DIRITTO A….. L’OBLIO

 

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ARTICOLO 11

(diritto all’oblio)

1. Ogni persona ha diritto di ottenere la cancellazione
dagli indici dei motori di ricerca dei riferimenti ad
informazioni che, per il loro contenuto o per il tempo
trascorso dal momento della loro raccolta, non abbiano più
rilevanza pubblica.
2. Il diritto all’oblio non può limitare la libertà di
ricerca e il diritto dell’opinione pubblica a essere
informata, che costituiscono condizioni necessarie per il
funzionamento di una società democratica. Tale diritto può
essere esercitato dalle persone note o alle quali sono
affidate funzioni pubbliche solo se i dati che le riguardano
non hanno alcun rilievo in relazione all’attività svolta o
alle funzioni pubbliche esercitate.
3. Se la richiesta di cancellazione dagli indici dei
motori di ricerca dei dati è stata accolta, chiunque può
impugnare la decisione davanti all’autorità giudiziaria per
garantire l’interesse pubblico all’informazione

http://www.camera.it/application/xmanager/projects/leg17/commissione_internet/dichiarazione_dei_diritti_internet_pubblicata.pdf

RIFLESSIONE:

Secondo noi questo articolo è davvero importante poiché senza di esso la nostra libertà di ricerca e la nostra reputazione online non potrebbero essere tutelate :). Inoltre se la richiesta di cancellazione dei dati viene accettata, puoi decidere di garantire l’interesse all’informazione. Dunque ogni persona può decidere cosa vedere ricordandosi sempre di non ferire i sentimenti altrui. Anche chi lavora tramite i social ad esempio Chiara Ferragni, non devono offendere chi li guarda così come questi ultimi non devono ripetere come pappagalli mode e gesti che non capiscono fino in fondo.

La cosa bella della libertà è che ci rende tutti uguali senza macchie di popolarità.

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Francesca G, Francesca D, Costanza, Siriana!

Articolo 1 della dichiarazione dei diritti dell’uomo

QUESTE sono le nostre riflessioni sull’articolo 1 della dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino. Le razze non esistono perché tutti siamo uguali e anche perché abbiamo diritti e doveri uguali. La dichiarazione dei diritti dell’uomo è una legge superiore a ogni altra legge, secondo noi è giusto che tutti gli uomini siano uguali perchè liberi dalla nascita

 I gilet gialli stanno attualmente protestando in Francia contro il presidente Macron perchè ha alzato il costo delle tasse e non solo…Probabilmente i diritti della dichiarazione non sono ancora completamente attuati!

“Veniamo all’oggi: la rivolta dei “gilet gialli” ha rappresentato nelle ultime settimane un fenomeno esplosivo, in Francia e non solo, imprevisto e per molti analisti, sorprendente: decine di migliaia di manifestanti, un movimento senza capi, totalmente auto-organizzato, eterogeneo, nato dal basso, che pure è stato in grado di bloccare un’intera nazione, di paralizzare la sua capitale e mettere sotto scacco il suo Presidente. Da dove vengono tutte queste persone? Come si sono conosciute, ritrovate d’accordo e organizzate? Come si spiega la dinamica “esplosiva” e una tale, miracolosa, capacità di aggregazione del consenso da parte di un movimento appena nato e non strutturato come quello dei “gilet gialli”? Un concetto chiave, in questo senso, può aiutarci a comprendere, è quello di “ignoranza pluralistica”. La maggioranza dei membri di un certo gruppo sono a favore di una certa posizione, una certa politica o una certa visione del mondo, ma, allo stesso tempo pensano che tale visione appartenga solo ad una minoranza. Ci sono situazioni, cioè, ci dice l’ignoranza pluralistica, dove tutti la pensano allo stesso modo ma non lo sanno e chi la pensa diversamente, pur essendo in minoranza, prevale. Se la situazione di partenza è questa, allora basta anche un piccolo shock, un segnale, un gesto a far scattare la scintilla della coscienza comune e a rendere consapevole la maggioranza di essere maggioranza. Il canto dei soldati tedeschi durante la tregua di Natale del 1914, l’arresto di Rosa Parks e le rivendicazioni anti-segregazioniste negli Stati Uniti del Sud, la falsa notizia della morte di uno studente durante la rivoluzione di velluto in Cecoslovacchia, il suicidio di Mohamed Bouazizi e la rivolta dei gelsomini in Tunisia, sono stati tutti “interrutori” capaci di far riconoscere a tanti di essere “tanti”. Nel caso dei gilet gialli l’interruttore è stata la petizione di Priscilla Ludowsky contro il caro carburante. Un evento “focale” che ha consentito al malcontento, rendendolo manifesto agli occhi dei più, di addensarsi e di coordinarsi. La scoperta delle proporzioni di questo malcontento ha finito poi per ingigantirlo ulteriormente e renderlo esplosivo”

