La legge n300 anche detta lo statuto dei lavoratori

Grazie allo statuto dei lavoratori istituito nel 20 maggio 1970 finalmente i lavoratori più abusati avevano dei diritti che li tutelavano per esempio

L’articolo 1

I lavoratori, senza distinzione di opinioni politiche, sindacali e di fede religiosa, hanno diritto, nei luoghi dove prestano la loro opera, di manifestare liberamente il proprio pensiero, nel rispetto dei principi della Costituzione e delle norme della presente legge.

Oppure l’articolo 4

divieto d’uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori. La norma è ripresa dal Codice Privacy che impone la gradualità e i principi di necessità, finalità, legittimità e correttezza, proporzionalità e non eccedenza del trattamento, nonché l’obbligo di informativa del lavoratore,

L’articolo 4 secondo me è molto importante per appunto la privacy che prima di questo statuto non veniva rispettata

Anche l’articolo 9 è molto importante perchè spesso in fabbrica accadevano degli incidenti a causa delle macchine che non erano a norma infatti l’articolo 9 dice:i lavoratori mediante loro rappresentanze hanno diritto di controllare l’applicazione delle norme per la prevenzione degli infortunei e delle malattie

Michelangelo

http://www.altalex.com/documents/codici-altalex/2014/10/30/statuto-dei-lavoratori

I diritti del fanciullo

Tra la fine dell’ottocento l’inizio del novecento furono introdotte le prime leggi a tutela dell’infanzia.

Fra queste vorremmo parlarvi della Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo, approvata da l’Assemblea Generale delle Nazioni unite il 20 novembre 1959.

Per redigerla la Società delle Nazioni si riferì alla Carta dei Diritti del Bambino scritta nel 1923 da Eglantyne Jebb, dama della Croce rossa, la quale fondò Save the Children nel 1919. Successivamente, con l’istituzione dell’ONU, la dichiarazione è stata approvata il 20 novembre 1959 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e revisionata nel 1989, quando ad essa ha fatto seguire la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia.

Ecco qua i principi completi.

Principio primo: il fanciullo deve godere di tutti i diritti enunciati nella presente Dichiarazione. Questi diritti devono essere riconosciuti a tutti i fanciulli senza alcuna eccezione, senza distinzione e discriminazione fondata sulla razza, il colore,il sesso, la lingua la religione od opinioni politiche o di altro genere, l’origine nazionale o sociale, le condizioni economiche, la nascita, od ogni altra condizione sia che si riferisca al fanciullo stesso o alla sua famiglia.

Principio secondo: il fanciullo deve beneficiare di una speciale protezione e godere di possibilità e facilitazioni, in base alla legge e ad altri provvedimenti, in modo da essere in grado di crescere in modo sano e normale sul piano fisico, intellettuale, morale, spirituale e sociale in condizioni di libertà e di dignità. Nell’adozione delle leggi rivolte a tal fine la considerazione determinante deve essere del fanciullo.

Principio terzo: il fanciullo ha diritto, sin dalla nascita, a un nome e a una nazionalità

Principio quarto: il fanciullo deve beneficiare della sicurezza sociale. Deve poter crescere poter svilupparsi in modo sano. A  tal fine devono essere assicurate a lui e alla madre le cure mediche e le protezioni sociali adeguate, specialmente nel periodo precedente e seguente alla nascita. Il fanciullo ha diritto ad una alimentazione, ad un alloggio, a svaghi e a cure mediche adeguate.

Principio quinto: il fanciullo che si trova in una situazione di minoranza fisica, mentale o sociale ha diritto a ricevere il trattamento, l’educazione e le cure speciali di cui esso abbisogna per il suo stato o la sua condizione.

Principio sesto:il fanciullo, per lo sviluppo armonioso della sua personalità ha bisogno di amore e di comprensione. Egli deve, per quanto è possibile, crescere sotto le cure e la responsabilità dei genitori e, in ogni caso, in atmosfera d’affetto e di sicurezza materiale e morale. Salvo circostanze eccezionali, il bambino in tenera età non deve essere separato dalla madre. la società e i poteri pubblici hanno il dovere di aver cura particolare dei fanciulli senza famiglia o di quelli che non hanno sufficienti mezzi di sussistenza. E’ desiderabile che alle famiglie numerose siano concessi sussidi statali o altre provvidenze per il mantenimento dei figli.

