Lo Statuto albertino

Durante il Risorgimento, animato da un movimento patriottico finalizzato ad ottenere l’indipendenza dallo straniero e l’unificazione politica, i sovrani degli Stati italiani si trovarono “costretti” a concedere delle Costituzioni. Il testo costituzionale che ebbe maggior fortuna fu lo Statuto Albertino firmato dal re di Sardegna Carlo Alberto il 4 marzo 1848. Con la proclamazione del Regno d’ Italia nel 1861 lo Statuto divenne la Costituzione del nuovo Stato unitario e tale rimase sino all’entrata in vigore della costituzione repubblicana nel 1948.

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Caratteristiche dello Statuto:

Lo Statuto trasformava il Regno sabaudo in una Monarchia Costituzionale basata sul rapporto tra il sovrano e le due Camere. La Camera dei Deputati era eletta e quindi era un’assemblea rappresentativa, il Senato, invece era formato da membri nominati a vita dal re che li sceglieva liberamente e in numero non definito tra le categorie  più ricche e importanti della società: professionisti,ufficiali, alto clero, grandi burocrati, imprenditori. L’ art.5 stabiliva che “al re solo appartiene il potere esecutivo”:egli nominava i ministri e poteva sostituirli liberamente(art.65)essi rispondevano direttamente a lui(art.67) nelle mani del re erano concentrati i poteri di nominare tutte le cariche dello stato(art.7)di concedere la grazia(art.8). L’art 5 gli assegnava inoltre la direzione della politica estera e il comando delle forze armate. L’Art.6 stabiliva che solo il re poteva nominare tutte le cariche dello stato; l’ar. 7 che solo il Re poteva approvare e promulgare leggi; l’art. 8 che solo il Re poteva concedere la grazia.

Spettava al re nominare i giudici che amministravano la giustizia in suo nome (art.68 e 69). Solo il potere legislativo era condiviso tra il re e le due Camere.

DIRITTI E DOVERI DEL CITTADINO

Lo Statuto, dall’art.24 all’art.32, affermava e garantiva l’uguaglianza giuridica. Tale uguaglianza, però, era solo formale e non sostanziale, perchè il Parlamento emanava una legge ordinaria che stabiliva quali tra i cittadini potevano esercitare il diritto di voto, ponendo una serie di limiti di età,  di genere,grado di istruzione, ricchezza.

Solo nel 1912 si arrivò ad estendere il diritto di voto a tutti i cittadini maschi (suffragio universale maschile ). Lo statuto, inoltre assegnava alle leggi emanate dal Parlamento, il compito di regolare l’esercizio dei diritti di libertà. Lo Statuto non stabiliva norme rigide e rigorose, ma era una Costituzione flessibile, che poteva essere adattata alle circostanze. Ed è proprio per questo motivo che durò così tanto, adattandosi prima al sistema parlamentare che ha retto l’Italia unita per 60 anni, e poi convivendo con la dittatura fascista.

Fonte: http://www.treccani.it/enciclopedia/statuto-albertino_%28Dizionario-di-Storia%29/

Libro di testo: La Storia in diretta. Cittadinanza e Costituzione

Luigi.

 

 

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