Istituto Luce

L’ Istituto Luce è stato un potente strumento di propaganda del regime fascista e la più antica istituzione pubblica destinata alla diffusione cinematografica a scopo didattico ed informativo del mondo. A partire da Luglio 2012, una vasta collezione di filmati (circa 30 000) è stata messa a disposizione del pubblico, grazie a un accordo con Google, attraverso un canale YouTube.

Giovanni

Istituzioni e fascismo

Le istituzioni sono delle organizzazioni che hanno lo scopo di far rispettare leggi e regolamenti. Durante il ventennio fascista Benito Mussolini decise di crearne alcune, e tra le più importanti citiamo:

Risultati immagini per tessera inps fascismoINPS (Istituto Nazionale Fascista di Previdenza Sociale) Nel marzo 1933 il governo fascista modificò il nome della “Cassa Nazionale per le Assicurazioni Sociali” in “Istituto nazionale fascista per la previdenza sociale”,adesso oltre alla parte dedicata alla vecchiaia e all’invalidità, sono presenti anche i sussidi in caso di disoccupazione, di “malattia professionale”, di tubercolosi e di maternità, seppur in una forma primordiale. Il duce si limitò a cambiare il nome della CNAS in INPS, a creare un unico testo legislativo pensionistico e a introdurre le pensioni di reversibilità    https://www.inps.it/portale/default.aspx?iMenu=11

Istituzione dell’INAM (Istituto Nazionale Assistenza Malattie), attraverso il quale tutte le famiglie dei lavoratori italiani potevano curare le loro malattie a titolo gratuito, al contrario di ciò che succedeva prima, infatti i ricchi potevano godere di tutte le cure mediche che volevano, mentre le classi povere dovevano “conservare” in caso di malattia. In questo modo, quindi, la salute era sancita in modo egualitario per tutti i cittadini.

OND (Opera Nazionale Dopolavoro ) creato con l’intento di unire nel tempo libero tutti i lavoratori, vennero creati centri ricreativi forniti di tutte le attrezzature per lo svago

ONMI (Opera Nazionale Maternità ed Infanzia)
ECA (Ente Comunale di Assistenza)
IACP (Istituto Autonomo delle Case Popolari)

Sergio,Gabriele,Marco M., Giuseppe, Livia

VELINE E FASCISMO

Con il termine Velina si intende una forma di propaganda diffusa dal regime fascista nei confronti della stampa: ovvero delle note indicative su cosa non dovevano scrivere i giornalisti a favore di notizie che esaltavano il potere fascista. 

Le veline del regime cominciarono a circolare dal 1935 e solo due anni dopo, nel 1937,con l’istituzione del ministero Della Cultura Popolare,le veline divennero ancora più pressanti verso la stampa.Erano in carta velina perché dovendo essere scritte a macchina e in molte copie. Le veline vennero vietate dopo la caduta del Fascismo il 25 luglio 1943, fino al giorno prima della Liberazione.

Negli anni del Fascismo la stampa infatti aveva l’obbligo della censura, ovvero l’obbligo di reprimere ogni forma di libertà di espressione, di pensiero, di parola, di stampa. Le censure erano presenti anche nel governo sabaudo prima dell’unità di Italia e prima del fascismo.

La censura impediva:

  • di pubblicare qualsiasi contenuto che potesse suscitare opposizione, sospetto, o dubbi sul fascismo;
  • di non parlare del cuore del Duce;
  • dell’incidente a Tripoli;
  • e di moltissime altre cose.

Giulia, Valerio, Marco, Teresa.

