Carta dei diritti internet

“Il 28 luglio 2015 la presidente della Camera Laura Boldrini ha presentato la Dichiarazione dei diritti in internet, documento fondamentale per garantire a ciascun individuo l’esercizio di una cittadinanza digitale attiva nel rispetto della libertà, della dignità e della diversità di ogni persona…”(clicca qui per continuare a leggerla sul sito dei generazioni connesse)

La situazione nel nostro mondo

“La legge non deve stabilire che pene strettamente ed evidentemente necessarie e nessuno può essere punito se non in forza di una legge stabilita e promulgata anteriormente al delitto e legalmente applicata”

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Siamo pienamente d’ accordo con questo articolo perché tutti siamo uguali e abbiamo gli stessi diritti, gli stessi doveri e le stesse pene. Ad esempio se ci sono due criminali e se uno dei due è amico di un magistrato non puoi dare al tuo amico 5 anni di carcere e all’altro 10, oppure legiferare a discapito di qualcuno, solo perché  non hai con lui legami di amicizia. Ogni cittadino deve essere certo che verrà sottoposto a delle pene identiche a quelle che verrebbero sottoposte agli altri cittadini indipendentemente dalla posizione che occupa nella società. Macosapuò succedere quando si vedono calpestati i propri diritti?

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Barricate per le strade, auto incendiate e assalti ai negozi. Quindi scontri con la polizia in vari punti di Parigi e agenti che hanno lanciato lacrimogeni e manganellato i manifestanti. Il corteo per la terza manifestazione dei gilet gialli nella capitale francese, si è trasformato per il secondo sabato di seguito in una guerriglia diffusa in tutta la città. Partito come pacifico, tale è rimasto per la maggior parte delle migliaia di manifestanti: ma la situazione in molte parti del corteo è degenerata con atti di vandalismo probabilmente provocati da casseurs infiltrati. Tanto che in serata sono state evacuate le Galerie Lafayette e i grandi magazzini Printemps per motivi di sicurezza. Il raduno per i manifestanti, che da oltre 10 giorni protestano contro il caro benzina, era previsto per le 14, ma già dalle prime ore della mattina sono cominciati ad arrivare i casseurs (letteralmente coloro che rompono), che si sono rifiutati di farsi perquisire e hanno tentato di sfondare i posti di blocco.

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Edoardo L,Matteo,Edoardo S,Niccolò

Legge Basaglia e la follia al di là del cancello

Fino agli anni `70 in Italia esistevano i manicomi, strutture nelle quali venivano confinati i cosiddetti “malati di mente”. I pazienti erano costretti a restarvici fino al momento della loro guarigione, evento che raramente avveniva. Le indagini parlamentari svolte in previsione della chiusura di queste strutture, stabilirono che troppo spesso chi vi viveva veniva sottoposto a pratiche violente, vessazioni o al furto di ogni bene personale o del proprio essere, (metodi aggressivi e cruenti per curare il folle venivano spesso utilizzate somministrazioni di grandi dosi di farmaci e terapie di elettroshock). Il 13 Maggio 1978 la situazione cambia: la legge n°180, conosciuta con il nome del suo promotore, lo psichiatra Franco Basaglia (lo psichiatra Bruno Orsini fu l’estensore materiale della legge), ha stabilito la chiusura degli istituti psichiatrici, il riconoscimento ai malati del diritto ad un`adeguata qualità della vita, la regolamentazione del trattamento sanitario obbligatorio e l’istituzione di servizi di igiene mentale pubblici. Secondo Basaglia la psichiatria tradizionale, responsabile della creazione dei manicomi, era concentrata soltanto sulle basi organiche della malattia, trascurando l`origine sociale dei disturbi psichici. Lo psichiatra avrebbe dovuto invece sottolineare l`origine sociale dei disturbi psichici e impegnarsi politicamente per trasformare la società. L’introduzione di questa legge aveva dunque l’obbiettivo di ammodernare l’assistenza psichiatrica creando dei rapporti più umani tra i pazienti e la società con la conseguenza di riconoscere totalmente i diritti e la necessità di una vita di qualità dei soggetti affetti da disturbi mentali. Attualmente le strutture dedicate all`assistenza psichiatrica sono i Dipartimenti di salute mentale istituiti principalmente presso le strutture delle ASL. Queste strutture assicurano le attività di prevenzione, cura, riabilitazione e reinserimento del malato mentale. Ognuna di esse per soddisfare le molteplici esigenze dei pazienti, offre diverse tipologie basilari di assistenza: innanzitutto vi sono i Centri di salute mentale e gli ambulatori, che si occupano dell`assistenza territoriale e domiciliare. Poi i Servizi psichiatrici di diagnosi e cura, i Day hospital, che forniscono le cure in regime di ricovero, e i Centri diurni che si occupano degli interventi socio-riabilitativi in regime semiresidenziale. Le Strutture residenziali offrono infine gli interventi terapeutico-riabilitativi in regime di permanenza temporale.

