IL LAVORO COME DIRITTO E COME DOVERE

Questo articolo sottolinea l’importanza del lavoro come diritto e come dovere: come diritto in quanto la Repubblica riconosce a tutti il diritto al lavoro, perciò il lavoro è visto come un diritto fondamentale ; come dovere in quanto ognuno ha il dovere di svolgere un lavoro adatto alle proprie possibilità e scelte, e si può provvedere al sostentamento di se stessi e della propria famiglia, ma nello stesso tempo hanno il dovere di svolgerlo nel migliore dei modi per far progredire la società a cui appartengono.”L’obiettivo del lavoro è contribuire al progresso materiale e spirituale della società”.  Il dovere del lavoro non costituisce un obbligo giuridico, quindi lo Stato non può punire chi non lavora.Il lavoro oltre a contribuire al benessere della società deve formarci come persone.

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Noi pensiamo che ogni persona , sia uomo che donna, abbia il diritto/dovere di trovare un lavoro che gli permetta di realizzarsi e mantenersi.Ci rendiamo conto che lo Stato non possa garantire il lavoro a tutti, ma gli interventi pubblici dovrebbero avere come obiettivo la riduzione delle imposte che consenta alle imprese d’investire nell’occupazione.

La persona GIURIDICA

Per persona giuridica  s’intende un’entità astratta, formata da un insieme di persone o di beni, che l’ordinamento giuridico considera in un modo unitario come “soggetto di diritto”. Ed è un insieme di persone fisiche e di beni destinati ad uno scopo, che l’ordinamento giuridico considera in modo unitario “soggetto” diritto.
Gli uomini, spesso, per il conseguimento di determinati obbiettivi o scopi trascendono la vita sociale e la possibilità di singoli individui e vanno a costituire organismi unitari composti da persone e beni che il nostro ordinamento giuridico riconosce come persone giuridiche, quindi vengono anch’esse considerate soggetti di diritto.
Il concetto di persona giuridica è stata introdotta nel nostro ordinamento di recente e più precisamente verso la metà del secolo scorso (XIX), a quel tempo infatti venivano considerati soggetti del diritto solo le persone fisiche. La persona giuridica si definisce come un complesso organizzato di persone e di beni che per il conseguimento di uno scopo permanente e di interesse collettivo viene riconosciuta dal nostro ordinamento giuridico come soggetto del diritto, avente una propria capacità giuridica e un proprio patrimonio e che agisce per mezzo di persone fisiche che rappresentano gli organi della persona giuridica (è un soggetto impersonale), per esempio il presidente della Repubblica è un organo dello Stato (per giuridico per eccellenza mentre tutte le altre persone giuridiche poste all’interno derivano il loro riconoscimento e l’esistenza da esso. Gli elementi costitutivi ( o presupposti materiali ) per l’ esistenza della persona giuridica:una pluralità di persone, un  patrimonio autonomo,uno scopo lecito e determinato per la realizzazione di interessi scientifici,artistici,commerciali, di beneficenza,ma i primi due elementi non concorrono necessarimente o non si presentano allo stesso modo importanti.

 Penelope,Arturo,Federico

Articolo 4 della Costituzione della Repubblica Italiana

ARTICOLO 4 DELLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”.

Il valore del lavoro affermato nell’articolo 1 e ripreso anche nel 3, dove è riproposto come elemento fondante della libertà e della dignità di ogni individuo, oltre che della coesione sociale e dell benessere di tutta la comunità. Il lavoro per ciò è visto come un diritto fondamentale di ogni cittadino perché attraverso di esso si può provvedere al sostentamento di se stessi e della propria famiglia.

