ONU

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L’Organizzazione delle Nazioni Unite, in sigla ONU, è un’organizzazione intergovernativa a carattere internazionale.

L’organizzazione è nata il 24 ottobre 1945 dopo la fine della 2 Guerra Mondiale e della Società delle Nazioni.

Un passo fondamentale per la creazione dell’ONU fu la stipulazione della Carta Atlantica (Dichiarazione di principi di politica internazionale concordata (1941) dal presidente degli Stati Uniti F.D. Roosevelt e dal primo ministro britannico W. Churchill, che prendeva ispirazione dai vecchi “14 punti” di Wilson. L’ONU venne fondata con una conferenza internazionale apertasi il 25 aprile 1945, a San Francisco, e conclusasi il 26 giugno con la firma dello Statuto delle Nazioni Unite da parte di 50 Stati.

Lo Statuto entrò in vigore il 24 ottobre, dopo la ratifica da parte dei 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza e della maggioranza degli altri Stati firmatari, sancendo così l’effettiva nascita dell’ONU. La data del 24 ottobre è stata poi scelta come Giornata delle Nazioni Unite.

L’articolo 1 e 2 dello Statuto delle Nazioni Unite riassumono gli scopi e i principi che l’organizzazione internazionale si è prefissata:

Scopi e principi

Mantenere la pace e la sicurezza internazionale;

Promuovere la soluzione delle controversie internazionali e risolvere pacificamente le situazioni che potrebbero portare ad una rottura della pace;

Sviluppare le relazioni amichevoli tra le nazioni sulla base del rispetto del principio di uguaglianza tra gli Stati e l’autodeterminazione dei popoli;

Promuovere la cooperazione economica e sociale; Promuovere il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali a vantaggio di tutti gli individui.

Promuovere il disarmo e la disciplina degli armamenti; Promuovere il rispetto per il diritto internazionale ed incoraggiarne lo sviluppo progressivo.

Secondo me, per avere un mondo migliore ed una consapevolezza da parte dell’uomo dell’orrore della guerra l’umanità dovrebbe riuscire a mantenere la pace nel mondo senza bisogno di un’organizzazione che risolva i conflitti tra nazioni, paesi…..

DAVIDE

 

 

Lo Statuto albertino

Durante il Risorgimento, animato da un movimento patriottico finalizzato ad ottenere l’indipendenza dallo straniero e l’unificazione politica, i sovrani degli Stati italiani si trovarono “costretti” a concedere delle Costituzioni. Il testo costituzionale che ebbe maggior fortuna fu lo Statuto Albertino firmato dal re di Sardegna Carlo Alberto il 4 marzo 1848. Con la proclamazione del Regno d’ Italia nel 1861 lo Statuto divenne la Costituzione del nuovo Stato unitario e tale rimase sino all’entrata in vigore della costituzione repubblicana nel 1948.

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Caratteristiche dello Statuto:

Lo Statuto trasformava il Regno sabaudo in una Monarchia Costituzionale basata sul rapporto tra il sovrano e le due Camere. La Camera dei Deputati era eletta e quindi era un’assemblea rappresentativa, il Senato, invece era formato da membri nominati a vita dal re che li sceglieva liberamente e in numero non definito tra le categorie  più ricche e importanti della società: professionisti,ufficiali, alto clero, grandi burocrati, imprenditori. L’ art.5 stabiliva che “al re solo appartiene il potere esecutivo”:egli nominava i ministri e poteva sostituirli liberamente(art.65)essi rispondevano direttamente a lui(art.67) nelle mani del re erano concentrati i poteri di nominare tutte le cariche dello stato(art.7)di concedere la grazia(art.8). L’art 5 gli assegnava inoltre la direzione della politica estera e il comando delle forze armate. L’Art.6 stabiliva che solo il re poteva nominare tutte le cariche dello stato; l’ar. 7 che solo il Re poteva approvare e promulgare leggi; l’art. 8 che solo il Re poteva concedere la grazia.

Spettava al re nominare i giudici che amministravano la giustizia in suo nome (art.68 e 69). Solo il potere legislativo era condiviso tra il re e le due Camere.

