La fattoria degli animali: un romanzo attualissimo

A distanza di anni ripubblichiamo nella homepage questo articolo, per condividerlo durante la lezione sulla “propaganda comunista”

__________________________________________________________________________________________

La fattoria degli animali (film completo) 1957 

Tutta la redazione della 3° secondaria è impegnata nella visione del film (dopo la lettura del libro di Orwell) in compagnia di Napoleone, Palla di Neve, Vecchio Maggiore soprattutto di Clarinetto (cit. “Di lui si diceva che poteva far passare il nero per il bianco”). Parleremo di propaganda, regimi ed educazione. Preparate i pop corn!

Immagine correlata

La Classificazione degli Stati

Gli stati si distinguono in base a 3 aspetti fondamentali:

La sovranità, la forma di governo, la struttura dello stato.

In base alla sovranità, gli stati sono divisi in 2 gruppi:  Stati  democratici e stati autoritari. Nei primi la sovranità appartiene al popolo, viene esercitata da molti soggetti liberamente eletti (che lo rappresentano) e da organi istituzionali come il Parlamento, il Governo e i  partiti politici. In questo modo il popolo sovrano partecipa all’esercizio della “sovranità” sia indirettamente, attraverso il voto con cui elegge i suoi rappresentanti in parlamento, sia direttamente attraverso il Referendum nel caso di consultazioni popolari.Il modello democratico é quello più diffuso nei Paesi Occidentali. Negli stati autoritari l’esercizio della sovranità dello Stato è demandato a una sola persona o a un gruppo ristretto di persone (Oligarchia). In questo caso si parla anche di dittature o regimi totalitari, di cui il mondo ne è ancora pieno con un totale di 67 stati coinvolti nelle guerre e 754 è il totale tra Milizie-Guerriglieri e gruppi Terroristici-Separatistici-Anarchi coinvolti ( www.guerrenelmondo.it ).

In base alla forma di governo si distinguono la Repubblica e la Monarchia. La Repubblica è una forma di governo dove il popolo  sovrano elegge i propri rappresentanti in Parlamento.  Se la Repubblica è di tipo presidenziale, il popolo può eleggere  anche il presidente della Repubblica. Se è di tipo parlamentare, il capo dello Stato è eletto dal Parlamento. La Monarchia di tipo assoluto sono ormai scomparse in Europa, quelle esistenti sono Monarchi Costituzionali che hanno limitato i poteri del re, che ha compiti di rappresentanza e di simbolo nello stato. Molti stati Europei sono Monarchi (Regno Unito, Svezia, Spagna, Belgio, Paesi Bassi, Norvegia, Danimarca e Lussemburgo). In base alla struttura dello Stato, gli Stati possono essere unitari, federali o confederali. Negli Stati unitari esiste un unico Governo che amministra l’ intero territorio, il quale a sua volta può essere articolato in: regioni, province e comuni. Gli Stati federali sono caratterizzati da un doppio livello di Governo:

  • Un governo federale a cui sono affidati i compiti di politica estera, difesa, moneta.
  • Un governo locale a cui è affidata la vita dei vari enti territoriali.

Gli stati confederali, cioè le Confederazioni, sono unioni di stati che hanno la loro autonomia in tutti i campi, delegando pochi poteri ad un’ autorità centrale. Si tratta di un’ associazione di Stati autonomi e indipendenti.

Margherita,Daniele,Marco

 

 

 

L’EXPO secondo NOI

In classe ultimamente abbiamo parlato del Bill of Rights (partecipando anche alla discussione pubblica della carta dei diritti di internet sul sito della camera) e dell’dell’Expo 2015: sarebbe bello poterlo visitare, perché è localizzato nei pressi di Milano (Lombardia) nella nostra Italia, per ora lo abbiamo fatto virtualmente con questo link.IMG-20150525-WA0005IMG-20150525-WA0009

Vorremmo pubblicare in questo articolo i nostri progetti sulla creazione di un padiglione Expo riguardante la spazzatura “digitale” e quella “alimentare”.

