La nascita dei primi computer

Verso la fine della seconda guerra mondiale si sviluppò moltissimo il settore tecnologico e, con Alan Turing, i primi Calcolatori / Computer. Lo scopo principale del calcolatore di Turing era decifrare “Enigma”, una macchina tedesca che rendeva i messaggi incomprensibili e Turing capì che solo una macchina poteva competere con una macchina in questo modo si riuscì a decifrare Enigma

Da quel momento la Criptologica Bomba (calcolatore di Turing) venne modificata e migliorata e potremmo definirla il nonno del computer.

Nello stesso periodo si andavano sviluppando calcolatori interamente elettronici a differenza di quello di Turing che era elettromeccanico. Furono utilizzati per le prime bombe atomiche.

Infatti come pensiate abbiano fatto gli scienziati a fare tutti quei calcoli complicatissimi che stanno dietro un arma così devastante? I calcolatori o computer erano e sono ancora elementi fondamentali per costruire armi nucleari e per effettuare ogni tipo di calcolo.

Esami III media  giugno 2019

Giuseppe L.

 

La giornata della Memoria

Il giorno della memoria è una ricorrenza istituita con la legge n. 221 del 20 luglio 2000 dal parlamento italiano che ha dichiarato il 27 Gennaio come giornata per commemorare le vittime dell’Olocausto.

Il testo dell’articolo numero 1 della legge così definisce le finalità del Giorno della Memoria:

“ La repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”

La scelta della data ricorda il 27 gennaio 1945 quando le truppe sovietiche dell’armata rossa, arrivarono presso Auschwitz, scoprendo il campo di concentramento e liberandone i pochi superstiti. 

La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l’orrore del genocidio nazista.

Il 27 gennaio il ricordo della Shoah, cioè lo sterminio del popolo ebreo, è celebrato anche da molte altre nazioni tra cui la Germania, la Gran Bretagna così come dall’ONU, in seguito alla risoluzione 60/7 del 1 novembre 2005. 

L’apertura dei cancelli ad Auschwitz, mostrò al mondo gli strumenti di tortura e di annientamento dei lager. 

Il diario di Anna Frank fa parte della memorialistica sulla guerra.

Nel suo diario possiamo ricordare una frase molto importante, che mi ha colpito molto:

 “È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo”.

In questa frase Anne ci fa capire quanto sarebbe bello vivere senza tutto questo odio, senza tutta questa violenza…

 

Ginevra

La violenza sulle donne: #nonènormalechesianormale

Nel 1999 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha istituito la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, stabilendo come giorno, il 25 novembre. Una data scelta non a caso, in ricordo dell’orrendo assassinio del 1960 delle tre sorelle Mirabal, uccise perchè erano contro il dittatore della Repubblica Domenicana che per 30 anni tenne il paese nell’arretratezza e povertà. Le tre sorelle insieme con i loro mariti avevano creato il “Movimento 14 giugno”, un esteso gruppo politico clandestino che si opponeva al dittatore. Proprio il 25 novembre 1960 le tre donne vennero torturate e uccise.

L’ONU invita dunque, tutti i governi e le istituzioni ad organizzare il 25 novembre iniziative destinate a sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della violenza contro le donne. La Giornata Internazionale contro la violenza  sulle donne ha anche un colore ufficiale, il rosso per questo le scarpe rosse spesso vengono lasciate nelle piazze come ricordo dei numerosi femminicidi. Nel 2018 le vittime di femminicidio in Italia sono state 106. Dal 2012 ad oggi sono state 827. La violenza sulle donne ha molti volti: dai reati come la violenza fisica a quella psicologica. Può accadere tra le mura domestiche, sul posto di lavoro o anche per strada. alcuni mesi fa, dalla Camera dei Deputati è partita una campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne: con l’hashtag “#NONE’NORMALECHESIANORMALE“. Questo messaggio ha raggiunto milioni di cittadini ed è stato raccolto da scolaresche, docenti, calciatori, cantanti e utenti di ogni tipo. La violenza sulle donne è una piaga della nostra società, travolge non soltanto le vite delle donne che vengono perseguitate, umiliate, violentate ed uccise, ma anche le loro famiglie. Questa campagna è servita principalmente a rompere il silenzio, l’indifferenza e la rassegnazione, e a far approvare al Governo delle leggi contro lo stalking, la violenza sessuale ed il femminicidio.

Bisogna cambiare la mentalità della gente facendo un’opera di educazione, a partire dalle famiglie e poi dalle scuole.

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Giulia F.