DIRITTI E DOVERI DEL CITTADINO

Lo Statuto, dall’art.24 all’art.32, affermava e garantiva l’uguaglianza giuridica. Tale uguaglianza, però, era solo formale e non sostanziale, perchè il Parlamento emanava una legge ordinaria che stabiliva quali tra i cittadini potevano esercitare il diritto di voto, ponendo una serie di limiti di età,  di genere,grado di istruzione, ricchezza.

Solo nel 1912 si arrivò ad estendere il diritto di voto a tutti i cittadini maschi (suffragio universale maschile ). Lo statuto, inoltre assegnava alle leggi emanate dal Parlamento, il compito di regolare l’esercizio dei diritti di libertà. Lo Statuto non stabiliva norme rigide e rigorose, ma era una Costituzione flessibile, che poteva essere adattata alle circostanze. Ed è proprio per questo motivo che durò così tanto, adattandosi prima al sistema parlamentare che ha retto l’Italia unita per 60 anni, e poi convivendo con la dittatura fascista.

Fonte: http://www.treccani.it/enciclopedia/statuto-albertino_%28Dizionario-di-Storia%29/

Libro di testo: La Storia in diretta. Cittadinanza e Costituzione

Luigi.

 

 

Articolo 11 della costituzione

Alla fine della seconda guerra mondiale e a seguito della liberazione dai nazisti l’italia uscì delusa dalla monarchia e dal fascismo e per questo si volle indire un referendum istituzionale per decidere fra monarchia e repubblica. Il referendum si tenne il 2 giugno 1946 a suffragio universale e terminò con la vittoria della repubblica che sancì la nascita della costituzione creatasi da una commissione riunitasi nel 1947.

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Simbolo della Repubblica italiana

Il primo gennaio 1948 entrò in vigore la nostra carta costituzionale.In modo particolare mi sono soffermato sull’articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana che sancisce che:

L’Italia ripudia la guerra come strumento di difesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;consente,in condizioni di parità con gli altri stati,alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le nazioni.Promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolta a tale scopo.”

Questo articolo nasce dalla voglia dei padri costituenti di porre un freno è un limite all’uso della forza nella risoluzione dei conflitti tra Stati, memore della tragedia umanitaria scatenata dalle guerre mondiali.  Inoltre, ci parla della presenza di organizzazioni internazionali come strumenti per contenere i conflitti da risolversi per vie diplomatiche al fine di garantire la pace. Quindi, l’uso della guerra è consentito solo in caso di difesa e come ultima risorsa.

Ritengo che questo articolo sia giusto che rappresenti la volontà del popolo italiano di evitare altre guerre per il bene della nostra popolazione.

Fonte: senato.it

Gianmaria

 

I 60 ANNI DEI TRATTATI DI ROMA

Il 25 marzo 1957 a Roma, nella sala Orazi e Curiazi in Campidoglio, vennero firmati due Trattati, siglati per l’Italia dal Presidente del Consiglio di allora ANTONIO SEGNI: con essi furono istituite la CEE (Comunità Economica Europea) e L’EURATOM (comunità Europea dell’energia atomica). Essi entrarono in vigore negli stati membri il 1° Gennaio 1958.

Gli stati firmatari erano:  BELGIO, GERMANIA, FRANCIA, ITALIA, LUSSEMBURGO e PAESI BASSI.

I Trattati di Roma del 1957 rappresentano  il momento costitutivo della Comunità Europea.

COSA SONO E COSA PRETENDONO:

I Trattati di Roma, come abbiamo già detto, sono due e istituiscono rispettivamente la Comunità Economica Europea e la Comunità Europea dell’energia atomica.

Il più importante è il primo: come suggerisce il nome, questo nuovo organismo avrebbe avuto un ruolo prevalentemente economico, e sarebbe servito a promuovere una crescita stabile e duratura dei paesi che vi avevano aderito attraverso la formazione del marcato comune e l’armonizzazione delle leggi economiche statali.                                  Il provvedimento più importante previsto nel trattato fu l’eliminazione dei dazi doganali fra gli stati membri, cosa che consentì la creazione del cosiddetto ” mercato unito ” e fu la base per la successiva unità politica.                                                                                                  Il trattato, considerato ancora oggi una  delle ” colonne” della legislazione europea, fu poi modificato una prima volta dopo il trattato di Maastricht del 1992, e una seconda con il trattato di Lisbona del 2007.