Principio settimo: il fanciullo ha diritto a una educazione, che, almeno a livello elementare deve essere gratuita e obbligatoria. Egli ha diritto a godere di una educazione che contribuisca alla sua cultura generale e gli consenta, in una situazione di eguaglianza e di possibilità, di sviluppare le sue facoltà, il suo giudizio personale e il suo senso di responsabilità morale e sociale, e di divenire un membro utile alla società. Il superiore interesse del fanciullo deve essere la guida di coloro che hanno la responsabilità della sua educazione e del suo orientamento; tale responsabilità incombe in primo luogo sui propri genitori. Il fanciullo deve avere tutte le possibilità di dedicarsi a giuochi e attività ricreative che devono essere orientate a fini educativi; la società e i poteri pubblici devono fare ogni sforzo per favorire la realizzazione di tale diritto.

Principio ottavo:in tutte le circostanze, il fanciullo deve essere fra i primi a ricevere protezione e soccorso.

Principio nono: il fanciullo deve essere protetto contro ogni forma di negligenza, di crudeltà o di sfruttamento. Egli non deve essere sottoposto a nessuna forma di tratta. Il fanciullo non deve essere inserito nell’attività produttiva prima di avere raggiunto un’età minima adatta. In nessun caso deve essere costretto o autorizzato ad assumere un’occupazione o un impiego che nuocciano alla sua salute o che ostacolino il suo sviluppo fisico, mentale o morale.

Principio decimoil fanciullo deve essere protetto contro le pratiche che possono portare alla discriminazione razziale, alla discriminazione religiosa e ad ogni altra forma di discriminazione. Deve essere educato in uno spirito di comprensione, di tolleranza, di amicizia fra i popoli, di pace e di fratellanza universale, e nella consapevolezza che deve consacrare le sue energie e la sua intelligenza al servizio dei propri  simili.

 

Risultati immagini per slum mumbai plastica bambini

Per concludere crediamo che questa immagine valga più di mille parole per farci capire le pessime condizioni in cui vivono molti bambini in determinate zone del mondo, ecco perchè la carta dei diritti del fanciullo  crediamo sia indispensabile per tutelare i diritti dei bambini.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lorenzo, Gianmaria, Michelangelo

 

 

Fonte (Italia adozioni)

TIM BERNERS-LEE: storia del padre del web

Tim Berners-Lee è il vero e proprio inventore WEB.

Quest’uomo ha cambiato la storia dell’umanità e ha cercato di renderla più semplice e migliore. Ma come ogni cosa, ci sono persone che non lo usano propriamente. Va aggiunto che il modo in cui molte persone usano la rete non è il massimo, perché usufruiscono di questo strumento (World Wide Web) in modo inappropriato rendendolo così non adatto a tutti.

Alcune persone utilizzano il Web come strumento di aggressione verso gli altri: i cyberbulli!

Tim Berners-Lee, inventore del World Wide Web: “Rete sia diritto fondamentale” 

Tim Berners-Lee il “papà di Internet”, colui il quale ha inventato il WWW (World Wide Web) diventa testimonial della nuova Tim e fa un importante monito: “La Rete sia un diritto fondamentale. Si usi la Rai per farlo capire”. Nel 2009, il padre di Internet ha dato vita alla Fondazione World Wide Web proprio con lo scopo di promuovere la Rete come diritto fondamentale di ogni cittadino ed è anche per questa sua convinzione che ha deciso di devolvere il compenso che Tim gli elargirà per aver fatto da testimonial alla ricerca. Agli inizi del 2017 Tim Berners-Lee avrebbe voluto incontrare il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che in un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica spiega quali saranno i tempi che tratterà con il premier italiano. 