 

 

“Le parole fanno più male delle botte”: il cyberbullismo

Cyberbullismo è una parola che, purtroppo, oggi sentiamo pronunciare spesso: al telegiornale, alla radio, a scuola… Il significato di cyberbullismo è abbastanza semplice: si tratta di bullismo svolto però nel mondo del web. Non è così semplice, però, tutto ciò che si nasconde dietro ad esso e le conseguenze su chi ne è vittima.

Internet è ricco di opportunità, una fonte dell’informazione enorme ed abbastanza attendibile, ma molto spesso si può trasformare in un “luogo” pericoloso. Infatti molti ragazzi sfruttano il web, attraverso il quale possono essere anonimi, per sentirsi più forti ed insultare altri coetanei con parole orribili o con foto utilizzabili come ricatto.

Sono tantissime le vittime di cyberbullismo che hanno ricevuto insulti e minacce tramite i Social Network.

Fino a qualche tempo fa il cyberbullismo veniva sottovalutato, ma ora, purtroppo, è diventato un fenomeno sempre più diffuso. Una parola può ferire molto più di uno schiaffo: non è un caso che alcune vittime di cyberbullismo siano arrivate persino al suicidio. Se non al suicidio, il cyberbullismo può comunque portare alla depressione, all’anoressia o all’autolesionismo.

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In tutto ciò, gli adulti hanno un ruolo importantissimo, in particolar modo genitori e professori, che dovrebbero capire in tempo se un ragazzo si comporta diversamente dal solito, o se è più triste.

Personalmente credo che il cyberbullismo sia un problema della nostra società, forse perché ormai il web si è troppo diffuso come arma di ricatto.

Forse per capire a fondo questo argomento bisognerebbe ascoltarlo da chi ne è vittima, perché spesso si pensa che per un insulto non è mai morto nessuno, ma purtroppo non è così: chi è fragile può rimanere ferito profondamente anche da una semplice parola. Bisogna inoltre ricordare che un cyberbullo non si limita ad un singolo insulto, ma le offese diventano sempre più costanti e frequenti.

Non bisogna quindi prendere sotto gamba il cyberbullismo, né considerarlo meno importante di altre problematiche: le vittime e le loro storie dovrebbero farci riflettere molto di più.

Il cyberbullismo è un problema grave, non ti chiudere in te stesso e parlane con un adulto, ti aiuterà sicuramente!

LA STORIA DI CAROLINA PICCHIO, VITTIMA DI CYBERBULLISMO

Carolina era una ragazza intelligente, altruista, sportiva e capace, ma che la notte tra il 4 e il 5 gennaio 2013, si toglie la vita: troppo grande l’umiliazione di vedersi in un video mentre, priva di coscienza per il troppo alcool, dei suoi coetanei giocavano con il suo corpo mimando atti sessuali.

La quattordicenne nel 2013 si lanciò dalla finestra di casa dopo essere stata vittima di episodi di cyberbullismo. I cinque ragazzi coinvolti nel suicidio della ragazza hanno estinto il reato. Accusati per vari reati i cinque ragazzi ottennero la messa in prova e il 19 dicembre 2018 il tribunale dei minori ha preso atto del ravvedimento. Dei reati non ci sarà più traccia.

La storia di Carolina Picchio inizia quando il suo ex fidanzato comincia a scagliare offese contro di lei. Poi un video, fatto girare su Whatsapp. Poi settimane di sberleffi, insulti, offese. Un peso insopportabile per una ragazza di 14 anni. Proprio a Carolina è dedicata la legge sul cyberbullismo (la 71/17, ndr) approvata a maggio 2017. Tormentata dai bulli aveva deciso di lasciare due lettere: nella prima scrisse che le parole fanno più male delle botte e che ciò che era successo a lei non sarebbe più dovuto succedere a nessuno, mentre nella seconda lettera scrisse i nomi degli adolescenti che le avevano fatto del male, consentendo al tribunale dei minorenni di Torino di avviare il primo processo per cyberbullismo in Italia e in Europa.

Irene

I padri costituenti

Ho scelto di affrontare per il mio esame il tema della Resistenza. E’ un periodo storico fondamentale per la nascita della Repubblica Italiana.

Il 9 maggio 1946 vi fu l’abdicazione del re Vittorio Emanuele III a favore del figlio Umberto II; questo fu l’estremo tentativo di presentare al popolo la dinastia dei Savoia affinché scegliessero la monarchia.