 

Il fascismo e la censura

La censura fascista in Italia si ebbe durante  il ventennio tra il 1922 e il 1943, fu basata sulla limitazione della libertà di espressione attraverso il controllo dei nascenti mass media: stampa, radio, parola, fino alla soppressione della libertà di associazione e di religione. La censura era svolta attraverso uno stato di polizia. duxUn altro rafforzamento della censura si verificò con l’avvento delle leggi “fascistissime”  e con la legge sulla stampa,che affermava che i giornali potevano essere diretti e stampati solo da responsabili riconosciuti dallo stato cioè fascisti, in caso contrario sarebbero stati illegali. Ad esempio erano stati censurati perfino i libri di testo scolastici che non seguivano le linee guida del fascismo.
Claudio,Elio e Chiara

Cinecittà verso i giorni nostri

Cinecittà. cinecittàSolo il nome ci ricorda tutti i film che sono stati girati, che si girano e che si gireranno. E poi, con tutti questi programmi nuovi (Italia’s Got Talent, XFactor, Grande Fratello…) Cinecittà sembra che sia diventata la “casa della televisione”…ma tutto questo è successo ora. Noi adesso vogliamo occuparci della storia di questa “casa”.

Cinecittà, dopo l’occupazione tedesca ed il bombardamento americano, riprese il suo lavoro in maniera ottimale, diventando presto la casa di numerosi film che hanno segnato in particolar modo la storia della cinematografia italiana. (Il cinema italiano vive il suo periodo d’oro nel dopoguerra, con il Neorealismo e i film di Rossellini e Fellini)Roma Città ApertaNegli anni cinquanta avvenne l’esplosione di Cinecittà, con le produzioni di alcuni film americani che ebbero molto successo tanto che gli studi romani furono chiamati in seguito “la Hollywood sul Tevere”. Negli anni sessanta Cinecittà perse, per più di una ventina d’anni, il primato tecnico e produttivo che l’aveva resa famosa a causa della scoperta della televisione. Uno dei film, che in nostra opinione rappresenta meglio questo periodo d’oro del cinema italiano è “Roma Città Aperta” di Roberto Rossellini: simboleggia la resistenza italiana e una nuova Italia nata dopo la guerra. Grande interprete di questo film è Anna Magnani, importante volto della cultura cinematografica italiana.

Luca, Deep, Costanza, Michela, Beatricie C., Elaine.

 

 

 

Trasmettiamo con la nostra testa o con quella del Duce?

La radio fu inventata da Guglielmo Marconi intorno agli anni ’20 e fu usata dai dittatori come strumento di propaganda nella dittatura nazista, fascista e franchista. Durante la propaganda le notizie venivano filtrate e successivamente trasmesse nelle case. In quanti riuscivano a farsi una reale opinione sui fatti? In quanti riuscivano a capire a pieno le vicende del mondo? La risposta è quasi nessuno. Perchè quasi? Perchè non tutte le radio accettavano di essere censurate e infatti da qua nascono le radio indipendenti contro il regime. All’inizio degli anni sessanta si sviluppa in Europa un fenomeno chiamato pirateria. Questa espressione si riferisce a stazioni che trasmettono sfidando i monopoli, come in Italia che per creare un’alternativa alla programmazione RAI (censurata) infatti nasceranno le radio libere. Dalla metà degli anni ’60 stava montando nei giovani in tutta Europa una voglia di radio, intesa come sorgente di intrattenimento, musica e anche informazione non controllata dai vari governi questa voglia era stata soddisfatta dalle radio pirata (Radio Caroline, Radio Veronica). La Rai, in Italia rispose a questa esigenza lanciando nel proprio palinsesto programmi decisamente di “rottura” alla tradizionale programmazione ingessata: trasmissioni come Bandiera Gialla, Per voi giovani, Alto gradimento, Hit-Parade, Supersonic. Come peraltro fece la BBC con le storiche trasmissioni musicali Ready Steady Go!, Saturday Club o Top Of The Pops. Un’opportunità per i ragazzi italiani di esprimere la loro indipendenza nel trasmettere le notizie, era rappresentata da due radio straniere che trasmettevano in lingua italiana, e che avevano iniziato una programmazione orientata ai giovani e alla musica, era Radio Montecarlo. Era una radio che proponeva un nuovo stile di conduzione vivace, diverso dagli altri. All’inizio degli anni 70′ si crearono le condizioni per la radiofonia privata. Questo faceva seguito alle due contestazioni del 68′ e successivamente del 72′. Nelle rivendicazioni di quegli anni c’era il grande desiderio di crescita della libertà individuale ed anche il desiderio di poter scegliere in autonomia le fonti di informazione. La prima in assoluto ad iniziare le proprie trasmissioni è stata Radio Parma, seguì Radio Milano International e Radio Roma. In pochi anni tutte le frequenze disponibili, almeno nelle grandi città, vennero occupate da decine di radio libere e trasmettevano sulla stessa frequenza. In quel periodo le radio trasmettevano utilizzando una interpretazione della legge allora vietata e quindi erano esposte a denunce e sequestri. Prima trasmettevano tre radio ora trasmettevano più di 100 radio e mentre le trasmissioni musicali sulle radio di stato arrivano due ore al giorno, le radio libere coprivano l’ 80% della programmazione. Naturalmente nessuna radio libera versava i diritti, anche perchè in generale erano autofinanziate e chi vi lavorava, non solo lavorava gratuitamente, ma contribuiva anche ai costi fissi della radio.