Questo è una parte dell’articolo che abbiamo letto riguardo questo argomento, sul sito https://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2018-12-15/i-gilet-gialli-protesta-e-sindrome-messaggi-positivi-084352.shtml?uuid=AEYgNX0G

 

Carlo, Sergio, Arturo, Flavio A.

La libertà dell’uomo: L’articolo 4 della dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino

“La libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non nuoce agli altri; così l’esercizio dei diritti naturali di ciascun individuo non ha per limiti che quelli che assicurano agli altri membri della società il godimento di questi stessi diritti. Questi limiti possono essere determinati soltanto dalle Leggi”Risultati immagini per libertà uomo

La libertà è un diritto che fa parte della natura dell’uomo. Ciascuno quindi può assecondare i propri desideri e coltivare le proprie vocazioni. La libertà di religione è un esempio. L’individuo è libero però di fare tutto ciò che vuole fino a quando non nuoce agli altri, cosi come nessuno può togliergli questo diritto, perché vive in una società. Lo stato deve tutelare i cittadini e la legge renderli tutti uguali.

Flavia, Penelope, Vittoria, Ilaria

Dichiarazione universale dei diritti dell’ uomo e del cittadino: 1789/2019

La dichiarazione dei diritti dell’uomo è tra le importanti carte del mondo.

ARTICOLO 1

Tra gli articoli di questa dichiarazione, il primo è forse il più importante.

“GLI UOMINI NASCONO E VIVONO LIBERI E UGUALI NEI DIRITTI.

LE DISTINZIONI SOCIALI NON POSSONO ESSERE FONDATE CHE COMUNE”

Infatti la libertà (in tutti i suoi generi) è il diritto più importante.

Gli uomini devono e sono uguali perché non esistono razze, cioè che una persona non puó giudicare il prossimo in base al colore della pelle, alla religione, alla provenienza…

Questa carta fu dichiarata dai francesi nell’anno 1789 quando fini la rivoluzione Francese.

Tutti i concetti affermati sembrano persi nel tempo, ma c’è chiprotesta…Un esempio è quello che sta accadendo questa settimana in Francia, dove la maggior parte dei cittadini sta protestando controil governo

 

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Tommaso- Gabriele- Tito- Claudio

L’importanza della libertà: l’articolo 21

La libertà è la grande aspirazione dell’uomo, è voluta sin dai tempi dell’antica Grecia, ma è stata conquistata solo negli ultimi decenni, attraverso le lotte e le rivoluzioni. Queste hanno fatto si che la conquista della libertà, sempre vista come un’illusione dai popoli antichi, da irrealizzabile divenne realtà. Tale diritto subì diverse modifiche nel corso del tempo, ad esempio durante lo Statuto Albertino del 1848, vi era l’art.28 il quale affermava che
“La Stampa sarà libera, ma una legge ne reprime gli abusi.”
Era garantita la pubblicazione di articoli e di notizie, ma, allo stesso tempo, la divulgazione di bibbie, libri di preghiera, ed altro, doveva sempre essere sottoposta ad un autorità. Con l’abrogazione dello Statuto Albertino e l’entrata in vigore della
Costituzione l’art. 28 è stato annullato e sostituito dall’art 21, il quale afferma che:

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria [cfr. art.111 c.1] nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

Questo articolo è formato da sei commi: il primo riguarda la libertà di pensiero, mentre gli altri cinque riguardano la libertà di stampa, e i soggetti di questi diritti sono tutti i cittadini, compresi gli stranieri.

L’articolo 21 considera come oggetto della sua tutela il pensiero di ogni uomo, espresso tramite parola, scritto e qualsiasi altro mezzo di espressone per l’uomo. Ciò ha permesso di introdurre, con lo sviluppo tecnologico, anche la televisione, la radio e internet.