Finalmente il 2 giugno 1946 il popolo italiano fu convocato per il Referendum per l’elezione dell’Assemblea Costituente. Per la prima volta nella storia del paese poterono votare uomini e donne con almeno 21 anni di età, cioè le elezioni furono a Suffragio Universale maschile e femminile. La scelta repubblicana prevalse con circa dodici milioni e settecento mila voti contro gli undici milioni della monarchia.

Il 18 giugno 1946 la Corte di Cassazione proclamò ufficialmente la vittoria della Repubblica. Questa fu una scelta importante per il nostro paese perché non si tratto solo di scegliere tra re o presidente, ma si operò una rottura con il regime passato a favore di un regime integralmente nuovo. L’Assemblea Costituente – L’elezione dei 556 componenti dell’Assemblea Costituente, che in rappresentanza del popolo, avrebbero elaborato la nuova Costituzione, furono per lo più favorevoli a quei partiti politici che avevano combattuto la dittatura e si erano organizzati, nel corso della resistenza, assumendo un ruolo importante nella lotta armata contro i tedeschi e i fascisti.
Si trattava di tre grandi partiti di massa che caratterizzarono la vita politica italiana anche dopo l’entrata in vigore della Costituzione, si tratta della Democrazia Cristiana con il 35% dei voti, il Partito Socialista di Unità con il 21% dei voti e il Partito Comunista Italiano con il 19% dei voti. L’Assemblea era composta dai più valorosi nomi della resistenza accanto a giuristi democratici dell’epoca tra cui ricordiamo Piero Calamandrei.

Finalmente il 27 dicembre 1947 l’Assemblea approvò il testo definitivo della Costituzione che venne promulgato dal Capo provvisorio dello Stato ed entrò in vigore il 1 gennaio 1948. UNA COSTITUZIONE CHE NASCE DAL POPOLO Per la prima volta gli italiani avevano una Costituzione elaborata direttamente dai loro rappresentanti liberamente e democraticamente eletti.  LA STRUTTURA DELLA COSTITUZIONE La nostra Costituzione è composta da 139 articoli ed è strutturata in due Parti, a loro volta suddivise in Titoli, taluni dei quali in Sezioni, tutti preceduti dai Principi Fondamentali.” si apre con una parte introduttiva “i principi fondamentali” (art.1-12), poi seguono:- la prima parte (artt.13-54) intitolata “Diritti e doveri dei cittadini”, tratta del rapporto tra lo Stato e i cittadini;  la seconda parte (artt.55-139), intitolata “ordinamento della Repubblica”, tratta dell’organizzazione dei pubblici poteri; – seguono le “Disposizioni transitorie e finali” (18 articoli) contenenti in prevalenza norme transitorie per il passaggio al nuovo ordinamento.” (Fonte http://vecchiosito.iisscalamandrei.edu.it/wp-content/uploads/2016/06/I-Principi-fondamentali-Costituzione.pdf)

I PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA COSTITUZIONE I principi che hanno ispirato la redazione della costituzione sono: la democrazia, la libertà, la giustizia e l’uguaglianza. La democrazia è il potere del popolo. La nostra costituzione nell’art. 1 afferma che : “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.” Con questo afferma il principio della democrazia perché il popolo attraverso le elezioni esercita la propria sovranità e afferma anche il principio lavorista poiché il lavoro è un diritto ma anche un dovere che eleva il singolo, è dunque un valore sociale. In uno stato se c’è democrazia deve esserci anche Libertà, intesa come la possibilità di essere noi stessi e quindi diversi dagli altri.

Calamandrei: il discorso agli studenti nel 1955

“L’articolo 34 dice “I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”.

Eh! E se non hanno i mezzi?

Allora nella nostra Costituzione c’è un articolo che è il più importante, il più importante di tutta la Costituzione, il più impegnativo, impegnativo per noi che siamo al declinare, ma soprattutto per voi giovani che avete l’avvenire davanti a voi.

Dice così: “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese”.

E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana”

PIETRO

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La posizione dell’Italia nei confronti del razzismo

La segregazione razziale è un fenomeno che interessa nella storia diverse parti e culture del mondo. Ma la nostra Italia che posizione assume nei confronti della discriminazione razziale ?!?! A spiegarcelo è il 3° articolo della Costituzione !!!!