Questo è un discorso estratto da una intervista di Tim Berners-Lee per i 20 anni della sua “creatura”: 

http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/11/14/news/intervista_berners_lee-24969134/,  

“NON C’E’ STATO un momento “eureka” nella creazione del Web. Un momento preciso in cui ho detto: è fatta! È stato piuttosto un percorso lungo. Se devo indicare un inizio potrebbe essere addirittura il 1980 quando scrissi un programma che si chiamava Enquire: io ero un giovane fisico e lavoravo al Cern di Ginevra. Quel programma mi serviva a tenere traccia del complesso di relazioni fra persone, idee, progetti e computer di quella straordinaria comunità di scienziati. Era solo ad uso personale. Poi nel 1989 scrissi un memo ai miei capi, un memo storico anche se allora non potevo saperlo. Proponevo di creare uno spazio comune dove mettere le informazioni a disposizione di tutti: lo chiamai il Web. L’idea era avere una rete dove chiunque potesse facilmente avere accesso a qualunque informazione, e dove aggiungere informazioni fosse altrettanto facile. Nel 1991 già funzionava fra gli scienziati e ho iniziato a diffonderla nel resto del mondo. Sono passati vent’anni esatti e posso dire che abbiamo avuto un certo successo…”. Tim Berners Lee ha 56 anni, è nato a Londra ma ormai da tempo vive e insegna al MIT di Boston; ha vinto il Millennium Prize, è considerato una delle 100 persone più importanti del secolo scorso e la regina Elisabetta II lo ha nominato cavaliere nel 2004. Per questo è diventato “sir”. Ma il titolo più importante glielo ha dato la Storia, con la maiuscola: è il creatore del World wide web. Stenta a credere che per molti Internet e il Web siano sinonimi. “Qualche giorno fa in Polonia stavo cercando di spiegare ai traduttori la differenza fra Internet e il Web. Visto che non ci riuscivo, ho chiesto: come spiegate il periodo che passa fra l’invenzione di Internet, 40 anni fa, e quella del Web, 20 anni dopo? E loro mi hanno risposto: 40 anni fa avevamo il comunismo e quindi per noi i due concetti sono sinonimi. In Italia la sapete la differenza?”. Per parlare del futuro di Internet, della necessità che tutti abbiano accesso alla rete e per soffiare sulle prime venti candeline del www, sir Tim oggi è a Roma dove aprirà una conferenza a lui dedicata: “happybirthday web”.

 

articolo di: Livia Irene e Ludovico (Filippo e Tommaso)

III  media

 

 

 

 

 

 

 

 

Coltan e Povertà

Molti pensano che le guerre africane siano la causa di conflitti tribali, ma non è così. Quasi nessuno lo sa, ma questo minerale è la causa principale della guerra che ha ucciso più di quattromila persone in Congo, ed è oggi uno dei componenti fondamentali dei nostri cellulari, un metallo più prezioso dei diamanti. Il coltan è un minerale duro e resistente al calore e alla corrosione. La denominazione di coltan deriva dall’abbreviazione di due minerali: la columbite e tantalite. L’aspetto più inquietante della questine è nel fatto che il coltan si estrae dalle miniere del nord-est della Repubblica democratica del Congo. Per porre fine a queste stragi , il consiglio di sicurezza dell’Onu, il 29 novembre 2010, ha adottato la risoluzione 1952.

Le persone, a volte, non si rendono conto di tutto lo spreco causato dalla poca attenzione che mettono quando buttano i rifiuti… Se tutti noi facessimo più attenzione alla raccolta differenziata, riusciremmo a diminuire il numero di persone povere.Risultati immagini per coltan sfruttamento minorile La povertà è la condizione di singole persone o gruppi umani nel loro complesso, che si trovano ad avere, per ragioni economiche, un limitato accesso ai beni e servizi sociali di vitali importanza. La povertà diventa pauperismo quando riguarda masse che non riescono più ad assicurarsi i minimi mezzi di sussistenza: questo è un fenomeno collegato a una particolare congiuntura economica che porta al di sotto del minimo di sussistenza una gran parte della popolazione. La povertà è maggiormente sviluppata nelle aree rurali che in quelle urbane.