Il secondo trattato, quello che istituì l’Euratom, aveva invece come scopo quello di coordinare i programmi di ricerca degli stati membri relativi  all’energia nucleare e assicurare che venisse usata per scopi pacifici: fu firmato dagli stessi stati che firmarono il primo ed è ancora vigente.

Nel sito dell’Unione europea è possibile consultare  la sezione sui Trattati con le informazioni dettagliate, le successive adesioni e modifiche, nonché la pagina sui Trattati attualmente in vigore.

Qui di seguito un filmato pubblicato dall’Ufficio d’informazione in Italia del Parlamento Europeo in occasione del 60°  anniversario della firma dei Trattati.

MASSIMILIANO/SOFIA/TOMMASO

 

NO ALLA GUERRA SI’ ALLA LIBERTA’

La guerra non va assolutamente “usata” come strumento di offesa alla libertà!

L’ articolo n° 11 della Costituzione Italiana, infatti, sottolinea che l’Italia ripudia la guerra come mezzo di soluzione alle controversie internazionali.

La Repubblica Italiana consente, quando si è in parità con gli altri Stati, alle limitazioni per un ordinamento che garantisca la pace, la libertà, la serenità e la giustizia tra le Nazioni.

La guerra è una cosa molto pericolosa e non andrebbe MAI e poi MAI utilizzata come uno strumento di superiorità verso gli altri, perché ogni popolo deve essere unito, e tutti dovrebbero imparare che ognuno è diverso e va rispettato.

Secondo noi questo articolo è uno dei più belli ed importanti della Costituzione Italiana, perché in un momento storico come questo dovrebbe essere SEMPRE rispettato da TUTTI, anche se, considerando che nel mondo siamo 7 miliardi (poco più o poco meno), sarebbe davvero troppo difficile, ma almeno noi tre, nel nostro piccolo, proveremo a rispettarlo.

FILIPPO, IRENE, PIETRO.

 

12 ottobre 2012

Il premio Nobel per la pace del 2012 è stato assegnato all’Unione Europea, come anticipato dall’emittente norvegese NRK. Il premio coincide con una delle fasi più critiche dell’Unione messa a dura prova dalla crisi economica. Alcuni paesi membri come la Germania e la Francia hanno negli ultimi anni dimostrato di poter collaborare come paesi partner oltrepassando i dissapori passati dell’800 e ‘900. Grazie alla sua stabilità e ai numerosi sforzi dell’unità continentale  l’Unione Europea è potuta diventare un continente di pace, invece di un continente di guerra il quale era.

“La decisione ha suscitato non poche critiche di incoerenza da parte di chi fa notare che a discapito del nobel, l’Unione Europea ha avallato l’invasione libica nonché gran parte degli interventi NATO nel mondo. Tali critiche seppur fondate non colgono le ragioni alla base dell’assegnazione” (fonte)

Tuttavia, se l’esperimento dell’Unione è riuscito, perché non procedere con gli Stati Uniti d’Europa? Forse questo difficile passo (fattibile con un referendum popolare) trasformerebbe un continente considerato in discesa nella prima potenza economica mondiale. E voi che ne pensate?

 

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 Ginevra,Milen,Laura  e vittoria

La pace è mantenuta così come dovrebbe essere?

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare” 
Quante volte c’è capitato di dire una cosa, ma poi non metterla in atto? Quanti discorsi sono stati fatti per cercare di placare le acque, per non compromettere l’equilibrio creato in precedenza? Oppure quanti armadi non aperti, per non far uscire scheletri nascosti? Ecco, forse è arrivato il momento di capire cosa si sta sbagliando in tutto ciò, le domande hanno sempre una risposta.Che in questo caso potrebbe essere ONU
(Organizzazione Nazioni Unite ).
In cosa consiste l’ONU?