 

 

 

Leonardo e Aurelio

Coltan e Povertà

Molti pensano che le guerre africane siano la causa di conflitti tribali, ma non è così. Quasi nessuno lo sa, ma questo minerale è la causa principale della guerra che ha ucciso più di quattromila persone in Congo, ed è oggi uno dei componenti fondamentali dei nostri cellulari, un metallo più prezioso dei diamanti. Il coltan è un minerale duro e resistente al calore e alla corrosione. La denominazione di coltan deriva dall’abbreviazione di due minerali: la columbite e tantalite. L’aspetto più inquietante della questine è nel fatto che il coltan si estrae dalle miniere del nord-est della Repubblica democratica del Congo. Per porre fine a queste stragi , il consiglio di sicurezza dell’Onu, il 29 novembre 2010, ha adottato la risoluzione 1952.

Le persone, a volte, non si rendono conto di tutto lo spreco causato dalla poca attenzione che mettono quando buttano i rifiuti… Se tutti noi facessimo più attenzione alla raccolta differenziata, riusciremmo a diminuire il numero di persone povere.Risultati immagini per coltan sfruttamento minorile La povertà è la condizione di singole persone o gruppi umani nel loro complesso, che si trovano ad avere, per ragioni economiche, un limitato accesso ai beni e servizi sociali di vitali importanza. La povertà diventa pauperismo quando riguarda masse che non riescono più ad assicurarsi i minimi mezzi di sussistenza: questo è un fenomeno collegato a una particolare congiuntura economica che porta al di sotto del minimo di sussistenza una gran parte della popolazione. La povertà è maggiormente sviluppata nelle aree rurali che in quelle urbane.

La durata della povertà è un elemento molto importante per quanto riguarda  la posizione sociale delle persone che non viene intaccata in casi di durata breve della situazione d’ indigenza.  Secondo noi ci dovrebbero essere molti meno sprechi da parte delle persone benestanti, così da far diminuire la povertà nel mondo. Il lavoro minorile è una fonte di reddito essenziale per le famiglie povere, ma spesso causa un difetto dell’ istruzione.

Il lavoro minorile non è una cosa giusta nei confronti dei bambini meno fortunati di noi, perché mentre noi possiamo svolgere una vita normale (andiamo a scuola, giochiamo con gli amici, andiamo a fare sport) loro sono costretti a lavorare per guadagnare soldi  per vivere.

Daniele, Deevesh e Elena

 

Istituzioni e fascismo

Le istituzioni sono delle organizzazioni che hanno lo scopo di far rispettare leggi e regolamenti. Durante il ventennio fascista Benito Mussolini decise di crearne alcune, e tra le più importanti citiamo:

Risultati immagini per tessera inps fascismoINPS (Istituto Nazionale Fascista di Previdenza Sociale) Nel marzo 1933 il governo fascista modificò il nome della “Cassa Nazionale per le Assicurazioni Sociali” in “Istituto nazionale fascista per la previdenza sociale”,adesso oltre alla parte dedicata alla vecchiaia e all’invalidità, sono presenti anche i sussidi in caso di disoccupazione, di “malattia professionale”, di tubercolosi e di maternità, seppur in una forma primordiale. Il duce si limitò a cambiare il nome della CNAS in INPS, a creare un unico testo legislativo pensionistico e a introdurre le pensioni di reversibilità    https://www.inps.it/portale/default.aspx?iMenu=11

Istituzione dell’INAM (Istituto Nazionale Assistenza Malattie), attraverso il quale tutte le famiglie dei lavoratori italiani potevano curare le loro malattie a titolo gratuito, al contrario di ciò che succedeva prima, infatti i ricchi potevano godere di tutte le cure mediche che volevano, mentre le classi povere dovevano “conservare” in caso di malattia. In questo modo, quindi, la salute era sancita in modo egualitario per tutti i cittadini.