La durata della povertà è un elemento molto importante per quanto riguarda  la posizione sociale delle persone che non viene intaccata in casi di durata breve della situazione d’ indigenza.  Secondo noi ci dovrebbero essere molti meno sprechi da parte delle persone benestanti, così da far diminuire la povertà nel mondo. Il lavoro minorile è una fonte di reddito essenziale per le famiglie povere, ma spesso causa un difetto dell’ istruzione.

Il lavoro minorile non è una cosa giusta nei confronti dei bambini meno fortunati di noi, perché mentre noi possiamo svolgere una vita normale (andiamo a scuola, giochiamo con gli amici, andiamo a fare sport) loro sono costretti a lavorare per guadagnare soldi  per vivere.

Daniele, Deevesh e Elena

 

Bufale online

Le bufale online sono degli imbrogli che girano su internet: fanno credere alle persone cose false.images

Questo è un esempio di bufala. Come si può vedere, chiunque penserebbe che questa immagine rappresenti una bambina che copre gli occhi della bambola per non fargli vedere il disastro della guerra, ma invece ci sta solo giocando. per ulteriori informazioni cliccate qui:

https://bufaleedintorni.wordpress.com/2014/08/29/bufala-la-bambina-palestinese-che-copre-gli-occhi-della-sua-bambola/

Certe volte le bufale rovinano le aziende dicendo che, ad esempio, che il loro prodotto contiene sostanze pericolose.

Altre bufale sono quelle che girano su Whatsapp, ad esempio le “catene di sant’Antonio” che minacciano disgrazie se il messaggio non viene inoltrato ad altre persone o gruppi e grandi fortune in caso contrario. Fortunatamente ci sono persone che combattono queste bufale come ad esempio Paolo Attivissimo che ha creato il blog “bufalopedia” (http://bufalopedia.blogspot.it/), un catalogo di indagini antibufala.

SOFIA, TOMMASO,FLAVIO 2 MEDIA

 

 

Il fascismo e la censura

La censura fascista in Italia si ebbe durante  il ventennio tra il 1922 e il 1943, fu basata sulla limitazione della libertà di espressione attraverso il controllo dei nascenti mass media: stampa, radio, parola, fino alla soppressione della libertà di associazione e di religione. La censura era svolta attraverso uno stato di polizia. duxUn altro rafforzamento della censura si verificò con l’avvento delle leggi “fascistissime”  e con la legge sulla stampa,che affermava che i giornali potevano essere diretti e stampati solo da responsabili riconosciuti dallo stato cioè fascisti, in caso contrario sarebbero stati illegali. Ad esempio erano stati censurati perfino i libri di testo scolastici che non seguivano le linee guida del fascismo.
Claudio,Elio e Chiara

Trasmettiamo con la nostra testa o con quella del Duce?