…Dopo varie discussioni in classe sui diritti, la libertà, la dieta mediale e il consumo critico ecco i disegni, frutto del nostro impegno! (cliccateci sopra per ingrandirli)expo_rossello

Dopo averli guardati rispondete al nostro sondaggio!

Grazie e buona visione!

IMG-20150525-WA0007

Cliccate le immagini per vederle meglio!

corriere_expo
IMG-20150525-WA0013IMG-20150525-WA0011

Mattarella e Schuman: confronto fra due titani

Il 25 aprile , il Presidente Mattarella ha tenuto un discorso sui 70 anni della liberazione, a Milano.

Nel suo discorso Mattarella si riferisce alla Repubblica come pietra miliare cioè qualcosa che sostiene il nostro paese.

Per Mattarella questa festa si dovrebbe rivolgere soprattutto ai giovani per cercare sintonia con la felicità. Afferma anche che la cultura, l’intelligenza, la coscienza civile sono parti essenziali di una società viva, proprio perché sostengono quello spirito critico che è condizione dello sviluppo, della tolleranza, e dunque della tenuta dello stesso ordinamento democratico.

“Dovete coltivare la pianta della democrazia, e noi dobbiamo coltivarla con voi. La democrazia è partecipazione, è fiducia nelle formazioni sociali. Democrazia è anche efficacia delle decisioni, è cooperazione per il bene comune”.

Ecco un link dove vedere qualcosa sull’Anniversario della dichiarazione Shumann: clicca qui!

gruppo 2°secondaria

articolo n.52: DIFESA DELLA PATRIA

festa-della-repubblica-italianaLa difesa della Patria è sacro dovere del cittadino.Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l’esercizio dei diritti politici. L’ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica.

L’art. 52 dice che la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino; ne derivano sia il dovere di prestare servizio militare che il dovere di partecipare alla lotta collettiva; il dovere di difesa della patria può trovare espressione in momenti di mobilitazione civile.

Ogni cittadino ha il dovere di difendere la propria patria, cioè il territorio nazionale e anche il patrimonio culturale e tutti i principi sanciti nella nostra Costituzione. Tale dovere è definito sacro perché ha un fondamento morale e, in tempo di guerra, il suo adempimento può condurre al sacrificio della propria vita. In tempo di pace, la difesa della patria può consistere ad esempio il dovere di solidarietà in caso di calamità naturali. La legge stabilisce i diritti e i doveri dei cittadini italiani rispetto alla partecipazione militare, specificando che la partecipazione militare non compromette né la posizione di lavoro di un cittadino, né i suoi diritti politici. Dal 2000 il servizio militare non è più obbligatorio ma non deve considerarsi abolito, bensì sospeso poiché lo Stato italiano conserva la possibilità di reintrodurlo in caso di entrata in guerra o altri eventi eccezionali.

La miglior canzone per descrivere la nostra patria è il suo inno:

Sito per la citazione dell’articolo:

http://www.governo.it/Governo/Costituzione/1_titolo4.html

Per analizzarne l’evoluzione storica:

http://www.nascitacostituzione.it/02p1/04t4/052/index.htm?art052-999.htm&2

Gruppo 2°secondaria

No all’Hollywood del terrore: rai news 24

Grazie Monica Maggioni, perché hai fatto una scelta coraggiosa: quella di non mandare più in rete i video dell’ ISIS. Questo vuol dire non amplificare il terrorismo attraverso i media. Il giornalismo ha bisogno di rispettare la deontologia e quindi tutte quelle carte dei diritti fondamentali, noi in classe abbiamo parlato di queste : la carta di Treviso (1990) e la carta di Bellaria (2002)

