“Le parole fanno più male delle botte”: il cyberbullismo

Cyberbullismo è una parola che, purtroppo, oggi sentiamo pronunciare spesso: al telegiornale, alla radio, a scuola… Il significato di cyberbullismo è abbastanza semplice: si tratta di bullismo svolto però nel mondo del web. Non è così semplice, però, tutto ciò che si nasconde dietro ad esso e le conseguenze su chi ne è vittima.

Internet è ricco di opportunità, una fonte dell’informazione enorme ed abbastanza attendibile, ma molto spesso si può trasformare in un “luogo” pericoloso. Infatti molti ragazzi sfruttano il web, attraverso il quale possono essere anonimi, per sentirsi più forti ed insultare altri coetanei con parole orribili o con foto utilizzabili come ricatto.

Sono tantissime le vittime di cyberbullismo che hanno ricevuto insulti e minacce tramite i Social Network.

Fino a qualche tempo fa il cyberbullismo veniva sottovalutato, ma ora, purtroppo, è diventato un fenomeno sempre più diffuso. Una parola può ferire molto più di uno schiaffo: non è un caso che alcune vittime di cyberbullismo siano arrivate persino al suicidio. Se non al suicidio, il cyberbullismo può comunque portare alla depressione, all’anoressia o all’autolesionismo.

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In tutto ciò, gli adulti hanno un ruolo importantissimo, in particolar modo genitori e professori, che dovrebbero capire in tempo se un ragazzo si comporta diversamente dal solito, o se è più triste.

Personalmente credo che il cyberbullismo sia un problema della nostra società, forse perché ormai il web si è troppo diffuso come arma di ricatto.

Forse per capire a fondo questo argomento bisognerebbe ascoltarlo da chi ne è vittima, perché spesso si pensa che per un insulto non è mai morto nessuno, ma purtroppo non è così: chi è fragile può rimanere ferito profondamente anche da una semplice parola. Bisogna inoltre ricordare che un cyberbullo non si limita ad un singolo insulto, ma le offese diventano sempre più costanti e frequenti.

Non bisogna quindi prendere sotto gamba il cyberbullismo, né considerarlo meno importante di altre problematiche: le vittime e le loro storie dovrebbero farci riflettere molto di più.

Il cyberbullismo è un problema grave, non ti chiudere in te stesso e parlane con un adulto, ti aiuterà sicuramente!

LA STORIA DI CAROLINA PICCHIO, VITTIMA DI CYBERBULLISMO

Carolina era una ragazza intelligente, altruista, sportiva e capace, ma che la notte tra il 4 e il 5 gennaio 2013, si toglie la vita: troppo grande l’umiliazione di vedersi in un video mentre, priva di coscienza per il troppo alcool, dei suoi coetanei giocavano con il suo corpo mimando atti sessuali.

La quattordicenne nel 2013 si lanciò dalla finestra di casa dopo essere stata vittima di episodi di cyberbullismo. I cinque ragazzi coinvolti nel suicidio della ragazza hanno estinto il reato. Accusati per vari reati i cinque ragazzi ottennero la messa in prova e il 19 dicembre 2018 il tribunale dei minori ha preso atto del ravvedimento. Dei reati non ci sarà più traccia.

La storia di Carolina Picchio inizia quando il suo ex fidanzato comincia a scagliare offese contro di lei. Poi un video, fatto girare su Whatsapp. Poi settimane di sberleffi, insulti, offese. Un peso insopportabile per una ragazza di 14 anni. Proprio a Carolina è dedicata la legge sul cyberbullismo (la 71/17, ndr) approvata a maggio 2017. Tormentata dai bulli aveva deciso di lasciare due lettere: nella prima scrisse che le parole fanno più male delle botte e che ciò che era successo a lei non sarebbe più dovuto succedere a nessuno, mentre nella seconda lettera scrisse i nomi degli adolescenti che le avevano fatto del male, consentendo al tribunale dei minorenni di Torino di avviare il primo processo per cyberbullismo in Italia e in Europa.

Irene

App e emozioni

Alcune delle app più usate dai giovani d’oggi sono: YouTube, Whatsapp, Instagram, Musical.ly, Facebook, etc. Molte di queste app sono social network che servono per interagire con persone in tutto il mondo. L’idea di poter comunicare con tutti è fantastica, il problema pero’ è che molte persone ne fanno un uso sbagliato, violando la privacy degli altri.

Musical.ly, ad esempio, è una delle applicazioni più usate al momento dagli adolescenti e consiste nel fare i video con sotto canzoni già registrate e alcune anche modificate…e molto! Le persone si divertono mimando le parole delle canzoni e ballandole contemporaneamente. Tutti ormai usano questa applicazione e ci sono ragazzi che sono diventati molto bravi a fare video, infatti grazie a questi sono diventati famosi e a volte sono anche ben pagati. Dopo aver fatto un bel Musical.ly si è soddisfatti e fieri di se stessi, così da poterlo postare sui social e “vantarsene” con i propri amici e anche con gli altri utenti. Postarli non è completamente sicuro, perchè si viola la propria privacy mettendo la propria immagine a disposizione di tutti. Sull’App Store musical.ly è valutata benissimo: quasi tutti i commenti sono tra le 4/5 stelle. Ma, chiudendo il discorso su musical.ly

http://www.corriere.it/tecnologia/app-software/16_luglio_15/musically-mimare-canzoni-15-secondi-celebrita-a52adf2e-4a72-11e6-8c21-6254c90f07ee.shtml

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La maggior parte dei ragazzi passa le ore sui social pubblicando e condividendo quello che  ritengono bello e importante. Molte volte, però, i social vengono usati per insultare sempre più spesso ragazzi o ragazze spesso con diversità, ciò viene chiamato cyber bullismo. Quasi sempre il cyber bullismo è peggio delle prese in giro reali, proprio perchè colpisce psicologicamentre proiettando purtroppo un’immagine delle persone che non è vera.