Secondo noi la radio è molto cambiata, nessuno ha più censure, nessuno deve creare “radio nascoste” ma le notizie sono in qualche modo “filtrate”, non da nessuno che comanda, ma dai giornalisti stessi. Trasmettono musica, notizie, meteo, giochi… ma non sempre tutto corrisponde alla realtà.

« Amo la radio perché arriva dalla gente / entra nelle case e ci parla direttamente se una radio è libera, ma libera veramente / piace ancor di più perché libera la mente » (da La radio di Eugenio Finardi)

 

Fonti: http://www.broadcastitalia.it/storia%20delle%20radio.htm

https://it.wikipedia.org/wiki/Radio_libere

Guendalina, Beatrice, Sveva, Alisa, Giulia.

Le radio del regime

Cronache del Regime: fu una popolare rubrica radiofonica dell’EIAR di propaganda fascista condotta da Roberto Forges Davanzati. La rubrica fu voluta da Galeazzo Ciano  al fine di rafforzare emotivamente il contenuto propagandistico della Radio, forniva agli ascoltatori un commento ai fatti del giorno che intendeva orientare l’opinione pubblica alle direttive del regime. Gli argomenti della rubrica vertevano sulle conquiste del fascismo, dalle cronache delle bonifiche ai provvedimenti sociali del governo, e commentavano gli avvenimenti della politica internazionale. Forges Davanzati presentava i fatti della politica estera in chiave negativa, insistendo sul mito della “vittoria mutilata “, sul rifiuto degli imperi coloniali di riconoscere all’Italia un ruolo di grande potenza e sul tradimento degli ex paesi amici Francia e Inghilterra; ad essi veniva sempre contrapposta l’immagine di un’Italia sobria, pacifica e laboriosa.La rubrica fu chiusa in seguito all’improvvisa morte del conduttore, avvenuta nel giugno del 1936.

ecco una mostra di apparecchi radio, dall’archivio dell’Istituto Luce:

3° Media Miriana, Elisabetta, Benedetta ed Elena

 

Cinema nel regime Fascista

Mussolini capi da subito l’importanza dei media per comunicare le idee fasciste in tutta l’Italia. Il regime fascista fece censurare ogni tipo di divulgazione di idee contro il fascismo. Nel 1925 nasce l‘Istituto Luce (L’Unione Cinematografica Educativa), questa istituzione servira’ per diffondere il cinema anche come istituzione didattica e informativa riguardo al mondo e in particolare la vita del duce. Nel 1927 nasce il cine-giornale, cioe’ l’antenato del telegiornale. Negli anni 30 incomincio’ una vera politica per il cinema. Grazie alla legge “Alfieri” del 1938 vengono emanati  grandi finanziamenti per produzione cimatografica che migliorera’ la quantita’ e la qualita’.Inoltre nel 1937 nasce Cinecittà.

Il cinema divenne uno dei principali mezzi per la propaganda fascista:

la “fabbrica del consenso”