La radio fu inventata da Guglielmo Marconi intorno agli anni ’20 e fu usata dai dittatori come strumento di propaganda nella dittatura nazista, fascista e franchista. Durante la propaganda le notizie venivano filtrate e successivamente trasmesse nelle case. In quanti riuscivano a farsi una reale opinione sui fatti? In quanti riuscivano a capire a pieno le vicende del mondo? La risposta è quasi nessuno. Perchè quasi? Perchè non tutte le radio accettavano di essere censurate e infatti da qua nascono le radio indipendenti contro il regime. All’inizio degli anni sessanta si sviluppa in Europa un fenomeno chiamato pirateria. Questa espressione si riferisce a stazioni che trasmettono sfidando i monopoli, come in Italia che per creare un’alternativa alla programmazione RAI (censurata) infatti nasceranno le radio libere. Dalla metà degli anni ’60 stava montando nei giovani in tutta Europa una voglia di radio, intesa come sorgente di intrattenimento, musica e anche informazione non controllata dai vari governi questa voglia era stata soddisfatta dalle radio pirata (Radio Caroline, Radio Veronica). La Rai, in Italia rispose a questa esigenza lanciando nel proprio palinsesto programmi decisamente di “rottura” alla tradizionale programmazione ingessata: trasmissioni come Bandiera Gialla, Per voi giovani, Alto gradimento, Hit-Parade, Supersonic. Come peraltro fece la BBC con le storiche trasmissioni musicali Ready Steady Go!, Saturday Club o Top Of The Pops. Un’opportunità per i ragazzi italiani di esprimere la loro indipendenza nel trasmettere le notizie, era rappresentata da due radio straniere che trasmettevano in lingua italiana, e che avevano iniziato una programmazione orientata ai giovani e alla musica, era Radio Montecarlo. Era una radio che proponeva un nuovo stile di conduzione vivace, diverso dagli altri. All’inizio degli anni 70′ si crearono le condizioni per la radiofonia privata. Questo faceva seguito alle due contestazioni del 68′ e successivamente del 72′. Nelle rivendicazioni di quegli anni c’era il grande desiderio di crescita della libertà individuale ed anche il desiderio di poter scegliere in autonomia le fonti di informazione. La prima in assoluto ad iniziare le proprie trasmissioni è stata Radio Parma, seguì Radio Milano International e Radio Roma. In pochi anni tutte le frequenze disponibili, almeno nelle grandi città, vennero occupate da decine di radio libere e trasmettevano sulla stessa frequenza. In quel periodo le radio trasmettevano utilizzando una interpretazione della legge allora vietata e quindi erano esposte a denunce e sequestri. Prima trasmettevano tre radio ora trasmettevano più di 100 radio e mentre le trasmissioni musicali sulle radio di stato arrivano due ore al giorno, le radio libere coprivano l’ 80% della programmazione. Naturalmente nessuna radio libera versava i diritti, anche perchè in generale erano autofinanziate e chi vi lavorava, non solo lavorava gratuitamente, ma contribuiva anche ai costi fissi della radio.

Secondo noi la radio è molto cambiata, nessuno ha più censure, nessuno deve creare “radio nascoste” ma le notizie sono in qualche modo “filtrate”, non da nessuno che comanda, ma dai giornalisti stessi. Trasmettono musica, notizie, meteo, giochi… ma non sempre tutto corrisponde alla realtà.

« Amo la radio perché arriva dalla gente / entra nelle case e ci parla direttamente se una radio è libera, ma libera veramente / piace ancor di più perché libera la mente » (da La radio di Eugenio Finardi)

 

Fonti: http://www.broadcastitalia.it/storia%20delle%20radio.htm

https://it.wikipedia.org/wiki/Radio_libere

Guendalina, Beatrice, Sveva, Alisa, Giulia.

simboli e propaganda del fascismo

I SIMBOLI DEL FASCISMO

il Fascismo utilizza dei simboli per distinguersi dagli altri movimenti politici.

i simboli più conosciuti sono

CROCE CELTICA

Il significato più comunemente assegnato a questo simbolo è quello solare, unito ad un significato di tramite e collegamento tra mondo terreno e mondo celeste, dovuto al fatto che sovente l’asse orizzontale viene ricondotto alla rappresen tazione della dimensione terrena mentre quello verticale alla dimensione celeste.

 

AQUILA ROMANA

Nella storia romana antica l’aquila, rappresenta il simbolo del potere di Roma, dell’imperatore e dell’impero. Icona di Giove, padre di tutti gli dei, e dell’esercito, essa identificava la supremazia dell’imperatore di Roma in quanto capo dell’esercito e Pontifex Maximus

 

FASCIO LITTORIO

Il fascio littorio è il simbolo del movimento creato da Benito Mussolini in piazza San Sepolcro a Milano il 23 marzo 1919; comparirà nelle manifestazioni, sulle facciate degli edifici pubblici e nelle più varie guise costituendo il centro di quello che è stato efficacemente definito “il culto del littorio”: dal fascismo movimento passando per il fascismo regime per giungere infine a quello Repubblica Sociale.

 

 

Alessandro,Matilde,Raffaele,Kiril,Giorgia

La gita in un click!