 

“L’ unico limite esplicito che l’art. 21 impone alla linearità di manifestazione del pensiero il limite del buon costume.

La libertà di manifestazione del pensiero non è assoluta ma è soggetta a bilanciamento; esistono infatti i reati d’opinione che la Corte Costituzionale ha dichiarato legittimi quando:
offendano l’onore degli altri (es. ingiuria e diffamazione); offendano il sentimento religioso altrui (es. bestemmia); offendano il prestigio delle istituzioni (es. oltraggio);
siano idonei a determinare direttamente un’azione pericolosa 
per la sicurezza pubblica (es. istigazione a delinquere, apologia di un delitto, pubblicazione di false notizie).” (https://doc.studenti.it/tesina/diritto/libert-pensiero.html)

 

Io penso che l’articolo 21 sia un articolo fondamentale della costituzione. Infatti penso che la libertà di pensiero si la libertà fondamentale, e, soprattutto, è, secondo me, importante che ognuno abbia il proprio pensiero e che nessuno pensi o dica una frase solo perché è il pensiero comune o perché va di “moda” dire una certa affermazione. Però bisogna stare attenti a come usarle la libertà di pensiero, perché esprimere una propria opinione è totalmente diverso da insultare una persona, e purtroppo ci sono persone che non lo capiscono.

Anche la libertà di stampa è molto importante, perché ci permette di esprimere dei nostri pensieri personali o delle nostre avventure attraverso un libro o un articolo.

Quindi penso che questo articolo sia uno dei più importanti per quanto riguarda la libertà.

Elena

Legge Basaglia e la follia al di là del cancello

Fino agli anni `70 in Italia esistevano i manicomi, strutture nelle quali venivano confinati i cosiddetti “malati di mente”. I pazienti erano costretti a restarvici fino al momento della loro guarigione, evento che raramente avveniva. Le indagini parlamentari svolte in previsione della chiusura di queste strutture, stabilirono che troppo spesso chi vi viveva veniva sottoposto a pratiche violente, vessazioni o al furto di ogni bene personale o del proprio essere, (metodi aggressivi e cruenti per curare il folle venivano spesso utilizzate somministrazioni di grandi dosi di farmaci e terapie di elettroshock). Il 13 Maggio 1978 la situazione cambia: la legge n°180, conosciuta con il nome del suo promotore, lo psichiatra Franco Basaglia (lo psichiatra Bruno Orsini fu l’estensore materiale della legge), ha stabilito la chiusura degli istituti psichiatrici, il riconoscimento ai malati del diritto ad un`adeguata qualità della vita, la regolamentazione del trattamento sanitario obbligatorio e l’istituzione di servizi di igiene mentale pubblici. Secondo Basaglia la psichiatria tradizionale, responsabile della creazione dei manicomi, era concentrata soltanto sulle basi organiche della malattia, trascurando l`origine sociale dei disturbi psichici. Lo psichiatra avrebbe dovuto invece sottolineare l`origine sociale dei disturbi psichici e impegnarsi politicamente per trasformare la società. L’introduzione di questa legge aveva dunque l’obbiettivo di ammodernare l’assistenza psichiatrica creando dei rapporti più umani tra i pazienti e la società con la conseguenza di riconoscere totalmente i diritti e la necessità di una vita di qualità dei soggetti affetti da disturbi mentali. Attualmente le strutture dedicate all`assistenza psichiatrica sono i Dipartimenti di salute mentale istituiti principalmente presso le strutture delle ASL. Queste strutture assicurano le attività di prevenzione, cura, riabilitazione e reinserimento del malato mentale. Ognuna di esse per soddisfare le molteplici esigenze dei pazienti, offre diverse tipologie basilari di assistenza: innanzitutto vi sono i Centri di salute mentale e gli ambulatori, che si occupano dell`assistenza territoriale e domiciliare. Poi i Servizi psichiatrici di diagnosi e cura, i Day hospital, che forniscono le cure in regime di ricovero, e i Centri diurni che si occupano degli interventi socio-riabilitativi in regime semiresidenziale. Le Strutture residenziali offrono infine gli interventi terapeutico-riabilitativi in regime di permanenza temporale.