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza,di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale,che limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

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Beh, penso sia facilmente comprensibile che mediante quanto enunciato in questo articolo, l’Italia adotta una posizione intollerante verso ogni forma di discriminazione razziale, ponendo su eguali piani di considerazione ogni individuo, abbattendo pregiudizi o stereotipi riguardanti la propria persona. L’Italia aspira quindi alla creazione di una società multietnica nella quale convivano etnie, E NON RAZZE, diverse, senza la prevaricazione di una di queste sulle altre. Seppur approvando totalmente quanto citato in tale articolo, mi mostro non completamente d’accordo con l’utilizzo del vocabolo “RAZZE” in riferimento ad un essere umano. Tale sostantivo infatti si oppone a quella che dovrebbe essere la concezione universale di ogni essere umano che perciò appartiene ad una etnia e non ad una razza. Anche in ambito scientifico è dunque provato che “LE RAZZE NON ESISTONO” e che discendiamo tutti, pur differenziandoci per dei tratti somatici, dall’Homo Sapiens. Io appartengo all’unica razza che conosco, quella umana. Beh, questa frase non è sicuramente mia ma posso soltanto approvare con tutta me stessa quanto detto da una delle personalità di grande spicco di ogni tempo: A. Einstein. Posso però comprendere che forse l’utilizzo del sostantivo – Razze – sia dovuto in realtà ad un desiderio di evidenziare ancor di più la concezione che l’Italia adotta in riferimento al razzismo e che quindi, tale vocabolo vada invece a sottolineare che per l‘Italia non esiste alcuna differenza tra individui appartenenti ad etnie diverse. Il 3°articolo della Costituzione italiana va dunque a rafforzare il concetto di diritti umani, come la parità sociale/giuridica/economica, che prescinde ogni radice ed origine culturale in quanto un diritto umano, ovvero un diritto fondamentale ed inviolabile che spetta ad ogni individuo equamente. Il progetto costituzionale prevede un ulteriore passo: la rimozione di quegli ostacoli che impediscono la concretizzazione di quanto enunciato. Tale rimozione ha come fine il poter restituire ad ogni individuo il diritto di vivere nel rispetto della dignità umana, in precedenza sottratto da fenomeni di discriminazione razziale. Nonostante ciò ancora oggi avvengono fenomeni di razzismo spesso fomentati dalla politica e dalla propaganda mediatica che tende ad alimentare sempre di più in Italia il fenomeno della xenofobia. Come è possibile tutto ciò se nella nostra Costituzione è addirittura presente un articolo che ne denuncia ogni aspetto ?!?!?!

Un grande intellettuale soleva dire:

Se dovessimo svegliarci una mattina e scoprire che tutti sono della stessa razza, credo e colore, troveremmo qualche altra causa di pregiudizio entro mezzogiorno.”
(G. D. Aiken) 

Con affetto,

Flavia

III°media (esami di giugno !!!)

Per saperne di più sul 3 articolo della Costituzione…

 

Il Safer Internet Day

Ho scelto il Safer Internet Day come argomento perché il mondo di internet è ancora completamente aperto a contenuti sia positivi sia negativi, in quanto non esiste un vero e proprio controllo, ed è quindi importante arrivare a stabilire regole etiche chiare per rendere il web un “luogo” sicuro.

“Il Safer Internet Day” (“Giornata per una rete più sicura” in italiano) o S.I.D è un evento annuale, organizzato a livello internazionale nel mese di febbraio.

Si tratta di una ricorrenza istituita nel 2004 al fine di promuovere un uso più sicuro e responsabile del web e delle nuove tecnologie, in particolare tra i bambini e i giovani di tutto il mondo.

L’istituzione di questa giornata ha l’obiettivo di far riflettere i ragazzi sull’uso consapevole della Rete e sul ruolo e la responsabilità di ciascuno nel rendere internet un luogo positivo e sicuro.

Il tema della sicurezza online è di assoluta attualità, ma non tutti siamo esperti e non sempre sappiamo come individuare situazioni rischiose e come comportarci.

Per questo motivo il S.I.D può diventare l’occasione giusta per parlare, confrontarsi, discutere ed approfondire conoscenze che possano aiutare tutti noi ed educarci ad un utilizzo corretto di internet e degli strumenti digitali.

Il programma del S.I.D identifica due tipologie di contenuti: contenuti nocivi e contenuti illegali, trattati con convegni, concorsi a premi e campagne di sensibilizzazione incentrati su tutti i temi legati al web.

Ogni anno in concomitanza con il S.I.D si tiene “La Giornata Nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo” al fine di favorire una maggiore conoscenza delle tematiche per la prevenzione e la risoluzione dei problemi causati dal bullismo e dal cyberbullismo.

Nel corso degli anni, il S.I.D è diventato un evento di riferimento per tutte le istituzioni pubbliche, le scuole e le famiglie, arrivando a coinvolgere oltre 100 Paesi.