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https://it.m.wikipedia.org/wiki/Legge_Basaglia

http://www.legge180.it

 

Un importante traguardo: i diritti fondamentali per donne e bambini

Riguardo la tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti sono stati raggiunti molti traguardi, per proteggere da ogni forma di sopraffazione, di abuso, di violenza, di sfruttamento e discriminazione. Tutto ciò si può verificare nella “Convezione sui diritti dell infanzia”e nell’istituzione del “Comitato per i diritti dell infanzia”. Allo stesso modo per le donne sono stati molte le iniziative intraprese per i loro diritti, assolutamente importanti e fondamentali. Nell’ Art.1 della convenzione sull’eliminazione  di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne, si dichiara proprio questo. E definisce questa emarginazione come ogni tipo di distinzione, esclusione o limitazione basata sul sesso, che abbia l’ effetto o lo scopo di compromettere il riconoscimento […] da parte delle donne[…]. L’ intento di queste norme è ammirevole ma ci si domanda come sia stato possibile doverlo scrivere e stabilire davanti a una categoria di diritti che tutti dovremmo avere, fin dalla nascita e per tutta la vita.                                                    I diritti contenuti nella Convenzione possono essere classificati in tre diverse categorie, in relazione al tipo di azioni che sono richieste allo stato: un primo gruppo di norme accordano un diritto specifico e riguardano i diritti civili e politici; altre richiedono che lo stato usi misure adeguate di carattere discriminatorio; altre ancora impongono agli stati di svolgere azioni volte al raggiungimento di un certo fine, soprattutto rispetto al possesso dei diritti economici e sociali.

I bambini e gli adolescenti, per la loro giovane età e per la loro particolare condizione di vulnerabilità, hanno bisogno di protezione e di una tutela particolare, che può avvenire solo attraverso una rivisitazione dei diritti degli adulti. È a questa età che si pongono le basi per la realizzazione della vita da adulto ed è proprio per assicurare la possibilità di diventare un adulto felice, realizzato e responsabile, che diventa, fondamentalmente, garantire un’infanzia libera da problemi e preoccupazione ai propri figli .

La loro condizione di vulnerabilità, tuttavia, li rende oggetto di violenze di ogni tipo, riconducibili ai comportamenti degli adulti. Nonostante sia ampiamente riconosciuta l’importanza dei diritti dei bambini e degli adolescenti, e la Convenzione sia stata ratificata in oltre 190 paesi nel mondo, ancora oggi bambini e adolescenti, che vivono in condizione di grave trascuratezza, sono vittime di violenze e abusi, emarginati e discriminati, e questo non accade solo nei Paesi più poveri.

L’Italia è tra i paesi con il tasso di povertà infantile più elevato: circa 1.750.000 bambini e adolescenza vivono in povertà.

la Convenzione ONU dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza venne approvata dall’Assemblea nazionale delle nazioni unite il 20 novembre 1989; essa enuncia per la prima volta i diritti fondamentali che devono essere riconosciuti e garantiti a tutti i bambini e a tutte le bambine del mondo.