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https://it.m.wikipedia.org/wiki/Legge_Basaglia

http://www.legge180.it

 

LA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL’ UOMO E DEL CITTADINO 1789

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I principi e gli ideali che guidarono il processo di indipendenza degli Stati Uniti erano riconducibili alle dottrine politiche e filosofiche dell’ Illuminismo. Per questo ebbero una grande influenza in Europa. Il documento rivoluzionario più importante di questo periodo fu la Dichiarazione dei diritti dell’ uomo e del cittadino, approvata dall’ Assemblea Nazionale francese il 26 Agosto 1789. La Dichiarazione riconosce come naturali i diritti di libertà e proprietà, cioè di chi può disporre autonomamente di sè stesso senza costrizioni o controlli; proclama l’ uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, cioè la condizione di parità giuridica e politica tra più persone, in conseguenza della quale a tutti vengono riconosciuti in ugual misura diritti e doveri, dignità e responsabilità. Afferma, inoltre, il principio della divisione dei poteri. La Dichiarazione e i suoi contenuti sono alla base della Costituzione francese del 1791, che sanciva la fine del potere assoluto del sovrano. Ancora oggi non c’ è società democratica che non si riconosca nella Dichiarazione del 1789, che io trovo molto corretta. Secondo me esercitare la propria libertà significa rispettare quella altrui.

 (FONTE: la STORIA IN DIRETTA – cittadinanza e costituzione)

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DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL’UOMO E DEL CITTADINO
DEL 26 AGOSTO 1789

I rappresentanti del popolo francese costituiti in Assemblea Nazionale, considerando che l’ignoranza, l’oblio o il disprezzo dei diritti dell’uomo sono le uniche cause delle sciagure pubbliche e della corruzione dei governi, hanno stabilito di esporre, in una solenne dichiarazione, i diritti naturali, inalienabili e sacri dell’uomo, affinché questa dichiarazione costantemente presente a tutti i membri del corpo sociale, rammenti loro incessantemente i loro diritti e i loro doveri; affinché maggior rispetto ritraggano gli atti del Potere legislativo e quelli del Potere esecutivo dal poter essere in ogni istante paragonati con il fine di ogni istituzione politica; affinché i reclami dei cittadini, fondati d’ora innanzi su dei principi semplici ed incontestabili, abbiano sempre per risultato il mantenimento della Costituzione e la felicità di tutti. Di conseguenza, l’Assemblea Nazionale riconosce e dichiara, in presenza e sotto gli auspici dell’Essere Supremo, i seguenti diritti dell’uomo e del cittadino:
Art. 1 – Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull’utilità comune.
Art. 2 – Il fine di ogni associazione politica è la conservazione dei diritti naturali ed imprescrittibili dell’uomo. Questi diritti sono la libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all’oppressione.
Art. 3 – Il principio di ogni sovranità risiede essenzialmente nella Nazione. Nessun corpo o individuo può esercitare un’autorità che non emani espressamente da essa.
Art. 4 – La libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non nuoce ad altri: così, l’esercizio dei diritti naturali di ciascun uomo ha come limiti solo quelli che assicurano agli altri membri della società il godimento di questi stessi diritti. Tali limiti possono essere determinati solo dalla Legge.
Art. 5 – La Legge ha il diritto di vietare solo le azioni nocive alla società. Tutto ciò che non è vietato dalla Legge non può essere impedito, e nessuno può essere costretto a fare ciò che essa non ordina.
Art. 6 – La Legge è l’espressione della volontà generale. Tutti i cittadini hanno diritto di concorrere, personalmente o mediante i loro rappresentanti, alla sua formazione. Essa deve essere uguale per tutti, sia che protegga, sia che punisca. Tutti i cittadini, essendo uguali ai suoi occhi, sono ugualmente ammissibili a tutte le dignità, posti ed impieghi pubblici secondo la loro capacità, e senza altra distinzione che quella delle loro virtù e dei loro talenti.
Art. 7 – Nessun uomo può essere accusato, arrestato o detenuto se non nei casi determinati dalla Legge, e secondo le forme da essa prescritte. Quelli che sollecitano, emanano, eseguono o fanno eseguire degli ordini arbitrari, devono essere puniti; ma ogni cittadino citato o tratto in arresto, in virtù della Legge, deve obbedire immediatamente: opponendo resistenza si rende colpevole.
Art. 8 – La Legge deve stabilire solo pene strettamente ed evidentemente necessarie e nessuno può essere punito se non in virtù di una Legge stabilita e promulgata anteriormente al delitto, e legalmente applicata.
Art. 9 – Presumendosi innocente ogni uomo sino a quando non sia stato dichiarato colpevole, se si ritiene indispensabile arrestarlo, ogni rigore non necessario per assicurarsi della sua persona deve essere severamente represso dalla Legge.
Art. 10 – Nessuno deve essere molestato per le sue opinioni, anche religiose, purché la manifestazione di esse non turbi l’ordine pubblico stabilito dalla Legge.
Art. 11 – La libera manifestazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi dell’uomo; ogni cittadino può dunque parlare, scrivere, stampare liberamente, salvo a rispondere dell’abuso di questa libertà nei casi determinati dalla Legge.
Art. 12 – La garanzia dei diritti dell’uomo e del cittadino ha bisogno di una forza pubblica; questa forza è dunque istituita per il vantaggio di tutti e non per l’utilità particolare di coloro ai quali essa è affidata.
Art. 13 – Per il mantenimento della forza pubblica, e per le spese d’amministrazione, è indispensabile un contributo comune: esso deve essere ugualmente ripartito fra tutti i cittadini in ragione delle loro capacità.
Art. 14 – Tutti i cittadini hanno il diritto di constatare, da loro stessi o mediante i loro rappresentanti, la necessità del contributo pubblico, di approvarlo liberamente, di controllarne l’impiego e di determinarne la quantità, la ripartizione, la riscossione e la durata.
Art. 15 – La società ha il diritto di chiedere conto della sua amministrazione ad ogni pubblico funzionario.
Art. 16 – Ogni società in cui la garanzia dei diritti non è assicurata, né la separazione dei poteri stabilita, non ha una costituzione.
Art. 17 – La proprietà essendo un diritto inviolabile e sacro, nessuno può esserne privato, salvo quando la necessità pubblica, legalmente constatata, lo esiga in maniera evidente, e previo un giusto e preventivo indennizzo.