Nel 2020 il Safer Internet Day si celebrerà martedì 11 febbraio in tutto il mondo e in Italia sarà organizzato dal progetto Generazioni Connesse.

Fonte: “Generazioni Connesse

Alice

Lo Statuto albertino

Durante il Risorgimento, animato da un movimento patriottico finalizzato ad ottenere l’indipendenza dallo straniero e l’unificazione politica, i sovrani degli Stati italiani si trovarono “costretti” a concedere delle Costituzioni. Il testo costituzionale che ebbe maggior fortuna fu lo Statuto Albertino firmato dal re di Sardegna Carlo Alberto il 4 marzo 1848. Con la proclamazione del Regno d’ Italia nel 1861 lo Statuto divenne la Costituzione del nuovo Stato unitario e tale rimase sino all’entrata in vigore della costituzione repubblicana nel 1948.

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Caratteristiche dello Statuto:

Lo Statuto trasformava il Regno sabaudo in una Monarchia Costituzionale basata sul rapporto tra il sovrano e le due Camere. La Camera dei Deputati era eletta e quindi era un’assemblea rappresentativa, il Senato, invece era formato da membri nominati a vita dal re che li sceglieva liberamente e in numero non definito tra le categorie  più ricche e importanti della società: professionisti,ufficiali, alto clero, grandi burocrati, imprenditori. L’ art.5 stabiliva che “al re solo appartiene il potere esecutivo”:egli nominava i ministri e poteva sostituirli liberamente(art.65)essi rispondevano direttamente a lui(art.67) nelle mani del re erano concentrati i poteri di nominare tutte le cariche dello stato(art.7)di concedere la grazia(art.8). L’art 5 gli assegnava inoltre la direzione della politica estera e il comando delle forze armate. L’Art.6 stabiliva che solo il re poteva nominare tutte le cariche dello stato; l’ar. 7 che solo il Re poteva approvare e promulgare leggi; l’art. 8 che solo il Re poteva concedere la grazia.

Spettava al re nominare i giudici che amministravano la giustizia in suo nome (art.68 e 69). Solo il potere legislativo era condiviso tra il re e le due Camere.

DIRITTI E DOVERI DEL CITTADINO

Lo Statuto, dall’art.24 all’art.32, affermava e garantiva l’uguaglianza giuridica. Tale uguaglianza, però, era solo formale e non sostanziale, perchè il Parlamento emanava una legge ordinaria che stabiliva quali tra i cittadini potevano esercitare il diritto di voto, ponendo una serie di limiti di età,  di genere,grado di istruzione, ricchezza.

Solo nel 1912 si arrivò ad estendere il diritto di voto a tutti i cittadini maschi (suffragio universale maschile ). Lo statuto, inoltre assegnava alle leggi emanate dal Parlamento, il compito di regolare l’esercizio dei diritti di libertà. Lo Statuto non stabiliva norme rigide e rigorose, ma era una Costituzione flessibile, che poteva essere adattata alle circostanze. Ed è proprio per questo motivo che durò così tanto, adattandosi prima al sistema parlamentare che ha retto l’Italia unita per 60 anni, e poi convivendo con la dittatura fascista.

Fonte: http://www.treccani.it/enciclopedia/statuto-albertino_%28Dizionario-di-Storia%29/

Libro di testo: La Storia in diretta. Cittadinanza e Costituzione

Luigi.

 

 

La Società delle Nazioni

Nel 1919, a Parigi, iniziò la Conferenza di Pace che avrebbe dovuto riportare in tutto il mondo nuovi equilibri in grado di evitare il ripetersi di una guerra come quella appena conclusa. Nel 1918 ancor prima della fine del conflitto, il presidente americano Wilson aveva tracciato in un documento (noto come “I 14 PUNTI”) le linee guida alle quali ispirarsi nella formulazione dei trattati di pace.

Secondo Wilson:

-Il nuovo assetto internazionale doveva garantire l’equilibrio tra le potenze, la dignità dei popoli e il loro diritto all’indipendenza, oltre alla tutela della libertà dei commerci e degli scambi.

-Inoltre era necessario creare un’organizzazione di tutti gli stati con un obiettivo di salvaguardare la pace e risolvere le controversie internazionali.

Quest’ultima proposta portò alla costituzione della Società delle Nazioni, il cui patto fu approvato e inserito nel Trattato di Versailles.

FONTE: appunti del Prof. Antonio Pizzoli

LEONARDO