, prevalentemente un giovane, debole e depresso, verso il suicidio. Una sorta di gioco online a cui si decide di partecipare volontariamente postando un messaggio con l’hashtag #f57 che porta all’immediato contatto in forma privata con un «master» che sottopone un elenco di prove ben precise. Il master sarebbe in possesso di informazioni personali che in caso di disobbedienza porterebbero a ritorsioni violente sulla famiglia del «giocatore». Le presunte, ma decisamente tutte da confermare, morti dovute a questo assurdo gioco sarebbero oltre 130, con casi che si concentrano in Russia, ma si estendono anche al resto del mondo. A rinvigorire la storia ci sarebbe anche l’arresto di Philiph Budeikin, ragazzo russo che si sarebbe dichiarato colpevole di aver portato al suicidio un numero imprecisato di persone.
Il nome Blue Whale si ispira ovviamente alle balene e alla loro pratica di spiaggiarsi e morire senza alcun apparente motivo. Come detto, in questi giorni Blue Whale è sulla bocca di tutti a seguito del programma Le Iene in cui i conduttori dichiaravano di aver fatto luce sulla vicenda. Tuttavia di Blue Whale si parla da almeno un anno, forse di più e la verità è decisamente più complessa di una psicosi da «Internet cattivo» e riguarda più le leggende metropolitane che una presunta setta che incita al suicidio. Oltre a tutto questo, nel 2016 è uscito un film, «Nerve», che per certi versi riprendeva le tematiche di Blue Whale, e si è innescato quindi una sorta di cortocircuito in cui è difficile capire se un caso isolato è diventato leggenda metropolitana, se la leggenda è stata imitata dalla realtà o se è entrata di mezzo anche una strana storia di marketing virale. Ciò che cercheremo di fare in queste schede è gettare una luce su questo fenomeno, dimostrando che si tratta in gran parte di un caso, quantomeno in partenza, montato su leggende metropolitane che qualcuno ha cercato di rendere vere per puro calcolo personale. L’unica certezza in questi casi è l’incertezza data dalle dinamiche della rete….” (Fonte Il Corriere della Sera)

Ecco due link per parlarne insieme:

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la dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino

Il 10 dicembre 1948 l’assemblea generale delle nazioni unite approvò proclamo la dichiarazione dei diritti umani in 5 lingue: Inglese, Spagnolo, Francese, Russo e Cinese. In esse si stabilisce i diritti e la libertà che appartengono a tutti gli individui delle famiglie umane e che sono alla base delle giustizie e della pace. Onesti diritti devono essere protetti da norme per non cadere nella tirannia e nell’oppressione.

La dichiarazione ha avuto il merito e il fine di promuovere l’insegnamento, l’educazione e il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali e inalienabili.

L’articolo che preferiamo è il numero 1 che racchiude l’essenza della Dichiarazione stessa:

“tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali. Sono dotati di ragione e coscienza e

devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fraternità.

Questo significa che tutti noi abbiamo una serie di possibilità e di diritti che però dobbiamo esercitare nel rispetto dell’altro e per il principio di uguaglianza. L’unica lotta ammessa è quella che facciamo per fare in modo che questi diritti, preesistenti alla legge scritta, siano riconosciuti da chiunque.

Gli articoli 4-5-6-7-8 della dichiarazione dei diritti dell’ uomo e del cittadino parlano delle libertà che possiede l’uomo.  La libertà dell’ uomo consiste nel poter fare tutto ciò non nuoce ad altri. La legge ha il diritto di proibire le azioni nocive alla società, e quindi tutto ciò che non proibisce la legge non può essere impedito.

La legge è l’espressione della volontà generale.

Nessun uomo può essere accusato o arrestato se non nei casi contemplati dalla legge e secondo le forme che essa prescrive.

La legge non deve stabilire che le pene necessarie a punire gli atti.

 

 

 

La Classificazione degli Stati

Gli stati si distinguono in base a 3 aspetti fondamentali:

La sovranità, la forma di governo, la struttura dello stato.