La terza media si sta per concludere e noi abbiamo festeggiato questa chiusura con la gita a Barcellona, come hanno spiegato bene in un articolo le mie compagne Miriana ed Elena. Questa gita è stata caratterizzata da divertimento, allegria e tante, ma tante…FOTO! Eh si, perché la nostra professoressa di Media Education ha avuto la splendida idea di fare un concorso fotografico in cui ognuno di noi che voleva partecipare doveva scattare tante e possibilmente belle fotografie! L’idea è piaciuta a molti di noi e cosi ci siamo subito messi in pratica e sono spuntate fuori tante immagini di cattedrali, stadi, chiese, acquari…insomma ci abbiamo messo molto impegno e dedizione tantoche ne sono uscite fuori ben…78 foto! Un bel numero non credete?!

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Oggi si sono svolte le votazioni per la miglior fotografia eletta una dalla giuria popolare (la nostra classe) e una dalla giuria scientifica (i tre professori che ci hanno accompagnato in gita). Devo dire che la votazione è stata molto difficile, almeno per me, perché tutti si sono impegnati molto da questo impegno sono uscite fuori dei bellissimi scatti!  Ma ci può essere un solo vincitore, seguito poi da un secondo posto e un terzo. Per quanto riguarda la classifica popolare i risultati sono stati i seguenti:

1 Michela, che con la sua foto che ritrae la Fontana dei Colori, si è meritata davvero il primo premio, ovvero un barattolo di caramelle…buone!!39 Oria

2 Valerio, che ha preso il momento perfetto per fotografare una metro che arrivava nella stazione! Tutto questo in bianco e nero, che da “quel” tocco in più! Il premio è stato una foto di tutta la classe durante la gita! Bellissimo ricordo!20 Cioccio

3 Gabriele, che ha voluto “catturare” il momento vissuto allo stadio del Barcellona, dove i maschi si sono divertiti molto! Il premio è stato  uguale a quello del secondo classificato12 G.....

Invece, per quanto riguarda la votazione della giuria scientifica, i risultati sono questi:

1 Marco, che ci ha fatto capire che anche le cose più grand di noi possono essere “prese in mano”. Il premio che ha vinto è stato una tazza con la foto di tutta la classe a Barcellona, di sicuro gli rimarrà un bel ricordo!62 santucci

2 Livia, devo dire che ha fatto una foto veramente interessante, perché rappresenta una vetrata da cui si vede il panorama e poi dall’altra parte della vetrata c’è il riflesso del paesaggio. Come premio ha ricevuto la foto di tutta la nostra classe durante a gita.4 Maggi

3 Teresa, che ha “congelato” un angolo verde di una piazza a Barcellona e devo dire che l’ha fatto anche con molto stile! Quindi si merita il terzo posto: il premio che si porta a casa è lo stesso del secondo classificato!59 Mochi

Siamo giunti alla fine di questo articolo e io vorrei fare i complimenti a tutti i partecipanti che hanno avuto molto fantasia che ha portato a quei bellissimi “click” che ricorderanno per sempre quella che è stata la gita di questi tre anni bellissimi!

COMPLIMENTI!!

Beatrice C., 3 media

 

Ti racconto la gita…

Questa mattina mi sono alzata presto come al solito…ma avevo un dubbio: quanti dei miei compagni sarebbero venuti a scuola? Ieri infatti sono tornati da Barcellona molto tardi (alle due di notte) e quindi ho chiesto sul gruppo WhatsApp della classe chi si sarebbe presentato. L’unica che mi ha risposto positivamente è stata Miriana, che adesso è qui vicino a me nella redazione del Corriere della Rossello a scrivere questo articolo. Vai Miri, ti passo la parola!!