(FONTE: P. Biscaretti di Ruffia, Le Costituzioni di dieci Stati di “democrazia stabilizzata”, Giuffrè, Milano 1994.)

Daniele

La Dichiarazione dei Diritti dell’uomo e del cittadino

I rappresentanti del popolo Francese hanno stabilito di esporre, a causa dell’ ignoranza, l’oblio, che credono rovinino i popoli, una carta che contenga tutti i diritti umani, inalienabili e sacri all’uomo.

In conseguenza, l’ Assemblea Nazionale riconosce e dichiara, in presenza e sotto gli auspici dell’Essere supremo, i seguenti diritti dell’uomo e del cittadino:

 

Foto ufficiale della dichiarazione

Art. 1 – Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull’utilità comune.

Art. 2 – Il fine di ogni associazione politica è la conservazione dei diritti naturali ed imprescrittibili dell’uomo. Questi diritti sono la libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all’oppressione.

Art. 3 – Il principio di ogni sovranità risiede essenzialmente nella Nazione. Nessun corpo o individuo può esercitare un’autorità che non emani espressamente da essa.

Art. 4 – La libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non nuoce ad altri: così, l’esercizio dei diritti naturali di ciascun uomo ha come limiti solo quelli che assicurano agli altri membri della società il godimento di questi stessi diritti. Tali limiti possono essere determinati solo dalla Legge.

Art. 5 – La Legge ha il diritto di vietare solo le azioni nocive alla società. Tutto ciò che non è vietato dalla Legge non può essere impedito, e nessuno può essere costretto a fare ciò che essa non ordina.

Art. 6 – La Legge è l’espressione della volontà generale. Tutti i cittadini hanno diritto di concorrere, personalmente o mediante i loro rappresentanti, alla sua formazione. Essa deve essere uguale per tutti, sia che protegga, sia che punisca. Tutti i cittadini, essendo uguali ai suoi occhi, sono ugualmente ammissibili a tutte le dignità, posti ed impieghi pubblici secondo la loro capacità, e senza altra distinzione che quella delle loro virtù e dei loro talenti.

Art. 7 – Nessun uomo può essere accusato, arrestato o detenuto se non nei casi determinati dalla Legge, e secondo le forme da essa prescritte. Quelli che sollecitano, emanano, eseguono o fanno eseguire degli ordini arbitrari, devono essere puniti; ma ogni cittadino citato o tratto in arresto, in virtù della Legge, deve obbedire immediatamente: opponendo resistenza si rende colpevole.