Virginia, Federica, Elisabetta, Manuel, Giorgio

Non tagghiamo l’Uomotaggo!

9 Febbraio è il giorno del Safer Internet Day. I ragazzi pensano che il proprio mondo viaggi attraverso il Web: video da condividere, youtubers da ascoltare, amori da sognare, amicizie da trovare… internet è uno strumento che ci permette di comunicare con tutti e ovunque ma, come tutti i pregi c’è un punto debole e supereroi possono trasformarsi in super-errori.

uomo-taggohttps://youtu.be/9vrKdhRBkfo : questo è il video che riguarda SIDl’uomo taggo, “colui che viveva taggando” anche senza chiedere l’autorizzazione della persona presente nel video o nella foto.

http://www.generazioniconnesse.it/: su questo sito si possono trovare molte informazioni utili per non cadere nelle trappole di Internet. Generazioni connesse ha sviluppato sette personaggi che si trasformano in super-errori: Chat Woman, l’ Uomo Taggo, Silver Selfie, l’ Incredibile URL, Tempestata, la Ragazza Visibile e il Postatore Nero.

La nostra riflessione: secondo noi, questo super errore è stato d’esempio per non sbagliare più. Infatti, taggare persone senza chiedere l’autorizzazione è un cosa “Super Sbagliata”.

super errori

Elaine, Costanza, Beatrice, Luca, Deepraj

III media

 

 

La Camera

La Camera esamina le leggi dello Stato ed è composta dai rappresentanti dei cittadini. Attraverso l’elezione dei propri rappresentanti in Parlamento, il popolo esercita la sovranità popolare, che è uno dei principi fondamentali della democrazia. Navigando sul sito della Camera ho scoperto una cosa molto interessante e cioè che la Camera utilizza i canali social per comunicare con i cittadini attraverso la rete.

 

Su questi canali i cittadini possono esprimere liberamente le loro opinioni, suggerimenti, commenti, seguendo le regole del rispetto altrui e dell’educazione. Su questi social c’è una attività di moderazione che rimuove i commenti lesivi del decoro delle istituzioni, della dignità delle persone o dei minori, dei principi di libertà e di eguaglianza, o quelli che contengono turpiloquio, insulti, o che hanno contenuti sessuali, etc…  Insomma, non immaginavo che anche le istituzioni utilizzassero i social network per capire le perplessità dei cittadini.

Lavinia 2°media

Binge Drinking

Secondo noi, Facebook, sta coinvolgendo sempre più i giovani di oggi, è un Social Network scherzoso e divertente ma a volte può diventare pericoloso .Nelle ultime settimane su Facebook si sta diffondendo l’ uso di una catena chiamata nomination.Questa catena consiste nel postare un video in cui si beve un bicchiere di birra o altri alcolici.

nek

Dopo aver finito si nominano altre 3 persone che entro 24 ore devono postare  il video nella bacheca di Facebook e così via. Questa catena a volte può diventare pericolosa al punto che la Repubblica e il Corriere della Sera gli abbiano dedicato un articolo.L’alcool può diventare una droga e questa catena ne è la prova.La colpa non è solo di chi la ha creata ma anche di chi ne ha usufruito.

GABRIELE,GIUSEPPE,LIVIA,ELIO,ALESSANDRO,CLAUDIO,RAFFAELE,

Dichiarazione Diritti Umani e Diritti Online

Confrontando la Dichiarazione dei diritti umani con i diritti online, possiamo trovare alcune similitudini.

Per esempio confrontando l’articolo 24 della Dichiarazione dei diritti umani con l’articolo 3 dei diritti online (ho il diritto di partecipare, divertirmi e trovare tutte le informazioni adeguate alla mia età). Possiamo dire che sono due articoli che si completano a vicenda e che riteniamo giusti, perché dicono che abbiamo il diritto di divertirci, riposarsi, di trovare tutte le informazioni adatte alla nostra età e di non essere sfruttati. Ovviamente sempre rispettando le persone che ci stanno intorno. Confrontando sempre l’articolo 3 dei diritti online con l’articolo 27 della Dichiarazione dei Diritti umani. Osserviamo, che entrambi vogliono esprimere il concetto che ogni cittadino deve essere partecipe della vita culturale e deve essere consapevole di ciò che lo circonda. Ma che significa essere cittadini nella società di oggi? Noi oggi siamo cittadini d’Italia, d’Europa, del mondo e anche dei media.

Paragonando la prima parte dell’articolo 20 della Dichiarazione dei diritti umani con il 4 dei diritti online (ho il diritto di esprimermi liberamente quando sono online sempre nel rispetto degli altri). Pensiamo che partecipando liberamente ai social network bisogna esprimere la propria opinione, sempre onorando la libertà degli altri. Riferendoci alla famosa frase di Martin Luther King noi dobbiamo rispettare la libertà degli altri ovunque,anche sul web.

Confrontando l’articolo 3 della Dichiarazione dei diritti umani con il 1 dei diritti online(ho il diritto di proteggere  la mia identità  online). Possiamo dire che la sicurezza di ogni individuo e’  molto importante. E che devo proteggere la mia identità  non solo su internet ma nella vita di tutti i giorni.

-Gruppo video IIIB-