Cattura

Quando mi hai contattata ero ancora in pigiama, pronta (più o meno) a prepararmi per questo lungo lunedì a scuola. Morale della favola: siamo 2 alunne su un totale di 32. Non era mai successo prima!!! Durante la gita abbiamo camminato moltissimo, circa dalle nove del mattino alle sette di sera, senza contare le uscite dopo cena. Non riesco nemmeno a pensare per quanto sono stanca, meno male che c’è Elena qui che mi da una mano a tenermi sveglia!! In verità, al ritorno, saremmo dovuti atterrare a Roma verso mezzanotte, però c’è stato un ritardo che ci ha costretto ad accamparci come “vagabondi” davanti alla porta di imbarco dell’aereo. A questo proposito mi viene in mente una domanda: come mai si dice “imbarcare” e non “inareare”? (Ringraziamo il nostro compagno di classe Luca per l’interessante quesito, postomi ieri durante l’interminabile attesa). La gita in Spagna è stata molto interessante e istruttiva, ma allo stesso tempo divertente, quindi pazzesca. Abbiamo visitato gran parte della città, mi è rimasta molto impressa nella mente La Fontana dei Colori, la Sagrada Familia e Atalanta-Roma, vista in un ristorante italiano, che aveva come proprietario un laziale!! (il momento migliore è stato il goal del CAPITANO!!!).

La prof. di Media Education ha indetto un concorso fotografico sul migliore scatto della gita, che sarà valutato da una giuria popolare (la nostra classe) e da una scientifica (i prof.). Quindi vi diamo appuntamento al prossimo articolo per raccontarvi dell’esito della sfida. Che vinca il migliore!!!

                                                                                                                                                                                                                                                                     Elena & Miriana

1° Viaggio sulla luna

Il primo allunaggio venne effettuato il 20 Luglio 1969 da Neil Amstrong, comandante della missione Apollo 11. Amstong segnò  la fine di una “gara spaziale” tra URSS e Stati Uniti d’America ispirata alla guerra fredda. L’equipaggio dell’Apollo 11 lasciò una targa di acciaio inossidabile, per commemorare lo sbarco e dare informazioni sulla visita di ogni altro essere umano e non. Sulla targa c’è scritto:

(EN)

“here men from the Planet Earth first set foot upon the moon. July 1969 A.D. We came in peace for all mankind”

(IT)

“qui uomini del pianeta Terra posero piede sulla Luna per la prima volta, Luglio 1969 d.c. Siamo venuti in pace , a nome di tutta l’umanità”

La targa raffigura i due emisferi del pianeta Terra, ed è firmata dai tre astronauti (Armstrong, Collins e Aldrin) e dall’allora presidente degli Stati Uniti d’America Richard Nixon. Nel 2001 Philippe Lheureux pubblicò un libro, che sosteneva che le foto prese dagli astronauti statunitensi sulla Luna erano in realtà dei falsi realizzati sulla Terra. Lui diceva di aver riscontrato diversi anomalie nelle foto diffusa dalla NASA e nonostante esistano delle prove concrete sullo sbarco dell’Apollo, l’argomento continua a suscitare accese polemiche. Secondo molti però le prove sarebbero state falsificate dalla NASA e le foto e i video fatti in studio con effetti speciali.

gruppo video.

Faggin e gli altri illustri sconosciuti italiani nella storia

Molti italiani furono spesso in prima fila per le nuove scoperte, nel bene e nel male…
alcuni di questi personaggi furono:

Federico Faggin che inventò il primo microprocessore del mondo ovvero Intel 4004, il microprocessore fu anche utilizzato su delle sonde spaziali  e permise anche di costruire computer più piccoli e meno ingombranti quando invece prima erano grandi come una stanza; nel 1986 Faggin fondò “Synaptics” La prima ditta che sviluppò i primi touchpad e touchscreen. Il 19 Ottobre 2010 ha ricevuto la medaglia nazionale per la Tecnologia e l’Innovazione direttamente dalle mani del Presidente degli Stati Uniti d’America: Barak Obama.

Prima di poco tempo fa neanche noi sapevamo dell’esistenza di Faggin ne siamo venuti a conoscenza grazie a delle schede didattiche che ci sono state date dalla nostra professoressa. Nelle due pagine di testo abbiamo appreso la sua importanza nella storia di Internet.

Un altro personaggio decisamente importante fu Antonio Meucci che il 7 Marzo 1786 inventò il telefono cosiddetto telettrofono.

Antonio Meucci.jpg

Meucci non si limitò solo all’invenzione del telettrofono, ma propose numerose innovazioni tra cui le candele steariche, oli per vernici e pitture, bevande frizzanti, condimenti per pasta e una tecnica per ottenere pasta cellulosica di buona qualità.