Diversità e genialità: il divario digitale

Il divario digitale (in inglese noto come digital divide) è la divisione esistente tra le persone che hanno accesso alle tecnologie dell’informazione come gli smartphone, Internet, e i personal computer e chi, al contrario, non vi accede o ha un accesso molto limitato. Questo divario è molto importante perché identifica anche una differenza che le persone hanno nell’accesso all’informazione, in quanto ora la maggior parte delle informazioni utili / necessarie per la vita di tutti i giorni sono più facilmente accessibili in modo digitale (ad esempio, le informazioni sui percorsi stradali tramite Waze, oppure informazioni di tipo sanitario sui siti delle ASL o dei laboratori di analisi).Digital divide

Per chi vive in una grande città come Roma, è facile avere un accesso ad Internet anche utilizzando il wi-fi pubblico. Per chi vive in zone rurali o poco abitate è molto più difficile avere gli stessi servizi e questa può essere una delle ragioni che generano il divario digitale, ossia la copertura dei servizi sul territorio.

Un’altra causa è culturale: per le persone della mia generazione è naturale utilizzare smartphone e personal computer collegati ad Internet ma, per la generazione dei miei nonni, ad esempio, l’uso delle tecnologie digitali è molto più limitato e in molti casi vi ricorrono solo quando non ci sono alternative.

Per tentare di ridurre il divario sono, quindi, necessari interventi che assicurino la disponibilità delle tecnologie a tutti, indipendentemente da dove vivono, dal ceto sociale e dal sesso, oltre a interventi di tipo educativo per chi vede queste tecnologie estranee alla propria esperienza.

Matteo D.O.

 

Fonti:

 

 

postare con la testa

Quando entri in internet puoi essere visto da milioni di persone che sanno tutto quello che fai.

Soprattutto se hai dei problemi sul web segnalali alle autorità competenti con il numero

della help line:19696

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Per evitare di essere stolkerati  bisogna o coprire la fotocamera interna(quella delle foto inaspettate) con un pezzetto di scotch  (non trasparente  bensì carta,biadesivo)

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Quale immagine diamo di noi nella rete?

Ciao, sono Giulia  e ho 12 anni . Frequento la seconda media dell’Istituto Rossello. Mi piace disegnare , ascoltare la musica, scattare foto con la mia amata Canon e giocare a tennis.

 

Ciao sono Davide e ho 13 anni. Frequento la seconda media della scuola M.G. Rossello. Mi piacciono gli animali , infatti ho un cane di nome Willy che ha 10 mesi. Gioco a calcio con  i miei amici e qualche volta vado a giocare a tennis con mio padre.                                       

 

 

DAVIDE E GIULIA

Quale immagine diamo di noi nella rete?

Ciao a tutti io sono Irene.

Come avrete potuto immaginare, ho i capelli biondi e gli occhi verdi.

Frequento l’Istituto M. G. Rossello; ho 13 anni e sto per terminare la II media. Adoro la mia scuola, perchè essendo molto piccola siamo tutti come una grande famiglia.

Io non uso molti social network, l’unico che uso abbastanza spesso è whatsapp: lo utilizzo per chattare con i miei amici, per creare gruppi per le feste di compleanno oppure solo con le mie migliori amiche, ma anche per ragioni scolastiche, ad esempio abbiamo un gruppo chiamato appunto “Corriere della Rossello”.

Amo passare il tempo libero con le altre persone, chiacchierando e inventando giochi. Non mi piace invece stare tanto tempo a casa senza fare nulla e stare tutto il giorno davanti a cellulare, TV, computer, wii, play station…

Come sport pratico atletica leggera e devo dire che mi piace davvero tantissimo! Sono ormai quattro anni che la pratico e credo che continuerò ancora per molto tempo. La adoro perchè è uno sport all’aperto, molto vario, individuale, ma anche di squadra (ad esempio le staffette), uno sport che aiuta anche a stringere nuove amicizie con i ragazzi del proprio gruppo…

Adoro gli animali, soprattutto quelli di grandi dimensioni, ed il mio preferito è il gatto. Mi fanno schifo gli insetti, soprattutto ragni, vermi, forbici, cervi volanti e scarafaggi.

Come tutti ho anche io dei pregi e dei difetti:

  • alcuni dei miei pregi sono che sono quasi sempre allegra, faccio tanti scherzi (forse troppi), sono molto fantasiosa…
  • alcuni dei miei difetti sono invece che a volte faccio un po’ troppi scherzi, sono un po’ pettegola, sono permalosa, a volte distratta, non ho molto la cognizione del tempo (spesso non mi riesco ad organizzare tutte le cose che ho da fare)…

Che dire… spero di non avervi annoiati e… questa sono io, Irene!

Irene

QUALE IMMAGINE DIAMO DI NOI NELLA RETE?

myAvatar-2Ciao a tutti mi chiamo Alessandro e ho 12 Anni e frequento la seconda media presso la scuola M.G ROSSELLO.

Questa immagine qui accanto è il mio avatar nella rete ….

Io uso i social network ad esempio ho instagram però preferisco giocare alla play station proprio come tutti i miei coetanei..

Mi piacciono molto gli animali infatti o un cane di nome ETTORE a cui sono molto affezionato e durante il tempo libero gioco assieme a lui a palla, devo dire che ci divertiamo veramente molto.

Io come tutti ho dei difetto ma anche dei pregi:

Pregio: che non ho paura di confrontarmi con le persone perché io  penso che le cose vanno dette in faccia e non davanti ad uno schermo come fanno molti.

Difetto: che sono molto chiacchierone e anche molto testardo.