OND (Opera Nazionale Dopolavoro ) creato con l’intento di unire nel tempo libero tutti i lavoratori, vennero creati centri ricreativi forniti di tutte le attrezzature per lo svago

ONMI (Opera Nazionale Maternità ed Infanzia)
ECA (Ente Comunale di Assistenza)
IACP (Istituto Autonomo delle Case Popolari)

Sergio,Gabriele,Marco M., Giuseppe, Livia

never again shoah: i Simpsons ad Auschwitz

http://www.lettera43.it/cronaca/giornata-della-memoria-i-simpson-e-anna-frank-ad-auschwitz_43675155842.htm

‘Never Again’ ... aleXsandro Palombo’s cartoon series is ‘an indictment against intolerance’. Picture: aleXsandro Palombo

 

“Solo la consapevolezza dell’orrore di quel periodo può creare gli anticorpi per evitare che l’antisemitismo si diffonda di nuovo. Auschwitz-Birkenau è il simbolo di questo delirio disumano, l’industria della morte. E ‘solo attraverso la memoria che siamo in grado di combattere il razzismo, l’antisemitismo, l’omofobia e tutte le forme di intolleranza che minacciano la società, la nostra libertà e il rispetto per tutte le diversità ” aleXsandro Palombo

 

Simpsonified ... Anna Frank ottiene trattamento dei Simpson. Immagine: Fornito

articolo 36 della costituzione italiana

lavoratore-ingranaggio-id12092Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e, in ogni caso,sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.

Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite,a cui non può rinunciare. L’etimologia del termine lavoro riporta al latino labor con il significato di fatica, e proprio per questo bisogna avere una ricompensa.

Eleonora,Arianna,Ottavia,Carola,Chiara,Sofia,Caterina,Virginia.

Gruppo Foto

Tutela e formazione: scopriamo l’articolo 35…

Il lavoro è alla base della struttura sociale italiana. Negli articoli 1, 3 e 4 il lavoro è inteso nel suo significato più ampio, in questi tre articoli infatti è scritto che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro e che riconosce a ogni cittadino il diritto al lavoro, mentre negli articoli compresi fra il 35 e 40 questo argomento è trattato in modo più specifico, perché tutela i lavoratori subordinati nei confronti dei datori di lavoro.

Il testo dell’articolo 35 dice che:

In quest’articolo la nostra Costituzione ha cercato di dare risposte ai problemi riguardanti la questione sociale. Da cui deriva la particolare importanza attribuita al lavoro, considerata l’elemento indispensabile per  la società. Nello stato democratico l’elemento fondamentale è il lavoratore e considera il lavoro come un diritto e un dovere. Nell’articolo 35 è stabilito come criterio generale il riconoscimento di un’uguale protezione a tutti tipi di lavoro ed è inclusa la conservazione del posto di lavoro e la garanzia d’occupazione. L’articolo 35 mira ad assicurare e tutelare il lavoro di ogni cittadino. Prima e durante la Rivoluzione industriale della seconda metà dell’Ottocento i lavoratori non avevano alcun diritto o tutela. Erano costretti a lavorare per tempi lunghissimi e in pessime condizioni e con salari miseri. Basta pensare che persino i bambini, in questo periodo, erano costretti a lavorare con salari ancora più miseri. Le prime proposte di riforme e di leggi a favore degli operai vennero dalla Gran Bretagna. Nel 1824 venne riconosciuto ai lavoratori il diritto di riunirsi in libere associazioni e nel 1833 il governo inglese decise di regolamentare con una legge il lavoro nelle fabbriche: essa limitava lo sfruttamento del lavoro minorile e femminile.

Gruppo Video 3ª media: Alessandro, Aurora, Jacopo, Lorenzo, Maria Beatrice, Massimo, Niccolò