Art. 8 – La Legge deve stabilire solo pene strettamente ed evidentemente necessarie e nessuno può essere punito se non in virtù di una Legge stabilita e promulgata anteriormente al delitto, e legalmente applicata.

Art. 9 – Presumendosi innocente ogni uomo sino a quando non sia stato dichiarato colpevole, se si ritiene indispensabile arrestarlo, ogni rigore non necessario per assicurarsi della sua persona deve essere severamente represso dalla Legge.

Art. 10 – Nessuno deve essere molestato per le sue opinioni, anche religiose, purché la manifestazione di esse non turbi l’ordine pubblico stabilito dalla Legge.

Art. 11 – La libera manifestazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi dell’uomo; ogni cittadino può dunque parlare, scrivere, stampare liberamente, salvo a rispondere dell’abuso di questa libertà nei casi determinati dalla Legge.

Art. 12 – La garanzia dei diritti dell’uomo e del cittadino ha bisogno di una forza pubblica; questa forza è dunque istituita per il vantaggio di tutti e non per l’utilità particolare di coloro ai quali essa è affidata.

Art. 13 – Per il mantenimento della forza pubblica, e per le spese d’amministrazione, è indispensabile un contributo comune: esso deve essere ugualmente ripartito fra tutti i cittadini in ragione delle loro capacità.

Art. 14 – Tutti i cittadini hanno il diritto di constatare, da loro stessi o mediante i loro rappresentanti, la necessità del contributo pubblico, di approvarlo liberamente, di controllarne l’impiego e di determinarne la quantità, la ripartizione, la riscossione e la durata.

Art. 15 – La società ha il diritto di chiedere conto della sua amministrazione ad ogni pubblico funzionario.

Art. 16 – Ogni società in cui la garanzia dei diritti non è assicurata, né la separazione dei poteri stabilita, non ha una costituzione.

Art. 17 – La proprietà essendo un diritto inviolabile e sacro, nessuno può esserne privato, salvo quando la necessità pubblica, legalmente constatata, lo esiga in maniera evidente, e previo un giusto e preventivo indennizzo

Questa era la dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, pubblicata nel 1789.

 

Fonte per approfondire: Centro studi per la pace

 

Lorenzo

 

