Il diritto di voto delle donne

In Italia le donne furono considerate cittadine al pari degli uomini solo alla fine della Seconda guerra mondiale.

La loro prima occasione di voto  fu il referendum del 2 giugno 1946 per scegliere tra monarchia e repubblica. Nel 1945 il Regno d’Italia istituì il suffragio femminile e le donne votarono alle amministrative.

Nel 1946 avvenne il primo voto  su scala nazionale, al referendum istituzionale che sancì la nascita della Repubblica italiana e alle contemporanee elezioni politiche dell’Assemblea costituente.

Le donne elette alla Costituente furono 21 su 226 candidate, pari al 3,7 per cento: 9 della Democrazia cristiana, 9 del Partito Comunista, 2 del Partito Socialista e una dell’Uomo Qualunque.

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Cinque deputate entrarono poi a far parte della “Commissione dei 75”, incaricata dall’Assemblea per scrivere la nuova proposta di Costituzione. Il primo paese al mondo a decidere il suffragio femminile è stato la Nuova Zelanda nel 1893, seguita dall’Australia, i paesi scandinavi, la Russia, la Gran Bretagna e la Germania dopo la Prima guerra mondiale e gli Stati Uniti nel 1920.

Elena F.

 

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