  • Mantenere la pace e la sicurezza internazionali
  • Sviluppare relazioni amichevoli fra le nazioni
  • Cooperare nella risoluzione dei problemi internazionali e nella promozione del rispetto per i diritti umani
  • Rappresentare un centro per l’armonizzazione delle diverse iniziative nazionali

Questi sono solo 4 dei tanti motivi perché l’ONU esiste, purtroppo non sempre questa organizzazione interviene, anche se dovrebbe mantenere in sicurezza e pace tra le nazioni, ci sono le eccezioni e una di queste è quella della pulizia etnica Ruandese. Nel 1994 ci fu proprio un genocidio contro i Tutsi da parte degli Hutu. E l’ONU intervenne troppo tardi, perché anche se richieste truppe da parte dell’America, essa era occupata a placare le acque in Somalia. Secondo me bisognerebbe dare la stessa importanza a tutte le guerre anche se tra paesi meno importanti, perché i corpi che cadono sul campo di battaglia, sono sempre esseri umani fatti di carne e ossa . 

Volevamo dunque sottolineare il concetto di uguaglianza per l’ONU che secondo noi predilige certi paesi ad altri (per il fattore economico e politico), infatti non esistono morti di “serie A e serie B”, per rispecchiare ciò vorremmo far partire l’hashtag #UGUAGLIANZA

 

Un Giubileo pieno di…MISERICORDIA

Prima l’abbraccio con il papa Benedetto XVI, poi l’apertura della Porta Santa all’ordine “Apritemi le porte della giustizia”: alle 11.15 Papa Francesco ha inaugurato ufficialmente il Giubileo della Misericordia varcando la soglia, seguito da Ratzinger. Poco prima, durante la messa, Bergoglio aveva esortato così i circa 70mila fedeli radunati in piazza San Pietro: «Abbandoniamo ogni forma di paura e di timore, perché non si addice a chi è amato; viviamo, piuttosto, la gioia dell’incontro con la grazia che tutto trasforma». «Questo Anno Santo Straordinario – ha spiegato il Papa – è anch’esso dono di grazia. Entrare per quella Porta significa scoprire la profondità della misericordia del Padre che tutti accoglie e a ognuno va incontro personalmente. Sarà un Anno in cui crescere nella convinzione della misericordia». Riferendosi anche al Concilio Vaticano II, il Papa ha detto:”Attraversare oggi la Porta Santa ci impegni a fare nostra la misericordia del buon samaritano”. Fedeli in fila dall’alba, sotto una pioggerella fine, sono accorsi per assistere alla celebrazione, cominciata alle 9.30. Oltre 2mila le forze dell’ordine schierate in città. No fly zone nei cieli di Roma dalle 7 alle 19. Tre i varchi d’accesso alla basilica aperti dalle 6.30. I controlli sono stati serrati: ogni fedele è dovuto passare al vaglio dei metal detector portatili. Verso mezzogiorno è cominciato il deflusso. Quello indetto da Francesco è il terzo Giubileo straordinario dall’inizio del ’900: nel 1933 Pio XI proclamò l’Anno Santo per i 19 secoli dalla morte di Gesù, Paolo VI ne aprì uno nel 1966 per cinque mesi e oggi tocca a quello di Papa Francesco, che imprime un’accelerazione pastorale verso la “misericordia”. «Che il Giubileo della Misericordia porti a tutti la bontà e la tenerezza di Dio», ha scritto il pontefice in un tweet. “Non abbiamo paura della misericordia, lasciamoci abbracciare da lei e dalla tenerezza di Dio che ci aspetta e perdona tutta, nulla è dolce come lasciarsi accarezzare da Dio, fa tanto bene e il Signore perdona tutto», ha affermato Bergoglio. Poi ha esaltato l’Immacolata come «icona sublime della misericordia divina che ha vinto sul peccato». La festa dell’Immacolata «diventa allora la festa di tutti noi se, con i nostri “sì” quotidiani, riusciamo a vincere il nostro egoismo e a rendere più lieta la vita dei nostri fratelli, a donare loro speranza, asciugando qualche lacrima e donando un po’ di gioia».

Una mia riflessione: spero adesso che, con questa occasione del Giubileo, tutti i nostri fratelli sparsi nel mondo possano arrivare qui, nel centro santo e nella capitale italiana per concedersi un momento di preghiera e perdono perché, come ha detto il Papa, Dio perdona tutti e tutto e spero anche che questo momento non venga rovinato da altri fatti tristi o infelici nelle altri parti del mondo perché, anche se siamo tutti sparsi, formiamo un unica persona…ognuno vicino all’altro, anche a distanza.