In un mondo che si definisce moderno esiste ancora la Schiavitù

“Al mondo, su mille persone, tre sono schiave. Dai 20 ai 45 milioni di persone a seconda delle (tristi) stime. I tre quinti di sesso femminile, i due quinti maschi. Oltre un quarto sono minori: in tutto il mondo da 6 a 10 milioni di bambine e bambini sono costretti ai lavori forzati, vittime dei traffici sessuali o segregati come sguatteri.
L’International Labour Organization stima che i lavori forzati generino proventi illeciti per 150 miliardi di dollari l’anno: è la seconda fonte di profitto della criminalità organizzata, dopo le droghe”. (https://www.lifegate.it/persone/news/schiavitu-moderna)
Esistono lavori forzati, tratta di minori e di donne, schiavitù domestica, prostituzione forzata, schiavitù sessuale, matrimoni forzati, vendita delle mogli, reclutamento di bambini in guerra.
È passato un secolo e mezzo da quando Abraham Lincoln ha abolito la schiavitù, ufficialmente. Quasi settant’anni dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, che la vieta. Ma ancora oggi sono tantissimi i lavoratori sfruttati sull’orlo della schiavitù e il confine tra questa e i lavori più infami e degradanti è labile, a seconda delle coordinate geografiche e culturali.
Si possono far rientrare nella definizione di schiavitù oggi i lavori forzati, le prestazioni professionali svolte non volontariamente o dietro compenso bensì sotto minacce o costrizioni fisiche. Rientrano in questo nero novero anche la prostituzione, la tratta di umani, lo schiavismo sessuale.
Nella definizione di schiavitù, oltre allo sfruttamento sessuale, si possono trovare altre destinazioni del traffico di esseri umani: il lavoro forzato, l’espianto di organi per il mercato nero ecc.
Secondo il calcolo più onnicomprensivo,gli schiavi nel mondo oggi sono 45,8 milioni.
Il 58 per cento delle persone schiave al mondo vivono tutte in 5 Paesi: India, Cina, Pakistan, Bangladesh, Uzbekistan. In termini percentuali, pare che il 4,4% della popolazione della Corea del Nord possa considerarsi in schiavitù. Anche in Mauritania si sta male. Ma incredibilmente nessuno dei 167 Paesi considerati dall’indice ne è completamente privo. C’è persino l’Italia, al 141° posto al mondo, dove si troverebbero 129.600 persone in stato di schiavitù. In tutta Europa 1,2 milioni di persone possono considerarsi schiave (Turchia e Macedonia hanno lo 0,6% della popolazione in condizione di schiavitù). I conflitti in Iraq, Afghanistan, Siria, Yemen e Libia esacerbano il problema, con il flusso di migranti e di rifugiati.
I continenti più problematici rimangono Asia e Africa. Ci sono sacche di schiavitù in Sud America, nei Balcani e nell’Est europeo. Nel subcontinente indiano, comunque, il governo sta mettendo in atto misure speciali per contrastare le diverse forme di schiavitù: ha recentemente rivisto il codice penale e ha rinforzato le unità di polizia contro il traffico di umani.
La schiavitù non è qualcosa che riguarda solo il passato. È una pratica che ha radici profonde. Esiste ancora oggi in molte forme diverse: traffico di esseri umani, sfruttamento del lavoro per debiti, sfruttamento dei bambini, sfruttamento sessuale e lavori domestici forzati sono solo alcune. Per questo motivo ci sono più persone in stato di schiavitù oggi che in qualsiasi altro momento della storia.
La maggior parte dei moderni schiavi lavora in settori come agricoltura, pesca, artigianato, estrazione mineraria, servizi e lavori domestici: più di 14 milioni di persone. Le vittime dello sfruttamento sessuale sono circa quattro milioni e mezzo, pari al 22 per cento del totale. Il resto, quindi circa due milioni e 200 mila persone, subiscono forme di sfruttamento del lavoro, più “normali”, imposte dagli Stati (come le prigioni), da eserciti regolari o da eserciti armati ribelli.
“La schiavitù moderna è un enorme business. Secondo uno studio dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, la schiavitù moderna genera profitti annuali per oltre 150 miliardi di dollari americani. I profitti derivanti dalla schiavitù moderna sono però molto più alti nei Paesi industrializzati che in ogni altra parte del mondo: 51 miliardi e 800 milioni di dollari americani all’anno in Asia e nei Paesi del Pacifico, e quasi 47 miliardi di dollari americani all’anno in Nord America e nell’Unione Europea” (https://adozioneadistanza.actionaid.it/magazine/schiavitu-moderna/)

Marco

Censura e libertà di stampa durante il fascismo

“La censura fascista in Italia consisté in un’attività di censura e di controllo sistematico della comunicazione e, in particolare, della libertà di espressione, di pensiero, di parola, di stampa e nella repressione della libertà di associazione, di assemblea, di religione avutasi soprattutto durante il ventennio fascista (19221943).” Fonte:https://it.wikipedia.org/wiki

L’intervento repressivo e autoritario, sporadico nel 1923, aumenta nel 1924 e conosce una svolta a partire dal 1925, quando inizia a prendere forma lo stato dittatoriale che reprimerà ogni forma di libertà d’espressione. Durante il ventennio fascista la polizia politica esercita uno stretto controllo sulle vite dei cittadini.

La censura si proponeva il controllo:

  • dell’immagine pubblica del regime, ottenuto anche con la cancellazione immediata di qualsiasi contenuto che potesse suscitare opposizione, sospetto, o dubbi sul fascismo;
  • “dell’opinione pubblica come strumento di misurazione del consenso;”
  • “dei singoli cittadini ritenuti sospetti dal governo con la creazione di archivi nazionali e locali (schedatura) nei quali ognuno veniva catalogato e classificato a seconda delle idee, delle abitudini, delle relazioni d’amicizia, dei comportamenti sessuali e delle eventuali situazioni e atti percepiti come riprovevoli.” Fonte:http://www.treccani.it/

