Malala e la sua “lotta” per i DIRITTI

-Giornalista:   Salve, Malala, dopo il suo discorso a Ban Ki-moon come si sente?

– Malala:   Mi sento molto sollevata, spero di essere riuscita a trasmettere il mio messaggio.

-Giornalista:   Ci vuole coraggio a combattere i terroristi, soprattutto per una sedicenne  come lei…Ha paura?

-Malala:   Sono i terroristi a dover avere paura di me, anzi…di noi! Siamo in tantissime a lottare per i nostri diritti, per i diritti di ogni bambina di essere istruita! Con una penna e un libro possiamo sconfiggere i terroristi!

-Giornalista:   Parla delle penne e dei libri come se fossero armi.

-Sono contraria alla guerra, ma le penne e i libri in un certo senso sono “armi”… ci pensa, secondo lei un gruppo di studenti possono combattere un gruppo di terroristi?

-Giornalista:   Mi sta facendo riflettere…lei ha ragione! Grazie malala, alla prossima.

-Malala: Grazie a lei e ricordate, una penna e un libro possono cambiare il mondo! Arrivederci!

scritto da: Lorenzo

Intervista a MALALA

"Un bambino, una maestra, un libro e una penna possono cambiare il mondo"

“Un bambino, una maestra, un libro e una penna possono cambiare il mondo”

Giornalista: Buona sera Malala mi chiamo Irene e faccio parte della redazione del Corriere della Rosello. Posso farti alcune domande?

Malala: Ma certo cosa vuoi sapere?

Giornalista: La mia prima domanda è: dove hai preso tutta questa forza per esprimerti?

Malala: L’ho presa dalla voglia di dare una mano e di far capire alle persone come dare una mano al prossimo

Giornalista: Un’altra domanda i tuoi genitori erano d’accordo con questa tua decisione di opporsi o avevano paura delle conseguenze per la tua salute?

Malala: I miei genitori mi sono sempre stati vicini e mi hanno sostenuto, ma avevano paura per quello che mi potevano fare i Talebani è come hai detto tu temevano della mia salute.

Giornalista: Molto interessante, una domanda un po’ stupida chi ti ha dato una mano a scrivere il tuo discorso?

Malala:  Principalmente i miei genitori

Giornalista: Un ultima domanda: cosa pensavi appena ti hanno sparato? È da quel momento che hai deciso di dare il tuo aiuto?

Malala: Non saprei risponderti perché in quel momento ero sotto shock, posso solo dirti che stavo pregando per la paura di morire. No non da quel momento ho capito giá precedentemente lo volevo fare, no da quel momento ho capito che la mia sarebbe stata una grossa guerra da cOmbattere.

Giornalista: Affascinante grazie per avermi dedicato un po’ del suo tempo

Malala: È stato un piacere parlare con lei.

Irene III media

é passato anche il 2014

Il 2014 ormai è concluso e serve un piccolo riepilogo, abbiamo affrontato vari argomenti tra i quali:

Lo sfruttamento minorile, è stato un argomento che ha toccato molto i nostri cuori, perché un po’ ci appartiene questa “battaglia”, noi vogliamo combatterla insieme perché “l’unione fa la forza”.

Malala, che  ricevuto il premio nobel per la pace, la ragazza che a solo 17 anni, ha avuto il coraggio di sconfiggere la paura che la frenava a dire la verità, la forza d’animo a parlare davanti alle persone più potenti al mondo senza nessun timore, ha dato un esempio e un’ ispirazione a molte ragazze e donne.

Energy Bits, questo concorso che ha ispirato noi ragazzi di II° media, a lavorare di squadra, tutti abbiamo espresso le nostre idee e alla fine abbiamo creato un video molto divertente, ma anche istruttivo.

http://www.energybits.eu/it/About.asp

abbiamo discusso di vari temi ma ho elencato quelli su cui ci siamo soffermati di più.

Voglio fare un ringraziamento speciale alla nostra professoressa di media education e anche gli altri docenti, che ci hanno donato alcune loro ore di lezione,

Livia II° media

l’istruzione è importante

malalaMalala è una ragazza pakistana che ha subito un attentato all’età di 15 anni da un gruppo di talebani saliti sul pullman che  la stava riportando  a casa insieme ai suoi compagni, e che si è salvata miracolosamente dopo che le sono stati asportati i proiettili dalla testa. Tutto ciò per cercare di fermare il suo grande coraggio di denunciare la situazione delle donne nel suo paese.  Questo non l’ha fermata, anzi le ha dato il coraggio di andare avanti fino ad arrivare a parlare al palazzo di Vetro a New York, sui diritti delle donne e soprattutto sul diritto all’istruzione dei bambini. Il 10 ottobre di quest’anno le è stato conferito il premio Nobel per la pace.Io sono un ragazzo italiano di 12 anni che dopo aver ascoltato le sue parole si è sentito un po’ inutile e “perdigiorno” e che ora desidera porle alcune domande per un intervista.