Donne e lavoro: l’uguaglianza di genere

Sembra scontato che le donne abbiano gli stessi diritti degli uomini in materia di lavoro, ma evidentemente non è così, non lo è sempre stato e non lo è in tutte le parti del mondo. Donne-pari-opprotunitàIn Italia il principio dell’uguaglianza di genere è previsto dall’articolo 37 della Costituzione Italiana, che è entrata in vigore il 1° gennaio 1948. In storia abbiamo studiato i conflitti sociali e le contestazione delle classi operaie che portarono, all’inizio del secolo scorso, alle prime riforme a tutela dei lavoratori per  impedire lo sfruttamento delle classi sociali più deboli. Con l’art. 37 della Costituzione le donne hanno visto riconosciuta finalmente l’eguaglianza nel lavoro che da sempre era stata loro negata. L’art. 37 infatti dispone che “la lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore” ed ancora “le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare ed assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione”. Per quanto riguarda le retribuzioni, le leggi di qualche anno prima prevedevano che, a parità di funzioni, le donne percepivano la metà dello stipendio che spettava all’uomo! E’ anche molto importante il riconoscimento della funzione familiare della donna e del suo ruolo di madre. L’Uguaglianza di Genere è inoltre uno degli obiettivi della Dichiarazione universale dei diritti umani delle Nazioni Unite che cerca di creare parità nel diritto e nelle situazioni sociali e di garantire la parità di retribuzione a parità di lavoro.

Lavinia, III media

 

é passato anche il 2014

Il 2014 ormai è concluso e serve un piccolo riepilogo, abbiamo affrontato vari argomenti tra i quali:

Lo sfruttamento minorile, è stato un argomento che ha toccato molto i nostri cuori, perché un po’ ci appartiene questa “battaglia”, noi vogliamo combatterla insieme perché “l’unione fa la forza”.

Malala, che  ricevuto il premio nobel per la pace, la ragazza che a solo 17 anni, ha avuto il coraggio di sconfiggere la paura che la frenava a dire la verità, la forza d’animo a parlare davanti alle persone più potenti al mondo senza nessun timore, ha dato un esempio e un’ ispirazione a molte ragazze e donne.

Energy Bits, questo concorso che ha ispirato noi ragazzi di II° media, a lavorare di squadra, tutti abbiamo espresso le nostre idee e alla fine abbiamo creato un video molto divertente, ma anche istruttivo.

http://www.energybits.eu/it/About.asp

abbiamo discusso di vari temi ma ho elencato quelli su cui ci siamo soffermati di più.

Voglio fare un ringraziamento speciale alla nostra professoressa di media education e anche gli altri docenti, che ci hanno donato alcune loro ore di lezione,

Livia II° media

Dichiarazione Diritti Umani e Diritti Online

Confrontando la Dichiarazione dei diritti umani con i diritti online, possiamo trovare alcune similitudini.

Per esempio confrontando l’articolo 24 della Dichiarazione dei diritti umani con l’articolo 3 dei diritti online (ho il diritto di partecipare, divertirmi e trovare tutte le informazioni adeguate alla mia età). Possiamo dire che sono due articoli che si completano a vicenda e che riteniamo giusti, perché dicono che abbiamo il diritto di divertirci, riposarsi, di trovare tutte le informazioni adatte alla nostra età e di non essere sfruttati. Ovviamente sempre rispettando le persone che ci stanno intorno. Confrontando sempre l’articolo 3 dei diritti online con l’articolo 27 della Dichiarazione dei Diritti umani. Osserviamo, che entrambi vogliono esprimere il concetto che ogni cittadino deve essere partecipe della vita culturale e deve essere consapevole di ciò che lo circonda. Ma che significa essere cittadini nella società di oggi? Noi oggi siamo cittadini d’Italia, d’Europa, del mondo e anche dei media.

Paragonando la prima parte dell’articolo 20 della Dichiarazione dei diritti umani con il 4 dei diritti online (ho il diritto di esprimermi liberamente quando sono online sempre nel rispetto degli altri). Pensiamo che partecipando liberamente ai social network bisogna esprimere la propria opinione, sempre onorando la libertà degli altri. Riferendoci alla famosa frase di Martin Luther King noi dobbiamo rispettare la libertà degli altri ovunque,anche sul web.

Confrontando l’articolo 3 della Dichiarazione dei diritti umani con il 1 dei diritti online(ho il diritto di proteggere  la mia identità  online). Possiamo dire che la sicurezza di ogni individuo e’  molto importante. E che devo proteggere la mia identità  non solo su internet ma nella vita di tutti i giorni.

-Gruppo video IIIB-