In base alla sovranità, gli stati sono divisi in 2 gruppi:  Stati  democratici e stati autoritari. Nei primi la sovranità appartiene al popolo, viene esercitata da molti soggetti liberamente eletti (che lo rappresentano) e da organi istituzionali come il Parlamento, il Governo e i  partiti politici. In questo modo il popolo sovrano partecipa all’esercizio della “sovranità” sia indirettamente, attraverso il voto con cui elegge i suoi rappresentanti in parlamento, sia direttamente attraverso il Referendum nel caso di consultazioni popolari.Il modello democratico é quello più diffuso nei Paesi Occidentali. Negli stati autoritari l’esercizio della sovranità dello Stato è demandato a una sola persona o a un gruppo ristretto di persone (Oligarchia). In questo caso si parla anche di dittature o regimi totalitari, di cui il mondo ne è ancora pieno con un totale di 67 stati coinvolti nelle guerre e 754 è il totale tra Milizie-Guerriglieri e gruppi Terroristici-Separatistici-Anarchi coinvolti ( www.guerrenelmondo.it ).

In base alla forma di governo si distinguono la Repubblica e la Monarchia. La Repubblica è una forma di governo dove il popolo  sovrano elegge i propri rappresentanti in Parlamento.  Se la Repubblica è di tipo presidenziale, il popolo può eleggere  anche il presidente della Repubblica. Se è di tipo parlamentare, il capo dello Stato è eletto dal Parlamento. La Monarchia di tipo assoluto sono ormai scomparse in Europa, quelle esistenti sono Monarchi Costituzionali che hanno limitato i poteri del re, che ha compiti di rappresentanza e di simbolo nello stato. Molti stati Europei sono Monarchi (Regno Unito, Svezia, Spagna, Belgio, Paesi Bassi, Norvegia, Danimarca e Lussemburgo). In base alla struttura dello Stato, gli Stati possono essere unitari, federali o confederali. Negli Stati unitari esiste un unico Governo che amministra l’ intero territorio, il quale a sua volta può essere articolato in: regioni, province e comuni. Gli Stati federali sono caratterizzati da un doppio livello di Governo:

  • Un governo federale a cui sono affidati i compiti di politica estera, difesa, moneta.
  • Un governo locale a cui è affidata la vita dei vari enti territoriali.

Gli stati confederali, cioè le Confederazioni, sono unioni di stati che hanno la loro autonomia in tutti i campi, delegando pochi poteri ad un’ autorità centrale. Si tratta di un’ associazione di Stati autonomi e indipendenti.

Margherita,Daniele,Marco

 

 

 

ARTICOLO N.5 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA: PROMUOVERE LE AUTONOMIE LOCALI

L’articolo n.5 della Costituzione italiana recita: ” La Repubblica , una e indivisibile ,riconosce e promuove le autonomie locali;attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i princìpi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomie e del decentramento”.

Abbiamo riflettuto  molto su questo argomento e ci siamo concentrati molto sulle parole chiave:

-una e indivisibile

-autonomie locali

-regioni a statuto speciale

-esigenze

-principi e metodi

-decentramento
Abbiamo capito che l’articolo n. 5 della Costituzione italiana si concentra soprattutto sulle necessità e le esigenze delle regioni a statuto speciale.
CHE VUOL DIRE A STATUTO SPECIALE??
Una regione è a statuto speciale quando gode di particolari forme e condizioni di autonomia diverse dalle altre regioni.
QUALI SONO LE REGIONI A STATUTO SPECIALE IN ITALIA??
In Italia le regioni a statuto speciale sono:
La Sicilia, La Sardegna, La Valle d’Aosta, il Friuli Venezia Giulia ed il Trentino Alto Adige.
E’ quindi importante rispettare, e perciò acquisire la cultura del rispetto, queste particolari e diverse regioni in uno spirito di tolleranza e rispetto.
Anche noi nel nostro piccolo desideriamo applicare nella vita di tutti i giorni questo articolo. Non sappiamo ancora come ma lo scopriremo….

La Repubblica adegua i principi ed i metodi della Costituzione per aiutare le regioni italiane.

IN SINTESI

Quest articolo parla:

L’Italia è una nazione che riconosce le autonomie locali ed attua nei servizi il più ampio decentramento amministrativo.

Sappiamo che la Repubblica attua questi metodi per le regioni a statuto speciale che sono:

Sicilia, Sardegna, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige.

La Repubblica protegge ed aiuta noi cittadini perché:

VUOLE INSEGNARCI A VIVERE.

ARTICOLO N 12 DELLA REPUBBLICA ITALIANA

La bandiera italiana composta da tre colori:

verde 

2 bianco

3 rosso 

Fu utilizzata  per la prima volta,in forma ufficiosa,dai patrioti italiani di ispirazione giacobina nell’ottobre 1796 nei combattimenti contro l’Austria. La data ufficiale della sua consacrazione come simbolo delle libertà repubblicane è il 7 gennaio 1797 ,come bandiera di Stato della Repubblica Cispadana (che riuniva le Città di Reggio,Modena,Ferrara e Bologna), utilizzata per la prima volta nella sala del Consiglio di Reggio Emilia.

