La shoah

L’argomento che porterò all’esame di terza media è la Shoah, un tema a parer mio molto importante. In Media Education e Cittadinanza parlerò dei diritti umani che con i lager sono stati cancellati.

Per diritti umani si intendono quei diritti riconosciuti all’uomo semplicemente in base alla sua appartenenza al genere umano. Nonostante l’idea di diritti umani risalga a tempi antichi, il concetto moderno è emerso soltanto dopo la Seconda Guerra Mondiale con l’adozione della Dichiarazione universale dei diritti umani (D.U.D.U.) nel 1948 da parte delle Nazioni Unite.

Gli orrori della Seconda Guerra Mondiale, la morte di oltre 50 milioni di persone e lo sterminio del popolo ebraico resero necessaria la creazione di uno strumento in grado di salvaguardare i diritti fondamentali e la dignità di ciascun individuo senza distinzione«di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione» (art. 1 della D.u.d.u.).

Come affermato dalla Commissione dei Diritti Umani, incaricata di scrivere la Dichiarazione, il valore dei diritti umani deve essere garantito a prescindere dal contesto in cui ci si trovi, che sia esso culturale, religioso o di qualunque altro tipo.

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Fonti di informazioni :

Antonio.D.

 

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Diversità e genialità: il divario digitale

Il divario digitale (in inglese noto come digital divide) è la divisione esistente tra le persone che hanno accesso alle tecnologie dell’informazione come gli smartphone, Internet, e i personal computer e chi, al contrario, non vi accede o ha un accesso molto limitato. Questo divario è molto importante perché identifica anche una differenza che le persone hanno nell’accesso all’informazione, in quanto ora la maggior parte delle informazioni utili / necessarie per la vita di tutti i giorni sono più facilmente accessibili in modo digitale (ad esempio, le informazioni sui percorsi stradali tramite Waze, oppure informazioni di tipo sanitario sui siti delle ASL o dei laboratori di analisi).Digital divide

Per chi vive in una grande città come Roma, è facile avere un accesso ad Internet anche utilizzando il wi-fi pubblico. Per chi vive in zone rurali o poco abitate è molto più difficile avere gli stessi servizi e questa può essere una delle ragioni che generano il divario digitale, ossia la copertura dei servizi sul territorio.

Un’altra causa è culturale: per le persone della mia generazione è naturale utilizzare smartphone e personal computer collegati ad Internet ma, per la generazione dei miei nonni, ad esempio, l’uso delle tecnologie digitali è molto più limitato e in molti casi vi ricorrono solo quando non ci sono alternative.

Per tentare di ridurre il divario sono, quindi, necessari interventi che assicurino la disponibilità delle tecnologie a tutti, indipendentemente da dove vivono, dal ceto sociale e dal sesso, oltre a interventi di tipo educativo per chi vede queste tecnologie estranee alla propria esperienza.

Matteo D.O.

 

Fonti:

 

 

Propaganda del Fascismo

La propaganda è l’arte di persuadere attraverso diversi strumenti di comunicazione. Con la prima guerra mondiale, la propaganda è diventata un componente essenziale della vita politica. Le potenzialità dei mezzi sono state usate dai “regimi totalitari” come mezzi di persuasione. Oggi il la parola “propaganda” ha assunto un significato negativo in quando richiama un idea di manipolazione e di informazione distorta.

Gli strumenti di propaganda:
La stampa: era sottoposta ad uno stretto controllo del governo; con la promulgazione delle “Leggi Fascistissime” Mussolini dispose che ogni giornale, prima di essere pubblicato, fosse sottoposto ad un controllo. Non era permesso pubblicare notizie di furti, violenze o atleti Italiani sconfitti perché il Fascismo doveva essere simbolo di sicurezza.

La radio: era uno degli strumenti più efficaci perché raggiungeva anche le persone meno alfabetizzate. Nei primissimi anni del suo governo Mussolini fu diffidente sulle potenzialità commerciali e propagandistiche che la radio aveva, ma nel 1924 venne messa in funzione la prima stazione trasmittente da parte dell’URI (Unione Radiofonica Italiana). Sei anni dopo anche Milano e Napoli misero in funzione delle stazioni trasmittenti e a questo punto Mussolini comprese l’importanza del nuovo media e fu creata una nuova società, la famosa EIAR (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche, che nel dopoguerra diventerà RAI).Mussolini fece uso delle radio soprattutto nelle scuole. Si trasmettevano i discorsi del Duce e le marce militari, i programmi letterari erano preceduti da introduzioni che davano un interpretazione fascista dei brani letti.