La Convenzione prevede anche il controllo sull’operato degli stati, che devono presentare a un Comitato indipendente un rapporto periodico sull’attuazione dei diritti dei bambini e degli adolescenti sul proprio territorio.

La convenzione è rapidamente divenuta il trattato in materia dei diritti umani con il maggior numero di ratifiche da parte degli stati: ad oggi sono ben 196 gli stati che fanno parte della Convenzione. Quest’ultima è composta da 54 articoli e da 3 protocolli opzionali (sui bambini in guerra, sullo sfruttamento sessuale, sulla procedura per i reclami.

Alcuni dei diritti fondamentali che possono essere dichiararti dalla Convenzione sono:

  • Il diritto di esistere: dà ad ogni bambino la possibilità di essere se stesso, di crescere e svilupparsi senza nessuna discriminazione.
  • Il diritti all’istruzione: tutti i bambino e adolescenti hanno il diritto di andare a scuola e di ricevere un’istruzione , inclusi i bambini disabili, a seconda della propria cultura di origine i di adozione e nella propria lingua. La scuola ha l’obbligo di rispettare i diritti e la dignità di ogni bambino, e dovrebbe favorire lo sviluppo della personalità, delle qualità e attitudini mentali e fisiche del bambino e dell’adolescente, preparandolo alla vita adulta e incoraggiandolo al rispetto per i propri genitori , per la propria dignità, identità, lingua e valori, propri e altrui.
  • Il diritto ad una famiglia: ogni bambino e adolescente ha diritto ad a vere genitori che lo guidino nel percorso di crescita. La famiglia dovrebbe rappresentare il primo luogo di protezione della violazione dei diritti, e i genitori dovrebbero essere i primi ad agire a favore del loro figlio.  Il bambino non dovrebbe essere separato dal genitore contro la sua volontà; tuttavia, numerosi nel mondo sono i casi di bambini abbandonati e privati della loro famiglia di origine, i quali facilmente diventano vittime di violenza e sfruttamento.
  • Il diritto di esprimersi: tutti i bambini e gli adolescenti dovrebbero avere il diritto di esprimersi, di essere ascoltati, di partecipare alle decisioni che riguardano la famiglia, la scuola e la vita quotidiana. Questo non vuol dire che bisogna sempre fare quello che essi vogliono, ma che si deciderà dopo avergli spiegato di cosa si discute.
  • Il  diritto alla protezione: ogni bambino e adolescente ha il diritto di essere protetto da ogni forma di violenza e maltrattamento, fisico e morale. Ogni giorno milioni di bambini sono sfruttati o vittime di violenza: 246 milioni al mondo sono costretti a lavorare per sopravvivere e 120 milioni vivono per strada, lavorano, mendicano o devono rubare per poter mangiare.
  •  Il diritto alla salute: ogni bambino e adolescente ha il diritto di crescere in buone condizioni di salute durante l’infanzia e l’adolescenza per permettergli di andare a scuola, giocare e esprimersi.

Per quanto riguarda le donne invece, anch’esse hanno il diritto di godere degli stessi diritti, pari agli uomini. Tuttavia anche tuttora in alcuni paesi le donne vengono ancora ritenute inferiori rispetto al genere maschile. Nonostante questi casi  oggi le donne sono parte integrante della società, basti pensare a grandi esponenti molto noti. Esse svolgono lavori pari a quelli degli uomini e sono finalmente, in parte, rispettate . E’ certo che i femminicidi e atti di denigrazione e violenza non sono poco frequenti, ma proprio per questo sono intervenuti e intervengono associazioni (ONU) che tramite le Convenzioni tutelano e aiutano le donne e i bambini, in situazioni difficili.

 

Flaminia,Elena,Sofia,Gregorio

I diritti del fanciullo

Tra la fine dell’ottocento l’inizio del novecento furono introdotte le prime leggi a tutela dell’infanzia.

