Non tagghiamo l’Uomotaggo!

9 Febbraio è il giorno del Safer Internet Day. I ragazzi pensano che il proprio mondo viaggi attraverso il Web: video da condividere, youtubers da ascoltare, amori da sognare, amicizie da trovare… internet è uno strumento che ci permette di comunicare con tutti e ovunque ma, come tutti i pregi c’è un punto debole e supereroi possono trasformarsi in super-errori.

uomo-taggohttps://youtu.be/9vrKdhRBkfo : questo è il video che riguarda SIDl’uomo taggo, “colui che viveva taggando” anche senza chiedere l’autorizzazione della persona presente nel video o nella foto.

http://www.generazioniconnesse.it/: su questo sito si possono trovare molte informazioni utili per non cadere nelle trappole di Internet. Generazioni connesse ha sviluppato sette personaggi che si trasformano in super-errori: Chat Woman, l’ Uomo Taggo, Silver Selfie, l’ Incredibile URL, Tempestata, la Ragazza Visibile e il Postatore Nero.

La nostra riflessione: secondo noi, questo super errore è stato d’esempio per non sbagliare più. Infatti, taggare persone senza chiedere l’autorizzazione è un cosa “Super Sbagliata”.

super errori

Elaine, Costanza, Beatrice, Luca, Deepraj

III media

 

 

Carta di Bellaria: un articolo interessante

LA CARTA DI BELLARIA, IL MEDIA EDUCATOR E LE ELEZIONI

La Carta di Bellaria è un documento negoziato e sottoscritto da rappresentanze politiche, educatori e operatori che ha la finalità di regolamentare i criteri, le prassi, gli standard qualitativi e i riferimenti deontologici e legislativi a cui devono rispondere i percorsi progettuali e i prodotti di Media Education. La Carta si propone di promuovere e sostenere la Media Education e la salvaguardia dei valori umani, indicandone strumenti e strategie operative nell’alfabetizzazione ai linguaggi mediali. Propone anche la creazione di una figura professionale che operi all’interno delle scuole e fuori da esse, esperta di educazione e di comunicazione e capace di coordinare le attività che riguardano l’uso dei media e delle nuove tecnologie. Fra le proposte della Carta troviamo:

  • Il collegamento in rete di tutti gli educatori e le realtà che lavorano in ambito educativo con i media
  • la nascita di un Osservatorio Interuniversitario per la Media Education
  • la costituzione di un Archivio Nazionale delle Esperienze di Media Education
  • l’ accreditamento della figura del media educator nella scuola e nell’extrascuola come profilo professionale nuovo
  • l’impegno da parte delle università alla predisposizione di percorsi formativi specifici
  • l’impegno da parte del Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca (MIUR) ad avviare una riflessione attenta sugli spazi didattici per la Media Education all’interno della programmazione scolastica
  • l’impegno da parte dei ministeri competenti (Affari sociali, Sanità, Pari opportunità) a farsi carico di valorizzare e promuovere iniziative attive di educazione ai, con e attraverso i media per il sostegno e il recupero della persona in situazione di malattia o disagio.
  • L’impegno da parte delle emittenti e le imprese produttive che operano nel settore dei media ad integrare nei loro organici figure competenti sul rapporto tra media e processi formativi

Sembra che a distanza di 10 anni molti degli obiettivi dichiarati nella carta di Bellaria siano restati inattuali, pur restando ancora estremamente validi. Sarebbe interessante sottoporre subito il testo della presente Carta, unitamente al testo dell’AIART sull’introduzione della Media Education nelle scuole, a tutti coloro che si stanno candidando a rappresentarci politicamente nelle sedi Regionali e Nazionali, per vedere chi, prima delle elezioni politiche e amministrative, sottoscrive questi documenti e prende impegni concreti al riguardo. L’occasione è da prendere al volo.

Fonte integrale http://www.aiart.org/ita/web/item.asp?nav=4956

Beatrice M,Costanza,Giulia DM

Intervista a MALALA

"Un bambino, una maestra, un libro e una penna possono cambiare il mondo"

“Un bambino, una maestra, un libro e una penna possono cambiare il mondo”

Giornalista: Buona sera Malala mi chiamo Irene e faccio parte della redazione del Corriere della Rosello. Posso farti alcune domande?

Malala: Ma certo cosa vuoi sapere?

Giornalista: La mia prima domanda è: dove hai preso tutta questa forza per esprimerti?

Malala: L’ho presa dalla voglia di dare una mano e di far capire alle persone come dare una mano al prossimo

Giornalista: Un’altra domanda i tuoi genitori erano d’accordo con questa tua decisione di opporsi o avevano paura delle conseguenze per la tua salute?

Malala: I miei genitori mi sono sempre stati vicini e mi hanno sostenuto, ma avevano paura per quello che mi potevano fare i Talebani è come hai detto tu temevano della mia salute.

Giornalista: Molto interessante, una domanda un po’ stupida chi ti ha dato una mano a scrivere il tuo discorso?

Malala:  Principalmente i miei genitori

Giornalista: Un ultima domanda: cosa pensavi appena ti hanno sparato? È da quel momento che hai deciso di dare il tuo aiuto?

Malala: Non saprei risponderti perché in quel momento ero sotto shock, posso solo dirti che stavo pregando per la paura di morire. No non da quel momento ho capito giá precedentemente lo volevo fare, no da quel momento ho capito che la mia sarebbe stata una grossa guerra da cOmbattere.

Giornalista: Affascinante grazie per avermi dedicato un po’ del suo tempo

Malala: È stato un piacere parlare con lei.

Irene III media

Dichiarazione Diritti Umani e Diritti Online

Confrontando la Dichiarazione dei diritti umani con i diritti online, possiamo trovare alcune similitudini.

Per esempio confrontando l’articolo 24 della Dichiarazione dei diritti umani con l’articolo 3 dei diritti online (ho il diritto di partecipare, divertirmi e trovare tutte le informazioni adeguate alla mia età). Possiamo dire che sono due articoli che si completano a vicenda e che riteniamo giusti, perché dicono che abbiamo il diritto di divertirci, riposarsi, di trovare tutte le informazioni adatte alla nostra età e di non essere sfruttati. Ovviamente sempre rispettando le persone che ci stanno intorno. Confrontando sempre l’articolo 3 dei diritti online con l’articolo 27 della Dichiarazione dei Diritti umani. Osserviamo, che entrambi vogliono esprimere il concetto che ogni cittadino deve essere partecipe della vita culturale e deve essere consapevole di ciò che lo circonda. Ma che significa essere cittadini nella società di oggi? Noi oggi siamo cittadini d’Italia, d’Europa, del mondo e anche dei media.

Paragonando la prima parte dell’articolo 20 della Dichiarazione dei diritti umani con il 4 dei diritti online (ho il diritto di esprimermi liberamente quando sono online sempre nel rispetto degli altri). Pensiamo che partecipando liberamente ai social network bisogna esprimere la propria opinione, sempre onorando la libertà degli altri. Riferendoci alla famosa frase di Martin Luther King noi dobbiamo rispettare la libertà degli altri ovunque,anche sul web.

Confrontando l’articolo 3 della Dichiarazione dei diritti umani con il 1 dei diritti online(ho il diritto di proteggere  la mia identità  online). Possiamo dire che la sicurezza di ogni individuo e’  molto importante. E che devo proteggere la mia identità  non solo su internet ma nella vita di tutti i giorni.

-Gruppo video IIIB-