Cinema: Il cinema serviva a proiettare cinegiornali informativi sul Duce, che non poteva essere interpretato da un qualsiasi attore, e venne affidato all’istituto LUCE (L’Unione Cinematografica Educativa) il compito di produrre documentari sulle imprese Fasciste. Fu resa obbligatoria la visione di alcuni film: Camicia Nera , Condottieri e Vecchia Guardia.

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FONTE: Appunti della prof.ssa Fanelli

Pietro

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Il diritto di voto delle donne

In Italia le donne furono considerate cittadine al pari degli uomini solo alla fine della Seconda guerra mondiale.

La loro prima occasione di voto  fu il referendum del 2 giugno 1946 per scegliere tra monarchia e repubblica. Nel 1945 il Regno d’Italia istituì il suffragio femminile e le donne votarono alle amministrative.

Nel 1946 avvenne il primo voto  su scala nazionale, al referendum istituzionale che sancì la nascita della Repubblica italiana e alle contemporanee elezioni politiche dell’Assemblea costituente.

Le donne elette alla Costituente furono 21 su 226 candidate, pari al 3,7 per cento: 9 della Democrazia cristiana, 9 del Partito Comunista, 2 del Partito Socialista e una dell’Uomo Qualunque.

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Cinque deputate entrarono poi a far parte della “Commissione dei 75”, incaricata dall’Assemblea per scrivere la nuova proposta di Costituzione. Il primo paese al mondo a decidere il suffragio femminile è stato la Nuova Zelanda nel 1893, seguita dall’Australia, i paesi scandinavi, la Russia, la Gran Bretagna e la Germania dopo la Prima guerra mondiale e gli Stati Uniti nel 1920.

Elena F.

 

La nascita dei primi computer

Verso la fine della seconda guerra mondiale si sviluppò moltissimo il settore tecnologico e si svilupparono con Alan Turing i primi calcolatori / Computer. Lo scopo principale del calcolatore di Turing era decifrare “Enigma”, una macchina tedesca che rendeva i messaggi  incomprensibili e Turing capì che solo una macchina poteva competere con una macchina in questo modo si riuscì a decifrare Enigma

Da quel momento la Criptologica Bomba (calcolatore di Turing,) venne modificata e migliorata e potremmo definirla il nonno del computer.

Nello stesso periodo si andavano sviluppando calcolatori interamente elettronici a differenza di quello di Turing che era elettromeccanico. Furono utilizzati per calcolare le prime bombe atomiche.

Infatti come pensiate abbiano fatto gli scienziati a fare tutti quei calcoli complicatissimi che stanno dietro un arma così devastante? I calcolatori o computer erano e sono ancora elementi fondamentali per costruire armi nucleari e per effettuare ogni tipo di calcolo.

Esami III media  giugno 209

Giuseppe L.

 

I padri costituenti

Ho scelto di affrontare per il mio esame il tema della Resistenza. E’ un periodo storico fondamentale per la nascita della Repubblica Italiana.

Il 9 maggio 1946 vi fu l’abdicazione del re Vittorio Emanuele III a favore del figlio Umberto II; questo fu l’estremo tentativo di presentare al popolo la dinastia dei Savoia affinché scegliessero la monarchia.

Finalmente il 2 giugno 1946 il popolo italiano fu convocato per il Referendum per l’elezione dell’Assemblea Costituente. Per la prima volta nella storia del paese poterono votare uomini e donne con almeno 21 anni di età, cioè le elezioni furono a Suffragio Universale maschile e femminile. La scelta repubblicana prevalse con circa dodici milioni e settecento mila voti contro gli undici milioni della monarchia.