by:tutta la redazione del Corriere della Rossello

Carta di Bellaria: un articolo interessante

LA CARTA DI BELLARIA, IL MEDIA EDUCATOR E LE ELEZIONI

La Carta di Bellaria è un documento negoziato e sottoscritto da rappresentanze politiche, educatori e operatori che ha la finalità di regolamentare i criteri, le prassi, gli standard qualitativi e i riferimenti deontologici e legislativi a cui devono rispondere i percorsi progettuali e i prodotti di Media Education. La Carta si propone di promuovere e sostenere la Media Education e la salvaguardia dei valori umani, indicandone strumenti e strategie operative nell’alfabetizzazione ai linguaggi mediali. Propone anche la creazione di una figura professionale che operi all’interno delle scuole e fuori da esse, esperta di educazione e di comunicazione e capace di coordinare le attività che riguardano l’uso dei media e delle nuove tecnologie. Fra le proposte della Carta troviamo:

  • Il collegamento in rete di tutti gli educatori e le realtà che lavorano in ambito educativo con i media
  • la nascita di un Osservatorio Interuniversitario per la Media Education
  • la costituzione di un Archivio Nazionale delle Esperienze di Media Education
  • l’ accreditamento della figura del media educator nella scuola e nell’extrascuola come profilo professionale nuovo
  • l’impegno da parte delle università alla predisposizione di percorsi formativi specifici
  • l’impegno da parte del Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca (MIUR) ad avviare una riflessione attenta sugli spazi didattici per la Media Education all’interno della programmazione scolastica
  • l’impegno da parte dei ministeri competenti (Affari sociali, Sanità, Pari opportunità) a farsi carico di valorizzare e promuovere iniziative attive di educazione ai, con e attraverso i media per il sostegno e il recupero della persona in situazione di malattia o disagio.
  • L’impegno da parte delle emittenti e le imprese produttive che operano nel settore dei media ad integrare nei loro organici figure competenti sul rapporto tra media e processi formativi

Sembra che a distanza di 10 anni molti degli obiettivi dichiarati nella carta di Bellaria siano restati inattuali, pur restando ancora estremamente validi. Sarebbe interessante sottoporre subito il testo della presente Carta, unitamente al testo dell’AIART sull’introduzione della Media Education nelle scuole, a tutti coloro che si stanno candidando a rappresentarci politicamente nelle sedi Regionali e Nazionali, per vedere chi, prima delle elezioni politiche e amministrative, sottoscrive questi documenti e prende impegni concreti al riguardo. L’occasione è da prendere al volo.

Fonte integrale http://www.aiart.org/ita/web/item.asp?nav=4956

Beatrice M,Costanza,Giulia DM

Libertà, anarchia e moti dell’ 800

Negli anni 1820 si verificarono i primi moti rivoluzionari europei con la significativa eccezione (per motivi opposti) di Inghilterra e Russia e Prussia. Le sommosse erano alimentate da società segrete, che rifacendosi al modello massonico, erano sorte sempre più numerose proprio in questo periodo. Fra le sette più attive, specialmente in Italia e in Spagna, vi era la Carboneria. Si diffusero anche altre associazioni come l’Eteria greca, i Comuneros spagnoli e quelle degli Adelfi e Filadelfi diffuse nell’Italia settentrionale e in Francia. In Spagna scoppiarono moti a causa del “pronunciamento” (un ammutinamento) dei soldati a Cadice, che ben presto sarebbero dovuti partire per sedare i moti dell’America Latina. Gli ufficiali, guidati da Riego, richiedevano il ripristino della Costituzione spagnola del 1812, ovvero la Costituzione di Cadice, ivi redatta nell’età napoleonica e abolita con la Restaurazione.

Per quanto riguarda l’Italia, a seconda delle zone in cui i moti ebbero luogo assunsero delle accezioni differenti. Nel Regno delle Due Sicilie gli ufficiali Morelli e Silvati chiesero la costituzione al sovrano Ferdinando I, che ne promise la concessione; anche nel regno di Sardegna il reggente Carlo Alberto, al trono al posto del sovrano legittimo Carlo Felice, promise la concessione di una costituzione in seguito ad un moto del 1821 guidato da Santorre di Santa Rosa.