D.:Vorrei sapere cosa intendevi dire con la frase “la penna è più forte della spada”?

 

R.: I Talebani pensavano che i proiettili ci avessero dato il silenzio mentre questo ha fatto sì che si siano levate migliaia di voci. Hanno paura della voce di queste donne perché porta all’uguaglianza, perché non sanno cosa c’è scritto nei  libri e temono che l’istruzione dia voce a queste donne!

 

D.:È quindi per questo che tu ti batti?

 

R.:Si, perché dopo l’attentato se ne sono andate via la debolezza, la paura e la disperazione, mentre sono nate in me la forza, il poter e il coraggio. Desidero che ogni bambino nel mondo abbia l’istruzione e per questo è necessario che ci sia la pace.

 

D.: Quindi cosa vorresti più di ogni altra cosa?

 

R.: Vorrei scuole e istruzione per il futuro radioso di ogni bambino! Le parole possono cambiare il mondo e quindi noi combatteremo con le nostre parole, i nostri libri e le nostre penne l’analfabetismo e il terrorismo in maniera pacifica.

 

Grazie di queste tue parole.

Giorgio 3′ media

 

 

 

La piccola Malala,grande guerriera per la pace

“ONE CHILD,ONE TEACHER,ONE BOOK AND ONE PEN CAN CHANGE THE WORLD.”

 Malala Yousafzai è una ragazza come tante,ma con una particolarità:la forza dentro di sé di battersi per il diritto alla pace,alle pari opportunità,e soprattutto,per il diritto all’istruzione di ciascuna donna,di ciascuna ragazza,di ciascun bambino.Il 10 Ottobre 2014 ha vinto il Premio Nobel per la pace,all’età di soli 16 anni.

Andiamo a conoscerla meglio:                                                                                                                                                                                                                                                                                            

Ciao Malala.Sono una ragazza italiana di dodici anni che desidera farti una breve intervista.Iniziamo:quando i talebani ti hanno ferita al lato sinistro della fronte,non hai avuto neanche un minimo di paura?

 No.Quella pallottola mi ha fatto capire che avrei dovuto continuare a combattere fino alla fine.È stata una motivazione in più per non arrendermi.

Ne sei sicura?

Be,sai…Quando si vuole davvero qualcosa,ce la si mette tutta fino a quando non la si ottiene!

Dunque,secondo quanto hai appena detto,preferiresti morire realizzando i tuoi sogni che continuare a vivere senza riuscire ad avverarli.Mi sbaglio?

Assolutamente no!In fondo,la morte di una persona è indifferente agli occhi del mondo intero,ma la pace e una buona istruzione può migliorarlo di gran lunga.

Come credi di potercela fare?

Solo se anche voi,nel vostro piccolo,contribuirete a combattere insieme a me per i diritti di ognuno di noi.Dobbiamo alzare le nostre voci per tutte le donne e i bambini che soffrono ormai da troppo tempo.Non rimaniamo in silenzio davanti a questa realtà!

Imbracciando libri e penne?

Imbracciando libri e penne,certamente!

Grazie di cuore,Malala,è stato un grandissimo piacere parlare con te.Sei davvero una persona speciale.Ti auguro un futuro ricco di successi e di vittorie personali.

Grazie a te!

Chiara,III MEDIA

La mia intervista a Malala; vincitrice del premio nobel per la pace

Io: Salve Malala le volevo fare qualche domanda sul discorso che ha appena fatto:

Malala: Faccia tutte le domande che vuole e si prenda tutto il tempo.

Io: Grazie, allora ecco la prima domanda……..
Io: 1)Cosa ha provato mentre parlava all’Onu,  pensava che l’avrebbero ascoltata seriamente
Malala: Be…. Io penso che loro mi abbiano ascoltata seriamente perché ho saputo persuaderli
Io: 2) Cosa hai provato quando i talebani ti hanno sparato?
Malala: Per loro ho provato compassione perché non sapevano che quell’attentato ci avrebbe solamente rafforzato.
Io: 3) Perché ha detto che la penna è più forte della spada?
Malala: Ho detto che la penna è più forte della spada perché volevo far capire che con le parole scritte dalla penna puoi far ragionare la maggior parte delle persone invece con la spada non hai il tempo per pensare, perché quando inizi a sferrare un colpo non ti puoi più fermare. 
Io: 4) Da dove è venuta tutta quella volontà che hai messo nelle parole del suo discorso?

Malala: La città da dove provengo mi ha dato la volontà per fare questo.