Il 18 giugno 1946 la Corte di Cassazione proclamò ufficialmente la vittoria della Repubblica. Questa fu una scelta importante per il nostro paese perché non si tratto solo di scegliere tra re o presidente, ma si operò una rottura con il regime passato a favore di un regime integralmente nuovo. L’Assemblea Costituente – L’elezione dei 556 componenti dell’Assemblea Costituente, che in rappresentanza del popolo, avrebbero elaborato la nuova Costituzione, furono per lo più favorevoli a quei partiti politici che avevano combattuto la dittatura e si erano organizzati, nel corso della resistenza, assumendo un ruolo importante nella lotta armata contro i tedeschi e i fascisti.
Si trattava di tre grandi partiti di massa che caratterizzarono la vita politica italiana anche dopo l’entrata in vigore della Costituzione, si tratta della Democrazia Cristiana con il 35% dei voti, il Partito Socialista di Unità con il 21% dei voti e il Partito Comunista Italiano con il 19% dei voti. L’Assemblea era composta dai più valorosi nomi della resistenza accanto a giuristi democratici dell’epoca tra cui ricordiamo Piero Calamandrei.

Finalmente il 27 dicembre 1947 l’Assemblea approvò il testo definitivo della Costituzione che venne promulgato dal Capo provvisorio dello Stato ed entrò in vigore il 1 gennaio 1948. UNA COSTITUZIONE CHE NASCE DAL POPOLO Per la prima volta gli italiani avevano una Costituzione elaborata direttamente dai loro rappresentanti liberamente e democraticamente eletti.  LA STRUTTURA DELLA COSTITUZIONE La nostra Costituzione è composta da 139 articoli ed è strutturata in due Parti, a loro volta suddivise in Titoli, taluni dei quali in Sezioni, tutti preceduti dai Principi Fondamentali.” si apre con una parte introduttiva “i principi fondamentali” (art.1-12), poi seguono:- la prima parte (artt.13-54) intitolata “Diritti e doveri dei cittadini”, tratta del rapporto tra lo Stato e i cittadini;  la seconda parte (artt.55-139), intitolata “ordinamento della Repubblica”, tratta dell’organizzazione dei pubblici poteri; – seguono le “Disposizioni transitorie e finali” (18 articoli) contenenti in prevalenza norme transitorie per il passaggio al nuovo ordinamento.” (Fonte http://vecchiosito.iisscalamandrei.edu.it/wp-content/uploads/2016/06/I-Principi-fondamentali-Costituzione.pdf)

I PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA COSTITUZIONE I principi che hanno ispirato la redazione della costituzione sono: la democrazia, la libertà, la giustizia e l’uguaglianza. La democrazia è il potere del popolo. La nostra costituzione nell’art. 1 afferma che : “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.” Con questo afferma il principio della democrazia perché il popolo attraverso le elezioni esercita la propria sovranità e afferma anche il principio lavorista poiché il lavoro è un diritto ma anche un dovere che eleva il singolo, è dunque un valore sociale. In uno stato se c’è democrazia deve esserci anche Libertà, intesa come la possibilità di essere noi stessi e quindi diversi dagli altri.

Calamandrei: il discorso agli studenti nel 1955

“L’articolo 34 dice “I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”.

Eh! E se non hanno i mezzi?

Allora nella nostra Costituzione c’è un articolo che è il più importante, il più importante di tutta la Costituzione, il più impegnativo, impegnativo per noi che siamo al declinare, ma soprattutto per voi giovani che avete l’avvenire davanti a voi.

Dice così: “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese”.

E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana”

PIETRO

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Lo Statuto albertino

Durante il Risorgimento, animato da un movimento patriottico finalizzato ad ottenere l’indipendenza dallo straniero e l’unificazione politica, i sovrani degli Stati italiani si trovarono “costretti” a concedere delle Costituzioni. Il testo costituzionale che ebbe maggior fortuna fu lo Statuto Albertino firmato dal re di Sardegna Carlo Alberto il 4 marzo 1848. Con la proclamazione del Regno d’ Italia nel 1861 lo Statuto divenne la Costituzione del nuovo Stato unitario e tale rimase sino all’entrata in vigore della costituzione repubblicana nel 1948.

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Caratteristiche dello Statuto:

Lo Statuto trasformava il Regno sabaudo in una Monarchia Costituzionale basata sul rapporto tra il sovrano e le due Camere. La Camera dei Deputati era eletta e quindi era un’assemblea rappresentativa, il Senato, invece era formato da membri nominati a vita dal re che li sceglieva liberamente e in numero non definito tra le categorie  più ricche e importanti della società: professionisti,ufficiali, alto clero, grandi burocrati, imprenditori. L’ art.5 stabiliva che “al re solo appartiene il potere esecutivo”:egli nominava i ministri e poteva sostituirli liberamente(art.65)essi rispondevano direttamente a lui(art.67) nelle mani del re erano concentrati i poteri di nominare tutte le cariche dello stato(art.7)di concedere la grazia(art.8). L’art 5 gli assegnava inoltre la direzione della politica estera e il comando delle forze armate. L’Art.6 stabiliva che solo il re poteva nominare tutte le cariche dello stato; l’ar. 7 che solo il Re poteva approvare e promulgare leggi; l’art. 8 che solo il Re poteva concedere la grazia.