Fra queste vorremmo parlarvi della Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo, approvata da l’Assemblea Generale delle Nazioni unite il 20 novembre 1959.

Per redigerla la Società delle Nazioni si riferì alla Carta dei Diritti del Bambino scritta nel 1923 da Eglantyne Jebb, dama della Croce rossa, la quale fondò Save the Children nel 1919. Successivamente, con l’istituzione dell’ONU, la dichiarazione è stata approvata il 20 novembre 1959 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e revisionata nel 1989, quando ad essa ha fatto seguire la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia.

Ecco qua i principi completi.

Principio primo: il fanciullo deve godere di tutti i diritti enunciati nella presente Dichiarazione. Questi diritti devono essere riconosciuti a tutti i fanciulli senza alcuna eccezione, senza distinzione e discriminazione fondata sulla razza, il colore,il sesso, la lingua la religione od opinioni politiche o di altro genere, l’origine nazionale o sociale, le condizioni economiche, la nascita, od ogni altra condizione sia che si riferisca al fanciullo stesso o alla sua famiglia.

Principio secondo: il fanciullo deve beneficiare di una speciale protezione e godere di possibilità e facilitazioni, in base alla legge e ad altri provvedimenti, in modo da essere in grado di crescere in modo sano e normale sul piano fisico, intellettuale, morale, spirituale e sociale in condizioni di libertà e di dignità. Nell’adozione delle leggi rivolte a tal fine la considerazione determinante deve essere del fanciullo.

Principio terzo: il fanciullo ha diritto, sin dalla nascita, a un nome e a una nazionalità

Principio quarto: il fanciullo deve beneficiare della sicurezza sociale. Deve poter crescere poter svilupparsi in modo sano. A  tal fine devono essere assicurate a lui e alla madre le cure mediche e le protezioni sociali adeguate, specialmente nel periodo precedente e seguente alla nascita. Il fanciullo ha diritto ad una alimentazione, ad un alloggio, a svaghi e a cure mediche adeguate.

Principio quinto: il fanciullo che si trova in una situazione di minoranza fisica, mentale o sociale ha diritto a ricevere il trattamento, l’educazione e le cure speciali di cui esso abbisogna per il suo stato o la sua condizione.

Principio sesto:il fanciullo, per lo sviluppo armonioso della sua personalità ha bisogno di amore e di comprensione. Egli deve, per quanto è possibile, crescere sotto le cure e la responsabilità dei genitori e, in ogni caso, in atmosfera d’affetto e di sicurezza materiale e morale. Salvo circostanze eccezionali, il bambino in tenera età non deve essere separato dalla madre. la società e i poteri pubblici hanno il dovere di aver cura particolare dei fanciulli senza famiglia o di quelli che non hanno sufficienti mezzi di sussistenza. E’ desiderabile che alle famiglie numerose siano concessi sussidi statali o altre provvidenze per il mantenimento dei figli.

Principio settimo: il fanciullo ha diritto a una educazione, che, almeno a livello elementare deve essere gratuita e obbligatoria. Egli ha diritto a godere di una educazione che contribuisca alla sua cultura generale e gli consenta, in una situazione di eguaglianza e di possibilità, di sviluppare le sue facoltà, il suo giudizio personale e il suo senso di responsabilità morale e sociale, e di divenire un membro utile alla società. Il superiore interesse del fanciullo deve essere la guida di coloro che hanno la responsabilità della sua educazione e del suo orientamento; tale responsabilità incombe in primo luogo sui propri genitori. Il fanciullo deve avere tutte le possibilità di dedicarsi a giuochi e attività ricreative che devono essere orientate a fini educativi; la società e i poteri pubblici devono fare ogni sforzo per favorire la realizzazione di tale diritto.

Principio ottavo:in tutte le circostanze, il fanciullo deve essere fra i primi a ricevere protezione e soccorso.