Io: Con questo ho finito, grazie Malala per la sua disponibilità.  Arrivederci

malala

 

Massimo 3a media

Malala: un Nobel al Coraggio

Diapositiva1Incontro Malala  in un albergo di Londra e lei mi accoglie  con il suo meraviglioso sorriso che sembra non abbia mai conosciuto alcun dolore. Non puó essere lei , mi dico, la ragazza che ha subito quel terribile attentato.

Le chiedo allora:  Cosa hai provato quando hai subito l’aggressione da parte dei Talebani?

Malala: Sapevo di essere un bersaglio per loro e ho provato dispiacere nel vedere che ,nel Mondo, possa esserci tanto accanimento contro chi difende dei diritti fondamentali delle donne e dei bambini.

Chi é per te un modello da seguire nella società di oggi? 

Malala: I modelli da seguire sono tutte le donne, i ragazzi e le ragazze che alzano la voce per i loro diritti. Mi piace pensare che siano molti e che siano forti. I modelli sono tutti gli insegnanti che, in condizioni anche disagiate, conducono la loro lotta contro l’analfabetismo.

Quando hai capito che potevi fare qualcosa di importante per il Mondo?

Malala: Il mio obiettivo era lo stesso già da prima dell’attentato, ma dopo questo avvenimento sono aumentate in me forza, energia e coraggio. Ognuno di noi dovrebbe lottare per qualcosa di importante per il mondo e per il cambiamento, per debellare l’ignoranza, l’ingiustizia, il razzismo e la privazione dei diritti fondamentali.

Perché secondo te i Talebani hanno paura dell’istruzione?

Malala: La risposta la diede un giorno a dei giornalisti uno studente della nostra scuola indicando il suo libro e dicendo: “I Talebani non sanno cosa c’è scritto in questo libro”. Loro sfruttano l’ignoranza per i propri interessi.

Perché pensi che la cultura sia l’unica via per vincere contro di loro?

L’istruzione porta la Pace. I libri e le penne sono le armi più potenti per il cambiamento.

***

La ringrazio. Lei mi saluta con la mano, con quel suo straordinario sorriso. “NESSUNO CI PUÒ FERMARE”

 

Lavinia III° Media

 

 

Intervista a Malala

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Salve a tutti ,  se dovessi fare un intervista a Malala queste sono le 3 domande che gli farei.

Intervistatore:”Ciao Malala”

Malala:”Salve”

Intervistatore:”Quanto puo essere brutto trovarsi in una guerra reale e rischiare la propria vita”

Malala:”Sicuramente non è come sembra in TV, quando ti trovi coinvolto in una guerra reale sei sempre in ansia perchè capisci che da un momento all’altro potresti non esserci piu,ed è una situazione terribile.”

Intervistatore:”Trovarsi lì e non poter far nulla non è frustrante?.”

Malala:”Assolutamentr si, non poter aiutare materialmente chi ne ha bisogno e far cessare la guerra è brutto.Anche se io dopo aver subito l’attentato ho provato e proveró a far cambiare le cose e ad aiutare, attraverso le parole e i fatti le  persone che ne hanno bisogno e a fornire, soprattutto ai bambini,  un istruzione.

Intervistatore:”È proprio per questo che tu hai preso questa strada?”

Malala:”Si!Perche io nel mio piccolo avendo vissuto questa esperienza forte e dolorosa quando ho visto la morte in faccia e la mia vita andar via ,ho capito che la pace va diffusa perche, probabilmente non è stata diffusa abbastanza.Dovremo divulgarla di piu per avere meno guerre, meno morti e piu fraternità. La guerra infatti porta solo morti e tanta povertà e noi non dobbiamo permetterlo.”

Intervistatore:”Grazie Malala e arrivederci”

Malala:”Grazie a te”                                                                                                                                                                gabriele 3a media

“L’istruzione prima di tutto”


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Giornalista:

-Buongiorno Malala, sono Gaia dalla scuola Rossello, avrei qualche domanda da porle.

Malala:

Buongiorno anche a te Gaia! Puoi darmi tranquillamente del tu. Iniziamo con le domande?

Giornalista:

-Con piacere. E’ stato subito dopo che ti hanno sparata i talebani che hai iniziato a lottare per l’istruzione?

Malala:

Certamente l’attentato alla mia vita ha rafforzato un qualcosa che sentivo già da prima. Bisogna lottare per i propri diritti! L’istruzione è uno dei più importanti.

Giornalista:

-A proposito di questo… Per te cosa è più importante, la pace o l’istruzione?

Malala:

E’ una domanda abbastanza difficile, ma credo che queste due cose vadano a “braccetto”. La pace è fondamentale, ma anche l’istruzione!

Giornalista:

-E qual’è secondo te la cosa più importante per l’istruzione?