Questo primo tricolore aveva, però, le bande orizzontali. Con Napoleone, ritorna il vessillo tricolore a bande verticali ,come bandiera  della Repubblica Cisalpina ,utilizzata dalle divisioni militari e dalla milizia cittadina di Milano nel 1798

Nel 1848 Il tricolore sostituì l’emblema azzurro di Casa Savoia come simbolo del regno  di Sardegna ,con al centro lo scudo sabaudo.

Nel 1849  alla proclamazione dell’Unità d’Italia,questo tricolore fu adottato come bandiera nazionale.

A partire dal  1997   ,ritenuto il secondo centenario del Tricolore, il 7 gennaio è stato proclamato giornata nazionale del tricolore.

Una legge del 1998 impone l’obbligo di esporre la bandiera italiana, insieme a quella dell’ Unione Europea, su tutti gli edifici pubblici : palazzi comunali, provinciali,regionali,misteri,università e scuole.

Immagine correlata

 

 

 

L’ANNO CHE VOLA

Anche quest’anno si volge al termine,è stato insegnativo e impegnativo.

Ci ha insegnato tantissime cose tra queste ci sta la maturità e l’educazione.

All’inizio dell’ anno sembrava tutto più difficile, ma alla fine con impegno l’anno è

 diventato più semplice.

NO ALLA GUERRA SI’ ALLA LIBERTA’

La guerra non va assolutamente “usata” come strumento di offesa alla libertà!

L’ articolo n° 11 della Costituzione Italiana, infatti, sottolinea che l’Italia ripudia la guerra come mezzo di soluzione alle controversie internazionali.

La Repubblica Italiana consente, quando si è in parità con gli altri Stati, alle limitazioni per un ordinamento che garantisca la pace, la libertà, la serenità e la giustizia tra le Nazioni.

La guerra è una cosa molto pericolosa e non andrebbe MAI e poi MAI utilizzata come uno strumento di superiorità verso gli altri, perché ogni popolo deve essere unito, e tutti dovrebbero imparare che ognuno è diverso e va rispettato.

Secondo noi questo articolo è uno dei più belli ed importanti della Costituzione Italiana, perché in un momento storico come questo dovrebbe essere SEMPRE rispettato da TUTTI, anche se, considerando che nel mondo siamo 7 miliardi (poco più o poco meno), sarebbe davvero troppo difficile, ma almeno noi tre, nel nostro piccolo, proveremo a rispettarlo.

FILIPPO, IRENE, PIETRO.

 

Articolo 10 della costituzione italiana

l articolo 10 della costituzione parla della posizione degli stranieri in Italia.

Che cos’è uno straniero in Italia?

Ci sono due tipi di stranieri:

–  cittadini comunitari

– cittadini non comunitari

– I cittadini comunitari sono quelli Stati membri dell’Unione Europea, che godono degli stessi diritti del cittadino italiano e che possono acquisire la cittadinanza italiana dopo almeno 4 anni di residenza continuativa nel nostro Paese;

– i cittadini non comunitari: in analogia agli altri paesi dell’Unione Europea, anche la legge italiana prevede la possibilità di regolamentare il loro ingresso in Italia, la loro permanenza sul nostro territorio e il loro rinvio ai Paesi di origine. Per quanti risiedono legalmente sul nostro territorio, la legge prevede che possano godere di tutti i diritti e i servizi fondamentali solo la concessione della cittadinanza, con tutti i diritti politici conseguenti, è vincolata a certe condizioni

Che cos’è il diritto di asilo?

Si concede ad uno straniero perseguitato nel suo paese di origine ed impossibilitato a vivere nelle libertà democratiche, ha il diritto di essere accolto nel nostro Paese.

Mentre tale diritto non è concesso per persone che sono state considerate responsabili di gravi reati (assassinii, furti, ecc.) e sono richiesti dallo Stato dove sono stati commessi i reati, lo Stato ospitante pertanto lo consegna allo Stato richiedente, ovvero viene concessa l’Estradizione.

Questi concetti, espressi dall’Articolo 10 della costituzione, oggi sono più che attuali infatti siamo di fronte al fenomeno dell’immigrazione per il uale siamo chiamati a continuare un percorso di incontro, di scambio, di solidarietà con al centro il rispetto dei diritti e la tutela della dignità di ogni persona: contro ogni forma di chiusura che genererebbe solo conflittualità e incomunicabilità.

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Elena, Antonio, Matteo R.