Principio nono: il fanciullo deve essere protetto contro ogni forma di negligenza, di crudeltà o di sfruttamento. Egli non deve essere sottoposto a nessuna forma di tratta. Il fanciullo non deve essere inserito nell’attività produttiva prima di avere raggiunto un’età minima adatta. In nessun caso deve essere costretto o autorizzato ad assumere un’occupazione o un impiego che nuocciano alla sua salute o che ostacolino il suo sviluppo fisico, mentale o morale.

Principio decimoil fanciullo deve essere protetto contro le pratiche che possono portare alla discriminazione razziale, alla discriminazione religiosa e ad ogni altra forma di discriminazione. Deve essere educato in uno spirito di comprensione, di tolleranza, di amicizia fra i popoli, di pace e di fratellanza universale, e nella consapevolezza che deve consacrare le sue energie e la sua intelligenza al servizio dei propri  simili.

 

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Per concludere crediamo che questa immagine valga più di mille parole per farci capire le pessime condizioni in cui vivono molti bambini in determinate zone del mondo, ecco perchè la carta dei diritti del fanciullo  crediamo sia indispensabile per tutelare i diritti dei bambini.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lorenzo, Gianmaria, Michelangelo

 

 

Fonte (Italia adozioni)

La difesa dei diritti Umani

Da sempre filosofi, politici e studiosi del diritto hanno approfondito i problemi che rigiuardano i “diritti umani”.
Ogni diritto è molto importante, ma tra i principali ci sono quelli definiti “Naturali”. Questi diritti sono considerati, tutt’oggi, inviolabili, inalienabili e imprescrittibili da ogni uomo. Inoltre identificano l’uguaglianza tra tutti gli uomini.

Filosofi, esperti di diritto e pensatori politici fecero diversi documenti che enunciarono i diritti umani fondamentali chiamati “Dichiarazioni”.
Qui ci sono scritti i principi fondamentali come l’ ugualianza fra gli uomini, la vita, la libertà, e la sicurezza della persona.
Adesso i diritti principali del’ uomo e del cittadino sono ad esempio i diritti:
-civili (ad esempio la libertà di pensiero e di parola)-politici (ad esempio il diritto di voto)
-economici (ad esempio il diritto ad avere un lavoro e ad avere un’ adeguata retribuzione)
-sociali (ad esempio il diritto alla salute, all’assistenza in caso di infortunio o di vecchiaia…)
-culturali (ad esempio il diritto all’ istruzione).
Proprio perchè “umani” e appartenenti a tutti gli uomini, i diritti devono essere universali e valere su scala mondiale: per questo devono essere tutelati in tutto il pianeta.
“La nostra visione dell’ umanità deve estendersi oltre i confini nazionali, i diritti umani devono essere soddisfatti ovunque con la stessa serietà e con lo stesso impegno”. “I principi e la protezione dei diritti umani devono inclusi nelle regole e nelle istituzioni della globalizzazione”.
In questo senso, oggi si parla di diritti globali.

Leonardo, Marco e Tommaso

IL LAVORO COME DIRITTO E COME DOVERE

Questo articolo sottolinea l’importanza del lavoro come diritto e come dovere: come diritto in quanto la Repubblica riconosce a tutti il diritto al lavoro, perciò il lavoro è visto come un diritto fondamentale ; come dovere in quanto ognuno ha il dovere di svolgere un lavoro adatto alle proprie possibilità e scelte, e si può provvedere al sostentamento di se stessi e della propria famiglia, ma nello stesso tempo hanno il dovere di svolgerlo nel migliore dei modi per far progredire la società a cui appartengono.”L’obiettivo del lavoro è contribuire al progresso materiale e spirituale della società”.  Il dovere del lavoro non costituisce un obbligo giuridico, quindi lo Stato non può punire chi non lavora.Il lavoro oltre a contribuire al benessere della società deve formarci come persone.

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Noi pensiamo che ogni persona , sia uomo che donna, abbia il diritto/dovere di trovare un lavoro che gli permetta di realizzarsi e mantenersi.Ci rendiamo conto che lo Stato non possa garantire il lavoro a tutti, ma gli interventi pubblici dovrebbero avere come obiettivo la riduzione delle imposte che consenta alle imprese d’investire nell’occupazione.