Inoltre questo tema, la Misericordia, è quello usato per questo anno anche qui a scuola perché, riflettendoci sopra insieme, possono venire fuori delle riflessioni molto profonde e intelli
genti da tutti noi.

Beatrice, III media

Soluzione dei problemi che affronta ONU

L’ONU è un organizzazione internazionale che, concepita durante la seconda guerra mondiale (sostitutiva della Societa delle Nazioni Unite) è impegnata, con molteplici compiti, a favorire il rispetto dei diritti umani e a mantenere la pace e la sicurezza. Persegue le seguenti finalità: attuare il principio di uguaglianza nell’attribuzione dei diritti agli individui, enunciare e tutelare i diritti dell’uomo, vigilare che siano osservate le norme di diritto internazionale fondate sulla giustizia, promuovere il progresso sociale e l’incremento del tenore di vita e della libertà individuale, reprimere lo spirito di intolleranza e di aggressività, operare in comunione di sforzi per mantenere la pace e la sicurezza internazionale, precludere l’uso della forza armata da parte degli Stati, salvo che nel comune interesse, stabilire istituzioni e procedimenti internazionali diretti a incrementare il progresso economico e sociale di tutti i popoli.

I membri dell’ONU sono tutti Stati sovrani la cui richiesta di ammissione deve essere accolta, su proposta del Consiglio di Sicurezza, da almeno due terzi.

Il consiglio di sicurezza ha come responsabilità principale il mantenimento della pace e della sicurezza nazionale ed è costituito da 15 membri, il Consiglio di Sicurezza in prima battuta tenta di risolvere la controversia pacificamente, avviando mediazioni per giungere a un accordo, oppure nei casi di conflitti cercando di ottenere un cessate il fuoco e inviando missioni per far rispettare la tregua e tenere separate le opposte fazioni.

Un problema attuale per l’ONU é la mancanza di acqua che offre meno disponibilità per tute le persone, infatti il numero é molto calato dal 1990.

Quasi un milione di persone non hanno acqua potabile in casa. L’ ONU mette in guardia dal rischio che i cambiamenti climatici possano esasperare tensioni attuali e future. Come possiamo risolvere questo problema?

Secondo uno studio fatto in Olanda all’università di Utrecht, afferma che tale problema si può risolvere in un’arco di tempo ridotto.

Sono state individuate 6 soluzioni possibili, secondo le quali operare con differenti approcci, per lo stesso obiettivo. Ci sono misure “soft” e misure “hard”. Le prime si concentrano sull’educazione ad un utilizzo più saggio e sostenibile delle fonti idriche, le seconde, più estreme, possono essere definite “d’emergenza”, ma che richiedono maggiori investimenti e fanno riferimento a sistemi di accumulo e/o trattamento d’acqua.

Misure soft:
-Rispetto l’agricoltura, l’irrigazione ha un ruolo fondamentale. Una soluzione sarebbe ridurre il quantitativo di acqua necessario . Questa soluzione comporta però il rischio relativo agli impatti di modificazione genetica e di eutrofizzazione.

-Per migliorare l’irrigazione un altra metodologia sarebbe quella di ricorrere alla tecnologia, utilizzando ad esempio sistemi a sprinkler o a goccia, che avrebbero però, come lati negativi, i costi di installazione e il rischio di salinizzazione dei suoli.
-Migliorare l’uso della risorsa acqua, come la riduzione di sprechi, perdite e riciclo, potrebbe invece essere di grande aiuto in ambito sia domestico che industriale.
-Un’altra misura si concentra sui metodi di contenimento della crescita della popolazione mondiale., le tendenze attuali testimoniano però la difficoltà di un tale tipo di intervento.

Misure hard:
-Aumento dello stoccaggio d’acqua in grandi serbatoi.
-Desalinizzazione dell’acqua di mare.

Gli interventi più drastici, per avere effetto, dovrebbero essere realizzati secondo dimensioni che potrebbero risultare impattanti per gli equilibri idrici e ambientali in genere.
Sebbene sia chiaro ormai che è necessario intervenire, la soluzione più saggia e meno impattante sembra essere un miglioramento, a livello globale, dell’utilizzo di questa preziosissima risorsa.

Teresa, Giulia, Valerio, Marco                                                                                                               III media