Le forze della Restaurazione, preoccupate per il diffondersi dei moti in molti territori Europei e nei possedimenti oltremare, si riuniscono nel Congresso di Troppau (1820) e nel Congresso di Lubiana (1821). Metternich durante lo svolgimento dei congressi ha modo di sottolineare la situazione allarmante, chiede quindi l’intervento armato nel Sud Italia. Inghilterra e Francia erano contrarie all’intervento armato in quanto avrebbe potuto rafforzare l’Austria; Ferdinando I invita allora i rivoltosi napoletani a permettergli di andare ai congressi, promettendo loro di appoggiarne la causa. Giunto ai congressi richiede invece con urgenza l’intervento armato, viene quindi riportato l’ordine nel Regno delle Due Sicilie. Anche nel Regno di Sardegna le rivolte vengono sedate con un intervento armato voluto da Carlo Felice, che non concesse la costituzione.

Queste prime agitazioni avevano un carattere elitario e internazionalista, data la collaborazione tra gli intellettuali dei vari paesi europei.

In questo primo contesto rivoluzionario ne uscì vincente soltanto la Grecia, la quale, in seguito ad un moto guidato dall’Eteria, ottenne l’indipendenza dall’impero ottomano. Nel 1829, con la pace di Adrianopolis, ha fine l’unico moto di questi anni che raggiunge lo scopo dell’indipendenza, e la corona della Grecia è data in mano al bavarese Ottone di Wittelsbach.

Dopo i due congressi di Troppau e Lubiana, come in Italia, anche in Spagna, Portogallo, le rivolte furono soppresse.

Alessandro-gruppo 2° secondaria – cit. www.wikipedia.org

Cinema nel regime Fascista

Mussolini capi da subito l’importanza dei media per comunicare le idee fasciste in tutta l’Italia. Il regime fascista fece censurare ogni tipo di divulgazione di idee contro il fascismo. Nel 1925 nasce l‘Istituto Luce (L’Unione Cinematografica Educativa), questa istituzione servira’ per diffondere il cinema anche come istituzione didattica e informativa riguardo al mondo e in particolare la vita del duce. Nel 1927 nasce il cine-giornale, cioe’ l’antenato del telegiornale. Negli anni 30 incomincio’ una vera politica per il cinema. Grazie alla legge “Alfieri” del 1938 vengono emanati  grandi finanziamenti per produzione cimatografica che migliorera’ la quantita’ e la qualita’.Inoltre nel 1937 nasce Cinecittà.

Il cinema divenne uno dei principali mezzi per la propaganda fascista:

la “fabbrica del consenso”

CAMPAGNA ELETTORALE: cosa succede in Italia?

Nel 2013, Pier Luigi Bersani presenta due comizi: il primo l’1 Febbraio e il secondo il 21 Febbraio

Ad Aprile del 2013 avviene l’elezione del Presidente della Repubblica… Renzi si scontra con Bersani all’interno del Partito Democratico (PD), criticando le candidature della Finocchiaro e di Marino come possibili successori di Napolitano.

LUGLIO 2013

L’intenzione di Renzi era quella di candidarsi come segretario del PD. Mentre porta a termine il suo obiettivo va a scontarsi con due rivali: Cuperlo e Civati.

DICEMBRE 2013

Renzo raggiunge il suo obiettivo e viene eletto come segretario del Partito Democratico (PD) con il 67,5 % dei voti.

DIMISSIONI DI ENRICO LETTA

Enrico Letta si dimette con 136 persone a favore e 16 contrari.

Il presidente della repubblica (Napolitano) elegge Renzi come Presidente del Consiglio il 16 Febbraio 2014.

Cecilia 3B