L’uguaglianza tra i cittadini

L’articolo 3 della Costituzione Italiana:”Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali…” esplicita che ogni uomo e ogni donna sono uguali davanti alla legge senza distinzioni e stabilisce l‘UGUAGLIANZA TRA I CITTADINI e lo Stato ha il compito di rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà tra i cittadini.

Il principio di uguaglianza costituisce i diritti della persona: cioè di essere considerata come gli altri.

Esistono: l‘UGUAGLIANZA FORMALE e SOSTANZIALE;

L‘uguaglianza formale (o giuridica) vale per i cittadini considerati come soggetti astratti di diritti e doveri. La Costituzione Italiana prevede la rimozione degli ostacoli che impediscono lo sviluppo della persona;

L’uguaglianza sostanziale si manifesta con la partecipazione di tutti senza distinzione dalla vita sociale, economica e politica. Lo stato deve favorire il diritto/dovere di partecipare alla vita comune.

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Secondo noi questo articolo serve per  ricordarci quanto sia importante il rispetto dell’uguaglianza tra persone di diverse religioni, razze, sesso…

 

Irene, Alessandro, Gabriele.

la dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino

Il 10 dicembre 1948 l’assemblea generale delle nazioni unite approvò proclamo la dichiarazione dei diritti umani in 5 lingue: Inglese, Spagnolo, Francese, Russo e Cinese. In esse si stabilisce i diritti e la libertà che appartengono a tutti gli individui delle famiglie umane e che sono alla base delle giustizie e della pace. Onesti diritti devono essere protetti da norme per non cadere nella tirannia e nell’oppressione.

La dichiarazione ha avuto il merito e il fine di promuovere l’insegnamento, l’educazione e il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali e inalienabili.

L’articolo che preferiamo è il numero 1 che racchiude l’essenza della Dichiarazione stessa:

“tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali. Sono dotati di ragione e coscienza e

devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fraternità.

Questo significa che tutti noi abbiamo una serie di possibilità e di diritti che però dobbiamo esercitare nel rispetto dell’altro e per il principio di uguaglianza. L’unica lotta ammessa è quella che facciamo per fare in modo che questi diritti, preesistenti alla legge scritta, siano riconosciuti da chiunque.

Gli articoli 4-5-6-7-8 della dichiarazione dei diritti dell’ uomo e del cittadino parlano delle libertà che possiede l’uomo.  La libertà dell’ uomo consiste nel poter fare tutto ciò non nuoce ad altri. La legge ha il diritto di proibire le azioni nocive alla società, e quindi tutto ciò che non proibisce la legge non può essere impedito.

La legge è l’espressione della volontà generale.

Nessun uomo può essere accusato o arrestato se non nei casi contemplati dalla legge e secondo le forme che essa prescrive.

La legge non deve stabilire che le pene necessarie a punire gli atti.

 

 

 

Conoscere e rispettare le leggi dello Stato e, in particolare, la legge fondamentale su cui esso si fonda: la Costituzione

Conoscere e rispettare le leggi è sempre stato ed è tuttora importantissimo!

La conoscenza dello Stato è fondamentale per una vita migliore tra cittadini. Le leggi sono uguali per tutti; ogni Stato deve avere un proprio governo, dei confini ed essere unito.

Tutto si fonda sulla Costituzione. La Costituzione è una legge superiore che esplicita i diritti e i doveri dei cittadini di uno Stato e sulla quale si fondano tutte le altre leggi.

La Costituzione contiene gli “ARTICOLI SU CUI SI FONDA LA VITA SOCIALE DEI CITTADINI ITALIANI”, che spiega i diritti e i doveri dei cittadini e va assolutamente rispettata.

Nata nel 25 giugno del 1946 la dobbiamo ai “padri costituenti” e lo possiamo vedere in questo video:

FILIPPO, IRENE, PIETRO.