Questo sono io ALESSANDRO

Blue Whale: parliamone

“Dopo il servizio de Le Iene su molte pagine web italiane si è ritornati a parlare del caso «Blue Whale». Con quale grado di correttezza di informazioni cercheremo di scoprirlo con questo servizio. Intanto le basi: con il nome «Blue Whale» si identifica una sorta di assurdo rituale che ha lo scopo di condurre qualcuno, prevalentemente un giovane, debole e depresso, verso il suicidio. Una sorta di gioco online a cui si decide di partecipare volontariamente postando un messaggio con l’hashtag #f57 che porta all’immediato contatto in forma privata con un «master» che sottopone un elenco di prove ben precise. Il master sarebbe in possesso di informazioni personali che in caso di disobbedienza porterebbero a ritorsioni violente sulla famiglia del «giocatore». Le presunte, ma decisamente tutte da confermare, morti dovute a questo assurdo gioco sarebbero oltre 130, con casi che si concentrano in Russia, ma si estendono anche al resto del mondo. A rinvigorire la storia ci sarebbe anche l’arresto di Philiph Budeikin, ragazzo russo che si sarebbe dichiarato colpevole di aver portato al suicidio un numero imprecisato di persone.
Il nome Blue Whale si ispira ovviamente alle balene e alla loro pratica di spiaggiarsi e morire senza alcun apparente motivo. Come detto, in questi giorni Blue Whale è sulla bocca di tutti a seguito del programma Le Iene in cui i conduttori dichiaravano di aver fatto luce sulla vicenda. Tuttavia di Blue Whale si parla da almeno un anno, forse di più e la verità è decisamente più complessa di una psicosi da «Internet cattivo» e riguarda più le leggende metropolitane che una presunta setta che incita al suicidio. Oltre a tutto questo, nel 2016 è uscito un film, «Nerve», che per certi versi riprendeva le tematiche di Blue Whale, e si è innescato quindi una sorta di cortocircuito in cui è difficile capire se un caso isolato è diventato leggenda metropolitana, se la leggenda è stata imitata dalla realtà o se è entrata di mezzo anche una strana storia di marketing virale. Ciò che cercheremo di fare in queste schede è gettare una luce su questo fenomeno, dimostrando che si tratta in gran parte di un caso, quantomeno in partenza, montato su leggende metropolitane che qualcuno ha cercato di rendere vere per puro calcolo personale. L’unica certezza in questi casi è l’incertezza data dalle dinamiche della rete….” (Fonte Il Corriere della Sera)

Ecco due link per parlarne insieme:

POSTA CON LA TESTA

Il video “Posta con la testa” usa la metafora della bacheca della scuola che potrebbe essere quella di qualunque applicazione, per far capire che una foto può essere vista da tutti e condivisa anche senza il tuo consenso.

A differenza dell’immagine attaccata alla bacheca della scuola una foto postata su internet non può mai essere cancellata definitivamente. Così come la foto, qualsiasi video o altro documento affidato a internet, diventa automaticamente di tutti senza possibilità di ripensarci. Inoltre, il messaggio è che nel  tempo di un click tutti possono entusiasmarsi per le nostre foto, divertirsi con i video, sapere esattamente quello che stiamo pensando. Fantastico non c’ è dubbio. Ma se poi ti penti? Se capisci all’improvviso che c’era qualcosa che non andava in quello che hai appena condiviso?

Per questo motivo bisogna postare con la testa!

Il video è molto educativo e grazie a questo credo che molti ragazzi hanno capito di non pubblicare cose personali come l’abbiamo capito noi.

Marco,Lorenzo,Daniele,Deevesh,Pierluigi

 

 

 

Dichiarazione Diritti Umani e Diritti Online

Confrontando la Dichiarazione dei diritti umani con i diritti online, possiamo trovare alcune similitudini.

Per esempio confrontando l’articolo 24 della Dichiarazione dei diritti umani con l’articolo 3 dei diritti online (ho il diritto di partecipare, divertirmi e trovare tutte le informazioni adeguate alla mia età). Possiamo dire che sono due articoli che si completano a vicenda e che riteniamo giusti, perché dicono che abbiamo il diritto di divertirci, riposarsi, di trovare tutte le informazioni adatte alla nostra età e di non essere sfruttati. Ovviamente sempre rispettando le persone che ci stanno intorno. Confrontando sempre l’articolo 3 dei diritti online con l’articolo 27 della Dichiarazione dei Diritti umani. Osserviamo, che entrambi vogliono esprimere il concetto che ogni cittadino deve essere partecipe della vita culturale e deve essere consapevole di ciò che lo circonda. Ma che significa essere cittadini nella società di oggi? Noi oggi siamo cittadini d’Italia, d’Europa, del mondo e anche dei media.

Paragonando la prima parte dell’articolo 20 della Dichiarazione dei diritti umani con il 4 dei diritti online (ho il diritto di esprimermi liberamente quando sono online sempre nel rispetto degli altri). Pensiamo che partecipando liberamente ai social network bisogna esprimere la propria opinione, sempre onorando la libertà degli altri. Riferendoci alla famosa frase di Martin Luther King noi dobbiamo rispettare la libertà degli altri ovunque,anche sul web.

Confrontando l’articolo 3 della Dichiarazione dei diritti umani con il 1 dei diritti online(ho il diritto di proteggere  la mia identità  online). Possiamo dire che la sicurezza di ogni individuo e’  molto importante. E che devo proteggere la mia identità  non solo su internet ma nella vita di tutti i giorni.

-Gruppo video IIIB-