Malala:

-Non c’è alunno senza insegnante né insegnante senza alunno. L’istruzione non può svilupparsi su un’unica base: ha bisogno di quattro cose: un insegnante, un ragazzo, un libro e una penna. L’istruzione è l’arma più potente. I talebani hanno paura delle persone istruite, per questo le uccidono.

Giornalista:

-Se un talebano minacciasse di ucciderti intimandoti di non studiare, cosa faresti?

Malala:

Credo che mi lascerei uccidere, perché una vita senza istruzione è una vita senza futuro. Io non ho paura della morte.

Giornalista:

-Pensi di aver ricevuto una buona istruzione?

Malala

Sì, come qualsiasi bambino del mondo dovrebbe avere.

Giornalista:

-Giusto! Ma dimmi, ti consideri una ragazza come le altre?

Malala:

Sì, anche se sono andata a parlare all’ONU non sono diversa da qualsiasi altra donna del mondo.

Giornalista:

-Pensi che l’ONU stia facendo la differenza nel mondo?

Malala:

-Penso che l’ONU ora non stia esattamente cambiando il mondo: potrebbe e dovrebbe fare molto di più.

Giornalista:

-Una curiosità: se una scuola ti chiedesse oggi di andare a visitarla per incoraggiare gli alunni allo studio, lo faresti?

Malala:

Certo che sì! Sarebbe una bellissima idea. 

Giornalista:

-L’intervista termina qui. Grazie per la disponibilità. Buon “lavoro”… E in bocca dei talebani!

immaginando un’intervista con Malala Yousafzai…

Noi ragazzi di Terza Media abbiamo deciso di immaginarci come sarebbe un’intervista a Malala perché il tema della scuola quest’anno sarà la libertà e chi meglio di lei può interpretare quest’argomento?

Per chi non la conosce ancora, penso in pochi, racconterò brevemente la sua storia :

Malala nasce il 12 luglio 1997 nella città di Mingora, nella valle dello Swat.

È una delle poche ragazze fortunate ad avere un’istruzione, ma fin da subito si batte per i diritti delle ragazze più povere che non posso averne una.

All’età di 15 anni lei e due sue amiche vengon ferite dai Talebani, lei in modo più grave, uno sparo alla tempia sinistra e una ferita sul collo.

Ma questo non basta a fermarla, anzi, si rialza ancora  più forte e convinta.

Tanto forte da vincere il nobel per la pace 2014, a soli 16 anni è la persona più giovane ad aver vinto quest’onoroficienza.

Tutte le classi delle Medie hanno lavorato sul suo discorso all’ONU e, basandoci du quello, noi alunni di Terza abbiamo immaginato un’intervista con lei.

Ed ecco la mia :

GIORNALISTA :

“Cosa ti ha spinto ad andare avanti dopo lo sparo alla tempia sinistra?”

MALALA :
“È stato propio quello sparo a spingermi ad andare avanti”

GIORNALISTA :
“Davvero?! Non avevi paura?”

MALALA :
“Paura di cosa?”

GIORNALISTA :
“Che ti avrebbero preso, torturata…”

MALALA :
“Si, ma ciò per cui lottavo, per cui lotto, è piu importante della mia vita, sono pronta a tornarci e ripetere tutto dall’inizio alla fine. Mi dispiace per i miei fratelli e sorelle che sono caduti per colpa di uno sparo. Ma so che ora stanno in un posto migliore”

GIORNALISTA :

“Grazie Malala, capisco il tuo punto di vista e ti sostengo.”

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Diletta, Terza Media

Malala

Avendoci riflettuto a lungo ho capito che non c’é molto da dire su Malala Yousafzai. E’ una persona a dir poco straordinaria.

Essa ha solo 11 anni quando decide di alzare la voce e ne ha quindici quando un giorno come tanti mentre stava andando a scuola i talebani tentano di ucciderla.  E’ una delle poche persone che veramente si merita di vincere il premio Nobel.

Ho avuto il piacere di farle un intervista dopo il suo discorso al premio Nobel:

Io: Ciao Malala, ho un paio di domande alquanto personali da farti. Desideri rispondere?

Lei: Certo con piacere.

Io: Hai paura dei talebani?

Lei: No. Assolutamente. I talebani sono persone come tutte, soltanto che vedono il mondo al contrario.

Io: Chi sei Malala?

Lei: Sono una ragazza come tante, soltanto che ho i miei obiettivi e non ho paura di raggiungerli.

Io: Ti faccio un altro paio di domande e poi finiamo. Secondo te per quando durerà questa guerra?

Lei: Fino a che non vincerò.

Io: Perchè non provi odio per i Talebani?

Lei: I talebani sono persone come noi, stanno solo seguendo la loro religione. Ovviamente la violenza non porta a niente ma se loro seguono l’estremismo religioso non è colpa nostra. Stiamo solo cercando di fargli cambiare idea.

Io: Grazie mille Malala.

Violetta III Media