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SIMONE

il sistema delle nazioni unite

Il sistema delle nazioni unite, spesso abbreviato con ONU, è una sede intergovernativa che comprende tutte le nazioni. E’ un organo nato dopo la Seconda Guerra Mondiale precisamente il 24 Ottobre 1945. Aderiscono 193 stati su 196 riconosciuti. I suoi compiti sono diversi come:  mantenere la pace e tutelare la sicurezza tra le varie nazioni; garantire le soluzioni alle controversie internazionali che potrebbero portare alla violazione della pace e dei diritti, a questo proposito promuove il rispetto dei diritti umani e della libertà fondamentale di cui ogni essere umano gode; ultimo non per importanza è promuovere e cercare di assicurare il disarmo e la disciplina degli armamenti.Immagine correlata

Il vero e proprio compito del sistema delle nazioni unite è composto da: organi principali dell’ONU, istituti specializzati, organizzazioni autonome , programmi e agenzie di coordinamento. Le istituzioni specializzate sono create mediante degli accordi tra gli stati che hanno vocazione universale (es OMS)  e competenze specializzate (es UNICEF fondo per l’infanzia). Sono indipendenti dall’ONU ma ad esso collegate per le finalità e sono coordinante tra loro mediante l’ECOSOC. Tra le più importanti troviamo: la FAO: food and agricolture organization, che ha come obbiettivo l’innalzamento dei livelli di nutrizione delle persone il fine ultimo è assicurare  a l’umanità la libertà dalla fame. (sede a Roma).  ILO  international labour organization che ha come missione il miglioramento delle  condizioni di lavoro. Tra i principi dell’organizzazione ci sono “il lavoro non è una merce”, “parità di salario”, “l’abolizione del lavoro minorile”. (sede a Ginevra). WH:O: world health organization; fu istituita nel 1946 con l’obiettivo di far raggiungere a tutte le persone il più alto livello possibile di salute. La salute così come definita dalla costituzione dell’OMS non è la mera assenza di malattie bensì uno stato di completo benessere fisico, mentale, psicologico e sociale. (sede Ginevra). IFAD: international fund for agruicoltural development ; fu istituito nel 1977.Fu uno dei risultati principali della WORLD FOOD CONFERENCE del 1974, durante la quale si riconobbe che le cause della carestia non erano da cercare nella mancanza di produzione di cibo ma in problemi strutturali legati alla povertà. Il fondo fornisce fondi diretti e mobilita  risorse per  l’ avanzamento economico delle zone rurali. Questa società è ed è stata una grande avanguardia perchè è un modo per assicurare la pace tra le varie nazioni. Inoltre è costituito da associazioni che candidano lo sviluppo sociale e culturale di alcuni paesi e perchè tutela i diritti di tutti per proteggerci da altri eventi catastrofici come la  prima  e la seconda guerra mondiale

camilla, carlotta, margherita

La difesa dei diritti Umani

Da sempre filosofi, politici e studiosi del diritto hanno approfondito i problemi che rigiuardano i “diritti umani”.
Ogni diritto è molto importante, ma tra i principali ci sono quelli definiti “Naturali”. Questi diritti sono considerati, tutt’oggi, inviolabili, inalienabili e imprescrittibili da ogni uomo. Inoltre identificano l’uguaglianza tra tutti gli uomini.

Filosofi, esperti di diritto e pensatori politici fecero diversi documenti che enunciarono i diritti umani fondamentali chiamati “Dichiarazioni”.
Qui ci sono scritti i principi fondamentali come l’ ugualianza fra gli uomini, la vita, la libertà, e la sicurezza della persona.
Adesso i diritti principali del’ uomo e del cittadino sono ad esempio i diritti:
-civili (ad esempio la libertà di pensiero e di parola)-politici (ad esempio il diritto di voto)
-economici (ad esempio il diritto ad avere un lavoro e ad avere un’ adeguata retribuzione)
-sociali (ad esempio il diritto alla salute, all’assistenza in caso di infortunio o di vecchiaia…)
-culturali (ad esempio il diritto all’ istruzione).
Proprio perchè “umani” e appartenenti a tutti gli uomini, i diritti devono essere universali e valere su scala mondiale: per questo devono essere tutelati in tutto il pianeta.
“La nostra visione dell’ umanità deve estendersi oltre i confini nazionali, i diritti umani devono essere soddisfatti ovunque con la stessa serietà e con lo stesso impegno”. “I principi e la protezione dei diritti umani devono inclusi nelle regole e nelle istituzioni della globalizzazione”.
In questo senso, oggi si parla di diritti globali.

Leonardo, Marco e Tommaso