Spettava al re nominare i giudici che amministravano la giustizia in suo nome (art.68 e 69). Solo il potere legislativo era condiviso tra il re e le due Camere.

DIRITTI E DOVERI DEL CITTADINO

Lo Statuto, dall’art.24 all’art.32, affermava e garantiva l’uguaglianza giuridica. Tale uguaglianza, però, era solo formale e non sostanziale, perchè il Parlamento emanava una legge ordinaria che stabiliva quali tra i cittadini potevano esercitare il diritto di voto, ponendo una serie di limiti di età,  di genere,grado di istruzione, ricchezza.

Solo nel 1912 si arrivò ad estendere il diritto di voto a tutti i cittadini maschi (suffragio universale maschile ). Lo statuto, inoltre assegnava alle leggi emanate dal Parlamento, il compito di regolare l’esercizio dei diritti di libertà. Lo Statuto non stabiliva norme rigide e rigorose, ma era una Costituzione flessibile, che poteva essere adattata alle circostanze. Ed è proprio per questo motivo che durò così tanto, adattandosi prima al sistema parlamentare che ha retto l’Italia unita per 60 anni, e poi convivendo con la dittatura fascista.

Fonte: http://www.treccani.it/enciclopedia/statuto-albertino_%28Dizionario-di-Storia%29/

Libro di testo: La Storia in diretta. Cittadinanza e Costituzione

Luigi.

 

 

GABRIELE D’ANNUNZIO INFLUENCER D’ALTRI TEMPI

Il poeta Gabriele D’Annunzio influenzava le scelte di marketing. Già nel 1907, avvertendo i cambiamenti sociali ed economici in atto egli aveva compreso l’importanza di un’immagine capace di indirizzare i consumi verso un obiettivo predefinito e si era convinto di poter diventare egli stesso quell’immagine. Intuendo quindi la forza espressiva del testimonial aveva brevettato l'”Acqua Nunzia”, un profumo che era sicuro di vendere grazie al proprio nome.

Possiamo quindi immaginare che se D’Annunzio fosse vissuto ai nostri giorni probabilmente sarebbe stato un famoso influencer.

Chiara Ferragni, famosa influencer dai 15 milioni di followers, ha sponsorizzato l’acqua Evian con il suo marchio facendo arrivare il costo di una bottiglietta a 8 euro.

Altra caratteristica in comune con la Ferragni è la capacità di inventare nuove parole.

D’Annunzio ha inventato il nome dei famosi grandi magazzini “La Rinascente” e ha brevettato il termine tramezzino (ex sandwich da ordinare “tra” o “in mezzo ai due pasti”).

La Ferragni ha inventato il termine “FERRAGNEZ”, che deriva dal suo cognome e dal nome d’arte del marito: Fedez.

La fattoria degli animali: un romanzo attualissimo

A distanza di anni ripubblichiamo nella homepage questo articolo, per condividerlo durante la lezione sulla “propaganda comunista”

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La fattoria degli animali (film completo) 1957 

Tutta la redazione della 3° secondaria è impegnata nella visione del film (dopo la lettura del libro di Orwell) in compagnia di Napoleone, Palla di Neve, Vecchio Maggiore soprattutto di Clarinetto (cit. “Di lui si diceva che poteva far passare il nero per il bianco”). Parleremo di propaganda, regimi ed educazione. Preparate i pop corn!

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Elezioni europee 2019

Dopo aver approfondito l’Unione Europea, guardiamo insieme questo video sulle prossime elezioni. Sono passati 40 anni dal primo voto per il parlamento europeo, che risale al 1979, da allora le elezioni si sono avvicendate ogni cinque anni. Tutti i cittadini, a partire dal 18° anno di età hanno il diritto/dovere di votare, per candidarsi è invece necessario avere compiuto 25 anni.
Se potessi fare una domanda ad uno dei futuri parlamentari, cosa chiederesti?
Per maggiori informazioni sul voto clicca qui
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